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Full text of "Vita del serenissimo Prencipe Silvestro Valiero, Doge di Venetia"

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VITA t 

DEL SERENISSIMO 

PRENCIPE 

SILVESTRO 

V ALIERO 

DOGE DI VENETIA. 

Scrìtta dal Padre 

D.SILVESTRO ROVERE 

MONACO CASINENSE 

Dedicata all' lltufiriffimo , & Eccelkntì$mo Stg. 

GIOFRANCESCO 

MOR.OSINI 

Ambafciatore per la Sereniflìma Republica di 
Venetia appreflb la Santità di N. & 
% Clemente XI. 



4ti* 



IN V E N E T I A, • M.DCCIV. 

Per Antonio Bortoli . 
CON LICENZA DE'SUPERIORl. 



I * * 



9f5.3)/ 

ILLUSTRISSIMO 

& Eccellentiflìmo Signore . 




E la Vita 5 cb $ 
io ho prefa a 
fcrivere Jun Prencipe Sag- 
gio , ed Illujire non appa- 
rirà dinanzi al Mondo per 
difetto dello Scrittore così 
a 5 gran- 



iva/ /<> 



grande , e così ammirabile 
in quefio libro , Cornelia è 
fiata infefiejfa^ e corri el- 
le ancora nella memoria di 
qué che vivono ; io ne com- 
penfo ad ejfa il grave dan- 
no col dedicarla al Nome 
venerato di V. E. in quel- 
la guifa che f appendere 
uri opera imperfetta per 
Arte ad un Nume la ren- 
de Sacra , e le acquifta 
pregio . Se io bavero il bia- 
Jìmo di non baver adequa- 
to colf ingegno , e con lofii- 

k 



le il /oggetto , mìf reche- 
rà ad honore il fortunato 
ardire di bavere ferino d 
un gran Prencipe y e di ba- 
vere ferino à F.E. L Ani- 
ma JìeJJa del Serenifs. Do- 
ge Silvestro V alieno 
mi perdonerà tutto quel lu- 
me y eh io non bavero po- 
tuto dare alle fue augufte 
memorie , quando egli le 
vedrà deportate nelle ma- 
ni dell E. K come nel Sa- 
crario delì Immortalità > e 
deir Honore . Che fé mi 
a 4 ver- 



verrà imputato a temerità 
questo Beffo dedicare , che 
fò uri opera così poco con- 
fiderà bile pél fuo Autore 
ad un Perfori aggio , e per 
ìa Nobiltà del Carattere , 
e per V Altezza del Mini* 
fiero occupato nel lavoro 
della Univerfale felicità 
delf Europa Cbrifiiana i 
io faprò difendere il valo- 
re della mia offerta col 
pregio y e con la ricche^ 
\a della materia , che ofi 
ferifco , già che non pofi 

fi 



fo farlo per ragione dell 
Arte . Io so bene , che 
ninna cofa può accadere 
pia grata a V.E. quanto 
il ripajffare con la memo- 
ria sa le anioni dunPren- 
cipe , del quale come da 
lei fi emulano tutte le vir- 
tù r così fi confeguir anno 
tutte le Dignità . Ella ri- 
troverà in lui con piacere 
tutto ciò , che il rejio del 
Mondo vede r e vedrà in 
lei con meraviglia . Una 
Indole propri 'a per le gran- 

d 



d Arti y e per le grandi 
imprefe : una memoria 
efatta del pafsato , accom- 
pagnata da un finiffìmo 
difcernimento delle cofepre- 
fenti y per farla fervire ad 
una faggi a previdenza del 
futuro : un animo capace 
di tutte le qualità eftra- 
ordinarie y e che pajona 
fra loro contrarie : un fo- 
co tutto Heroico , regola- 
to da una difcrete^a fem- 
pre uniforme : una egua- 
le y e cofìante Liberalità 

nel- 



nelle co/e private : una 
Regale Magnificenza nel- 
le publiche : una pura , 
e celefie beneficenza ver/o 
tutti : una fomma > e in- 
comparabile modejìia : un 
Zelo ardente , & involto 
nelle pia ardue occupatio- 
ni , ed una tranquilla > 
ed univerfale affabilità per 
tutte le con dit ioni di per- 
fine . Doti tutte y che ra- 
gionevolmente hanno me- 
ritato alTHeroe Valiero il 
fommo della Ji ima , e della^ 

gran- 



grandezza ,& a V.E. vari 
homai meritando le appro- 
vationi,& amore del mag- 
gior Prencipe > e Corte pia 
colta del mondo , non me- 
no che gfapplaufì , e bene- 
dizioni della Sereniffìma 
fua Patria . Ma quando 
anche / opera per lefue im- 
perfetioni non potejffe giun- 
gere a piacerle , io mi ajfi- 
curo , che non farà mai 
difcara ali E. V, la perfo- 
na , che a lei T ojferifce . 
Dalla mia pia tenera età 

fa 






fu mia gloria il cono/cere le 
eccelfe fue qualità , e fen- 
tìr mene penetrato da una 
profonda veneratone . Que- 
Jìa jìefsa gloria io voglio 
condur meco fino agli ulti- 
mi miei giorni con tutte le 
tejìimonian^e , che potran- 
no palef armi 



Humìlìf. Offequiofifs. Riverenti]*. Servitore 
D.SilveftroRpvere Monaco Cafinenfe 



Vifa 



VITa atteftatione D.Jofephi à Placentia Deca- 
ni > & Sacrai Theologiae Leótoris cui à v No- 
bis demandatumfuit, ut Libellum quod infcribi- 
tur : Vita del Sereniamo Silvelìro Vallerà Doge di Ve- 
netta y à P.D.Silveftro àVenetiis compofitum exa- 
minaret , atque ab eodem ex omni parte praelo 
dignum nobis propofitum >■ ut Typis committa- 
tur , fi iis> ad quos fpeótat , videbitur y f acuita- 
tem concedimus • Datum Cafini die 3. Decem- 
bcis anno 1 703. 

D.HippolytusàNeapoH Abbas, & PneficL 

Z). Bgymundus à t^eapoli CanceìL 

Noi Reformatori dello Studio di Padoa ♦ 

HA vendo veduto per la Fede di revifione y & 
approbatione del P.F.Raimondo Afperti In- 
quifitore^el Libro intitolato : Vita del Serenifs.Sil- 
vefiro Volterò del P. RSilveJìro Roveri Monacò Ca/fwen- 
f^non v'cflèr cos'alcuna contro la S.Fede Cattolica, 
& parimente per Atteftato del Segretario noftro; ; 
niente contro Prencipi, e buoni coftumi > conce- 
demo licenza ad Antonio Sortoli Stampatore y 
che podi eflere ftampato* offervando giardini in 
materia di Stampe , &prefentando le folite copie 
alle Publiche Librarie di Venetia > & di Padoa . 
Datali 16. Gennaro 1703, 

< Ferigo Marcello Vrocurator / e Jfc£ 
( Girolamo Veniet K. Troc. I{ef. 
( Mariti Zoni $& 

Agoftino Gadaldini Segretario » 



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VITA 

DEL SERENISSIMO 
PRENCIPE 

SILVESTRO 

V ALIERO 

DOGE DI VENETIA. 

TA^TE T^IMA. 

L carattere più pregiabile delle 
grand' Anime , che in vero non 
é altro , che voler ciò che fi de- 
ve , quando fi poffa ciò che fi 
voglia , come nalce dalla libertà dell'arbi- 
trio , così vive nell' eflèrcitio del giufto . 
Quella fingolare virtù , Madre feconda di 
tanti Heroi > rifplendé con genio di mag- 

A gior 







z Vita del Serenifs. 

gior gloria in SILVESTRO VALIE 

RO , che meritò l'intiero applaufo di Prem 
cipe 5 quando non era, e quando anche fla- 
to non fotte . Vifle, come che la di lui vita 
dovette formare un effempio fupèrftite nel 
Trono per regnare ancora ne gì' altrui Prin- 
cipati , e navette ad ettere vivendo uno fpec- 
chio d'intiera nettezza , in cui mirar fi po- 
tettero tutti i ritratti delle Morali , e Politi- 
che Virtù ridotti al grado di perfettione fu- 
blime . Quindi è che fé la morte, tanto più 
nojofa à chi vive , quanto meno fenfibile à 
chi vive da Grande, lo rapì al Soglio, ed al 
noftro utile , non potè però chiudere con le 
di lui ceneri tra le ombre del Sepolcro la 
fua gloria , ed il noftro amore : quella fo- 
pravifle in perpetua erudizione de' Prencipi , 
quefto in efsemplare tributo del noftro do- 
vere . 

Li primi efsordi di quefta infìgne Fami- 
glia Valiera afcofi nell'oblivione dell'antichi- 
Dhn.Hai. tà, non apparifcono nelle hiftorie» Dionifio 
fmìml Halicarnafìeo , con altri Autorità riferifco- 
no grande fra'Sabini,riconofcendo per primo 
di quefta gente VOLUSIO VALESIO 

illu- 



mmo 



Sihejìro Vallerò . 5 

illuftreCavalier Sabino, che prefcielto dal fa- 
to ad ifcoprire T Ara fotterranea. facrata à 
Plutone , e Proferpina nel campo di Taran- 
to 5 infegnò a'pofteri Romani il rimedio alla 
mortai peftilenza , efperimentato poi tanto 
proficuo ne' f ecoli (uffeguentF » 

Quello prodigiofo fuceelTo gli portò nuo- 
va denominatone , riferita da Zofìmo in astf 
quefre parole .. Adpellatus e fi Manius Vale- lib - z - 
r'tus Tarentinus , nam Deos Inferes antiqui 
Manes dicebant , & fanum effe' valere $ dent- 
ane Tarentini nomen ei datum oB rem faeram £?**•* 
ad Tarentumfaaam .Altronde pero voglio- utte.nb.i. 
no gravifllmi Autori , che derivi la muta- -nomar 
rióne di VALESIO in VALERIO , co- ^1}%% 
me infègna Ricardo Streinnio > V 'ah r fia gens ' L jfj"/ us 
primùm y poflea Valeria diHa e fi 5 ut etiam smmhts 
Fufia 5 Vapifia 5 Aufelia y Vetufia _,• neque j^mZl ' 
emm ante Appii Caci atatem 5 qui^primus Ut- ^ a " ob - 
teram 2? protuliffe dicitur, Valerli ì. Furti, Va- «iJii.j! 
pirii , Aurelii, Veturii dicli funt . hl\ Uv ' 

Qual notitia Streinnio ricavò da graviùi- ck.nb.g 
mi 5 e fedeli Scrittori de' fatti Romani. Vo- Tapi'™ 
lufio Valefio dunque , che da' fuoi Sabini fu J5JJ* 
nominato Volufius Valefius Trine eps Romu- l j n z- lat - 

Ai lo 



4 Vita del Sereni fs, 

lofortior , per efsere conduttore della guer- 
ra contro a i Romani involatori delle Don- 
ne Sabine , fu anco riconofciuto per tale da' 
Romani 5 quando ne ftabilì la pace. 

Bel principio ! Condotte di guerra 5 e 
maneggi di pace fono ( quafi a dire ) i pri- 
mi deboli impieghi , co' quali comparifce al- 
l'occhio del Mondo il primo Heroe di que- 
llo fangue . Sigillò egli la pace con l'unio- 
ne delli due Regni in uno 5 tra li quali, ac- 
ciò non reftafse il Teme delle pafsate difcor- 
die , abolì gli nomi de' Sabini , e Romani ? 
guitti rendendo commune quello de'Quiriti . Pa(- 
CsllM - 9 - so in Roma il Ré Tito Tatio con la Nobil- 
mMìb t ^ Sabina 5 di cui principalifiimo efsendo 
% 4. ' Volufio Valefio , gli furono conferiti tutti 
li grandi honori della nuova Patria , fingo- 
larizato con privilegio fpeciale d'efser fepol- 
to entro alle mura della Città , fenza ribrez- 
zo di quella tanto fuperftitiofa gente , che 
potè pur anco fofifèrire fenza gelofia la di lui 
grande auttorità , quando diede il fecondo 
Rè al Soglio Romano , chiamando Numa 
Pompilio ad efclufione dell'infufficiente Giu- 
lio Proculo , ancorché defcendente dal San- 
gue 



Siheftro Vallerò . 5 

gue di Romolo . Tal volta dorme ficura **M» 
la vigilante gelofìa di Stato fotto il go- Z*. 
verno dell'ottimo Cittadino j & ove la 
virtù ha potuto rapire con la confidenza gì' 
arbitrii , non v'ha più luogo la diffidenza * 

Eccone la radice , da cui germogliarono 
tanti rami , quanti li Figli , e Nipoti del 
gran Voltino, tra'quali MARCO VOLU- 
SIO VALERIO , che fiorì fotto Tulio 
Hoftilio III. Ré di Roma , fu qualificato tu. ih, 
con la carica di Feciale nella guerra contro ' '*' 
à gì' Albani j quali che fofse ereditaria nelli 
Valer j la facoltà d'intimare le guerre , e ter- 
minarle con vantaggiofa pace. 

Di queir o Marco Volufio Valerio , flì 
gloriofo Figlio PUBLIO VALERIO 
POPLICOLA uno delli tre primi Con- cajnod. 
foli Romani nell'anno 244. della fondano- Cronìcon > 
ne di Roma . Quello Valerio Poplico- a»/«. »'« 
la unito à Collatino , e à Bruto cacciò ]£? To ~ 
gli Tarquinj , infigne per la fua virtù , _ . 
ma molto più memorando per haver in- ub'.i. 
legnato à Roma ad opprimere la Tiran- 
nide fopra il Soglio y onde con giuftitia da 
Dionifio Halicarnafseo è nominato col glo- 

A 3 riofò 



6 Vita del Sereni] s. 

riofo più torto elogio , che titolo 3 Tublka 

Dio». Ha- .►/ * . >,*» ** 

&.&{. hbertatts A^ertor. 

Piangeva Roma fotto alla sferza d'una 
crudel peftilenza il fuo eccidio nell'anno che 
fuffeguì aHefpulfione de' Tarquinj , quando 
Valerio Poplicola ordinato il folenne culto 
delle Ceremonie defcritte nelli libri Sibillini, 
fcoprì l'Ara Sacra , già prima ritrovata nel 

ztfm. cam po Tarentino dall'antico Tuo Proavo Vo- 
luto y e placò l'ira de gli Dei con cofpicua 

S'p<£ Solennità , e rito de' giochi Secolari , il che 
fecondo Varrone fu nell'anno 245. della fon- 
datione di Roma -, rimarcatane la memoria 
con li feguenti caratteri fcolpiti nell'Ara. 

zormM E VALERIUS POPLICOLA 

Sf **r. IGNEM CAMPI MARTII 

DITI PATRI , ET PROSER- 

PIN/E. DEDICAVI, LU- 

DOSQUE DITI PATRI, 

ET PROSERPIN^B PRO LI- 

BERTATE POP. ROM. FECI. 

Tanto operò THeroe , che potè vincere con 
la pietà la perfida influenza de gl'altri , non 

meno 






Silvejiro Valter o . 7 

meno che con la fpada il furor de' nemici , 
quando aggionfe al quarto Confolato la glo- 
ria di due Trionfi riportati da Vejenti , e 
Tarquinj , li quali rinforzati da Porfena Rè *}*- *r 
de'Tofchi , portando nuova guerra contro v,t ' Vop u 
a'Romani , diedero motivo a Pòplicola di fé- St ?-^t 
gnalarli con replicate vittorie . Conerò prò- demmìu 
getti pacifici tra Porfena j e i Romani > quan-*^ w * w " 
do da quelli data in ortaggio Valeria figlia **»•** 
di Pòplicola ( da qualche Hiftorico nomina- sexr.M. 
ta Clelia ) con altre nobili Verginelle , e di %£?%$ 
mala voglia fofTerendo effe l'ombra apparen- „. „ 
te di quella prigionia , varcato a nuoto il /;./#.?. 
Tevere 5 riconduce le Vergini compagne a 
refpirare laure libere della Patria , lafciando 
confufi per la maraviglia i nemici . Ma ag- 
gravatoli di quefta fuga Pòplicola 5 acciò non 
foffe taflata di delinquenza la fède Roma- 
na , riconduce la figlia con le altre Vergini 
à Porfena r fuperato nel viaggio 1* infidiofo 
agguato delli Tarquinj y che laflalirono . In 
quefto.confìitto Valeria , palfando ardita fra 
gl'aggreffori , fece pompa di virile coraggio r 
luperiore alla fua conditione 5 e per la gene- 
rofa attione riportò da Porfena in adequato 

A 4 dono. 



8 Vita del Seremfs. 

Lion.Eai dono un valorofo Cavallo riccamente barda- 
to , e dal Senato di Roma l'erettione d'una 
^'^ Statua di Bronzo nella via Sacra . E cofa 
mirabile 5 che anco le Verginelle di quella 
vkMvi Famiglia Valeria , hanno dati faggi di ma* 
tisiiiuf. gnanima prodezza , verificandoli di que- 
lla gente ciò che fu detto de gì' Arfacidi . 
Mediocre s nafci nefciunt , quot geniti tot pro- 
sati . 

Morì gloriofo Poplicola ( così nominato 

dall amore , che inoltrò verlo il popolo , in 

t/m/v. di cui fufTragio promulgò tante leggi 5 non 

meno utili alla Plebe , che proficue alla Re- 

£** publica , ) & alla di lui morte ftilloflì Ro- 

ma in lagrime > tributando alla memoria di 

tanto Heroe una amarifììma pamone 5 che 

radicatafi pure ne'cuori delle Matrone , in- 

terelTàte nella perdita commune contrale- 

Tit. lìv. gnarono il loro dolore , piangendolo per l'in- 

DicnHai. ^ ero cor ^° d un'anno. Tanta forza ha la vir- 

W-5- . tu 5 che rende collante fino l'animo donne- 

vkl'vopi. fco ad'un'anno di pianto . Raccolfe il. recin- 

st*~*u* : to della Città le Tue ceneri , in virtù di fpe- 

Vic.de vi- . , .... r v ' . ., ,1^, 

risiiiuf. cial privilegio , quali che a capire 1 ampliffi- 
ìb.[° P ' ma benemerenza di quella polve, non vi vo«, 

lefse 



Siheftro Vallerò . 9 

lefle fepolchro minore , che l'augu/lo fpa- 
tio di Roma . , 

Di tanto merito reftarono eredi li dueFi- 
gli-PUBLIO VALERIO, e MARCO 
VALERIO , che fegnalatifì in fervido del- 
la Patria , aumentarono la gloria Valeria 
conl'Heroiche proprie attioni , e fatti tra 
loro Antagonisti , emulavano à vicenda le 
proprie virtù . Non {offri Publio vedere il 
Fratello Marco Confole , e Trionfante de' 
Sabini nell'anno fuffeguente Z49. nel Confo- Tìitt , ìn 
lato, e nello ftefso Trionfo . Il dolce pre- *»'• To P l 
mio della gloria fveglia Temulatione , ed è dìo». mi. 
tanto grave il dover cedere ad un* eguale y ltb ' 6 ' 
quanto è gloriofo fuperare il maggiore. Non 
è fempre perniciofa l'ambitione , perche da 
efsa ben fpefso nafcono le grandi imprefe . 
Così Valeria Sorella del già defonto Popli- 
cola fegnalofll , quando pofta Roma in ca- 
lamitofe anguftie dallo ftretto àfsedio di 
Marcio Coriolano , radunò tutte le nobili 
matrone Romane nel Tempio di Giove Dion.mi 
Capitolino , e con forte peroratione perfua-' ^ \ iv 
fé à * Volunnia madre ,& à Vergilia Moglie ò* w. 



del fdegnato Coriolano di voler intercedere 



Maxim. 

re 
la 



io Vita del Serenifs. 

* volume la pace con le loro lacrime 5 unite à quelle 
"«*"& di tutte le Dame Romane > che sefibi vano 
JJJJJJJ" feguirle al campo afsediate 1 II configlio di 
*omìna*t. Valeria efsequito da Volunnia y e Vergilia 
^ w " &, fortì il bramato evento,, ammollendo con 
gli loro pianti il cuore di Coriolano y e ri- 
portando la fofpirata pace , per altro difpe- 
rata dal Senato . Da quefto fi decretò la 
2*c£ erettione d un Tempio alla Fortuna Mulie- 
riol. bre 5 inftituita primaria Sacerdotefsa Vale- 
S!ì' Ti2L 5 come auttrice della falvezza della Pa- 
tria , e della legatione .. 

Non dirimile da' fopradetti maggiori 
riufcr PUBLIO VALERIO POPLI- 
COLA III. che vinto Appio Herdonio , 
e Scacciatolo dal Campidoglio occupato , ri- 
porta il premio di replicato Confolato : fo~ 
r,/.M,*..ftjtuito il Figlio LUCIO VALERIO 
POPLICOLA a maggiori imprefe- . Me- 
morabile è quello Heroe per la (confitta del- 
Tu. lìv. li Decemviri refi Tiranni , e per la Ditta- 
ci./ tura fofienuta con tanto frutto nella folleva- 
tione della plebe da lui mitigata , e per il 
doppio Trionfo de' Volfchi,ì& Equi.. Que- 
fte grandi attioni fvegliarono generofa invi- 
dia. 






Sìheft't 



ìheftro Vallerò . 1 1 

dia nel figlio PUBLIO VALERIO IV. r*** 
che al Confolato unì ledere Mae tòro de'Ca- 
valieri con Furio Camillo Dittatore, e pre* 
tefe uguagliare il paterno valore , con dar la 
rotta a' Galli , e liberare Ja Patria da loro 
opprefla , 

Certo è , che nluna Famiglia Romana 
produrle alla Patria più numeroli gl'Heroi , 
ne fomminifrrò materia più ampia all' hifto- 
rie della Valerla , quale ( lenza il fuflidio 
di jattanza) può vantarti d'occupare il mag- 
gior fpatio ne' libri de' Falli . Li più accre- 
ditati Scrittori portano quali in ogni carat- 
tere imprefTa una vittoria di quella Fami- 
glia, e quali ogni pagina è un Campidoglio 
ripieno de i loro Trionfi , Grande eccellen- 
za di valore I Mentre baftavagli {tendere 
una mano per incontrare una palma . 

Nelli regiftri appunto de'Fafti vedefi due 
volte conferito il Gonfolato a LUCIO VA- 
LERIO POTITO , che con Gajo Fa- 
bio efsercitò la Queftura , efùefso autore 
de Valerj Flacci , che da quello difeefero , 
come da PUBLIO MANIO VALE- 
RIO fortirono il nome de Maffimi li/uoi 

di- 



iz Vita del Sereni] s. 

difendenti , nominato eflfo tale , quando 
fatto Dittatore nella turbòlentìffima (edizio- 
ne della Plebe fopra il Monte Sacro , fedo 
la commotione * e riconduflela in Roma , 
riportando la fola fua eloquenza una vitto- 
ria , che non havrebbero forfè ottenuta tut- 
te le fpade delle Legioni . Una elegante per- 
oratone concilia l'amore della Plebe , la 
quale benefpeflb fi rende oftinata , e refì- 
itente al rigor della forza . Riportò pure il 
£*?• nome di Corvo , MARCO VALERIO 
LucFbr. MASSIMO da portentofo aufpicio, quan- 
sex'^iur. do efsendo Tribuno uccife in duello un va- 
Sk* loi'ofo Gallo, volatogli un Corvo fopra f 
-?"["/, alla per dirigere forfè gli colpi à più giufle 
tinture contro il nemico . 11 mento di que- 
fta vittoria gli portò il Confokto in età gio- 
venile di 23. anni 5 che replicato altre cin- 
que volte , lo refe degno di foilenere anco 
due volte la Dittatura , trionfando de gì* 
Andati , Volfchi , Sanniti , Calenni , & 
Etrufchi . A quefto VALERIO COR* 
f VO y fìi conceflb dal Cielo cento anni di 
vita : fpatio in vero necefsario à maturare 
tante imprefe apro della Patria . Vide pri- 
ma 



SìhefiroV altero* 13 

ma di morire il Figlio VALERIO COR- p<w,*. 
VINO dare la fconfitta a' Cartagine/i in Si- ^ n 
cilia con la prefa della Città di Me/fina, on- Ub.u.' 
de ne forti il nome di MESSALA. Macrob. 

Altra denominatione àé F lacci riportaro- 
no li Valer) da MARCO VALERIO 
POTITO Maeftro de Cavalieri , e Tribu- 
no della terza legione j quale dopo il fecon- 
do Confolato acquiftò il nome di FL ACCO, 
e fi tranfmife ne' pofteri ; tra quali fu celebre 
LUCIO VALERIO, che oltre le dignità 
di Pretore, Confole 5 e Cenforefoftenne quel- 
la di Prencipe del Senato , e di Pontefice 
Maflìmo . Pareva alla Republica Romana 
non ha ver abbaftanza gratificata labemeren- 
za di quefta Famiglia , fé non le conferiva 
anco la fuprema dignità delle cofe facre di 
fua religione col Maflimo Ponteficato . 

Ecco ogni ramo di quefta gran pianta ca- 
rico di perfonaggi, ed'imprefe , oltre molti 
altri riferiti da gl'hiftorici , come LUCIO Ti f - Llv - 

Uh 5 

VALERIO , che perorò contro ad Appio 
Claudio . PUBLIO VALERIO Lega- 
to in Sicilia prò re frumentaria . Altro VA- 
LERIO ANTIATE > che fcrifTe gl'an- 
nali 



14 Vita del Seremfs. 

' nali d'i Roma . VALERIO LEVINIO 
collega di Marcello nella guerra di Siracufa 
Tìt Lh contro Annibale . VALERIO FLAC- 
lìb. 21. CO riferito da Plutarco , che celebra la di 
Tiutar.in lui legatione ad Annibale , nell'aiTedio diSa- 
rib > T%Z S unto y dopo che fu Confole con Mario , 
biu's. e compagno nei Magiftrati dir Catone Se- 
CajrtoL niore . CAJO VALERIO FLACCO 
52f "" creato Interrex dopo , che furono uccifl li 
GtBM^ÓBaà Confoli Mario Giovine > e Papirio Car- 
bone avanti la Dittatura di Siila . 
Taurcu. Altri molti Valer] Romani rinomati dall' 
strfh*' frigorie viffero ( ò per dir meglio ) tennero 
i>b.iz. in. vita la Republica dì Roma con il loro va- 
Mmn. lore, e virtù > lino che agitata dalle guerre 
acero, civili r fu pofeia opprefla dalla perpetua Dit- 
tatura di Giulio Cefare . In quefti tempi 
difficili Valerio Meflala Corvino rappre- 
fentava in Roma la figura sì del più. ampio 
Senatore per l'arte Oratoria , che di prode 
guerriero, per la peritia militare * Refo que- 
JiSib. iti famofo per la proferittione havuta dalli 
*• Triumviri dopo la Morte di Cefare , co- 
tZm.%. rae complice congiurato con Bruto , ma 
molto più memorabile per la celere rivoca- 

tione 






Sihejìro V altero, i 5 

rione dallefìlio^in cui la di lui prudenza, & 
.auttorità rendendoli fofpette ingelodvano il 
Senato . Il grande dovunque vada porta fe- 
co il valore: arma badante à turbare la men- 
te de' più laidi governi . Queda confiderà- 
rione perfuafe al Senato la riunione di que- 
llo membro mutilato col bando , che fubito 
fu decretata , & efseguita . Scordata Vale- 
rio Mettala l'ingiuria della profcrittione , li 
modrò eflère quel fo/us fapiens di Seneca , Seneca de 
qui re f erre gratiam fàt , corrifpondendo con bene ^' 
la vittoria , e Trionfo riportato de Salafsi . 
Comandò al Corno deliro nella battaglia 
navale ad Antio , dopo di che , compodofi JJj^; 
con Ottaviano Augullo , le fu collega nel •/**>• 
Confolato . Gloriavafi quello buon Impe- 
ratore d'haver acquiflata l'amicitia di tanto 
Heroe , la di cui inimicitia havea {limata 
molto ne i Campi Filippici . E' privilegio 
della fola virtù il rifcuotere anco da' nemici 
li diritti , e tributi di dima > non badando 
tutta la forza dei livor hodile à trattener* 

gleli; 

Tibullo Poeta , dopo ha ver celebrate X 
egregie imprefe di quedo Valerio Meflàla T ff it 

in 



16 Vita del Seremfs. 

in un gonfio panegirico > chiamandolo be- 
nefattore , e pietofo follevatore di fua cadu- 
ta fortuna ; rimarcò anco la fua gratitudine 
con feguirlo nella fpeditione à Corcira , ove 
effo Tibullo morendo figlilo il fepolcro 5 e 
l'ultimo deTuoi metri col gloriofo nome del 

Tetrus Protettore Meflala. 

iib%yde H)c jaeet immiti confumptus morte TibuJIus 5 

Tott. kt. Me(fa/am terra dum fequiturque mari. 

Felici (ecoli ! ne' quali le foftanze de' Grandi 
erano il patrimonio de'Dotti , corrifponden- 
do al numero de' Virtuofi la copia de' Mece- 
nati . Tale fu Valerio Meflala Corvino ver- 
fo l'infigne Poeta Tibullo ,'moftrandofi tan- 
to forte protettore della Republica littera- 
ria , quanto ottimo cittadino della Patria , 
nella di cui Curia fu chiamato col fublime , 
& honorato titolo di Tater Tatria . Il Con- 
folato che foftenne Meflala con C.Lentulo 9 1 
farà fempre memorabile, per efsere in quel | 

cajfioà. tempo nato il Salvator del Mondo GIESU 
CHRISTO nell'anno 41. dell'Imperio d' 
Augufto . Fu Mettala anco Prefetto di Ro- 
ma , nel qual mentre fcrifse un' elegante li- 
bro delle Famiglie Romane , e della pro- 
genie 



Ctonie. 



Siheftro Vali ero. 1 7 

genie d'Auguro . Lafciò dopo di fé herede 
di tanto merito il Figlio VALERIO 
MESSALA IL che fu Confole con Cor- 
nelio Cinna , e Padre di LUCIO VA- c«jr>od. 
LERIO MESSALA BARBATO ^ Cmk ' 
pur Confole con Sulpitio Quirino , nell'an- 
no della fondatione di Roma 740. 

Molti altri Valerj trovanii nell' hiftorie 5 
infigni per le dignità , & honori , non me- 
no che per le virtù > & attioni . Ma forfè 
era Roma anguiìa al grande numero delle 
Famiglie Valerie,che l'abitavano, ritrovan- 
dofene molte fparfe per l' Italia fino nelli 
tempi d'Augurio , facendone indubitata 
fede , oltre all' hiitorie , il gran numero 
de' marmi fepolcrali , che coprirono l'intie- 
re famiglie j maìTrine nella Provincia Ene- 
ta , e paefe Euganeo , con li nomi , e co- 
gnomi Romani impreffi in detti Marmi , 
cioè Valerj Prifchi , Potiti , Flacci , Cor- gjgj* 
vi , Volufi , & altri così che : delle Fami- tane. 
glie Romane niuna è più rinomata ne i 0r * m ' 
Marmi Euganei della Valeria , come of- 
fendano molti Autori ftudiofi dell'antichi- 
tà . Da ciò nafce una evidente confeguen- 

B za. 



i8 Vita del Sereni] s. 

za y comprobata dall' hiftoria > che molte 
delle Famiglie Romane fuggiflero da Ro- 
ma nelle funefte civili difcordie di Mario , 
e Siila, quando correndo il fangue Roma- 
no per le ftrade inorridiva la natura 5 non 
che gl'habitanti . Rinovate poi le fciagure 
di Roma dall'arrabbiate riffe di Cefare , e 
Pompeo , trovarono altre Famiglie in me- 
no empie terre più ficuri gF Afili . Giò pu- 
re fucceffe negli Imperj difficili di Tiberio 
Caligola , e Nerone , ne' quali la Tiranni- 
de tanto prevalfe , che il folo effer grande 
comTa. baftava ad ogni Patricio per effer reo di 
%'n! ' 3 ' Morte . Certo e che fino dall' Impero d' 
Augufto molte Famiglie Valerie Romane 
habitarono nel paefe Euganeo , e confor- 
me è difficile rilevare la verità circa il tem- 
po del paflaggio, così non re (la alcun dub- 
bio circa il fatto 5 efsendo probabile , che 
nelle due fopradette commotioni fanguino- 
fe fiino da Roma fuggite . Tra quefti Va- 
lerj nel paefe Euganeo refuggiati VOLU- 
SIO VALERIO infigne Poeta fò richia- 
mato in Roma da Ottaviano Augufto , 
per di cui comando fcrifse un grande Poe- 
ma 






Silvejìro Vatiero . 1 9 

ma de gl'annali di Roma 3 ma li di lui 
fcritti dal tempo , ò dalle guerre invidiati 
con lo ftefso infortunio di molti altri Au- 
tori fono periti . Pochi frammenti y fcrive 
1* Angelieri , ha ver veduti di Volufìo nella ingeneri 
Biblioteca Vaticana di Roma -, foggiun- 3^'* 
gendo il Scardevone , che il Poema di Vo- 
lufìo era elegantiflimo , fcritto a fomiglian- ^Z%. 
za d'Ennio > e ch'egli era grande emulo >^& 
di Catullo perla competenza nella Poefìa , 
e per elser {tato Volufio prefcieko allacom- 
pofìzione del Poema fudetto . 

Altri molti Valer] , obbligati reftar in 
Roma adonta delle civili turbolenze, e ti- 
rannici imperj, (ottennero fempre i grandi 
porti, leggendoti ne'Fafti MARCO VA- 
LERIO MESSALINO Confole con 
Cornelio Lentulo , MARCO VALE- 
RIO MESSALA con Aurelio Cotta lot- 
to l'imperio di Tiberio . CAJO VALE- c ™f«- 
RIO ASIATICO , e MARCO VA- i£ " 
LERIO MESSALA Confoli fotto a 
Claudio, e queft'ultimo fotto à Nerone j 
QUINTO VOLUSIO VALERIO 
SATURRINO, con Cornelio Scipione y 

B 2 e MAR- 






2 o Vita del Sereni fs. 

e MARCO VALERIO THRACA- 

LO con Silio Italico (otto à Nerone . 

Nell'impero di quello inumano Impe- 
ratore appunto, fra le tenebre di tante ini- 
quità rilplendè in Roma come lucidifììma 
^"^-ftella TRASEA PETO VALERIO 
nato in Padova, come feri ve Tacito, e del- 
la Famiglia Valeria di colà prima venuta , 
Jl iu U ' come (attentano Giufto Lipfio , ed il Pi- 
pi*»*- gnorio . Fu Trafea Senatore , e Sacerdote 
»«*• delli XV. ed era tanta la di lui auttorità , 
xtjfiiinus. c^q l'impero Romano nelli primi cinque 
anni di Nerone da e(fo fiì retto , lino che , 
cangiando natura l'empio Nerone , e do- 
po la morte data à Seneca , fece uccidere 
Barea Sorano, e Trafea Peto Valerio , ve- 
ra Idea d'un ampliflìmo Senatore , che re- 
fofì benemerito del Senato , fi conciliò an- 
^ma- co la ftima univerfale del Mondo . Arria- 
m ' no , & altri Hiftorici fregiano le loro ope- 
re, col nome, &attionidiquefto Heroe , 
formandogli pure Plutarco in poche parole 
Tiutarc un grande Elogio . Salve vir magne , & 
inter Ifymanos fapientes fanftum mihi no- 
men-i tu magnum decus tua genti s , tu or- 
na- 






Sihejìro Vallerò . 2 1 

namentum Romana Curia $ tu aureum fy- 
dus tenebro fi iìlius sEvij Tua Inter homi- 
nes<> non h omini s vita-) nova probi tas , co- 
fiantia-) gravitasi <£f vita mortisque a qua* 
bilis tenor . 

Né di/limile è la lode , che gli forma f^' ort 
Cornelio Tacito, allegando prima rinfuffi- 
ilente calunnia datagli da Nerone : quia 
idem Tbrafea Vatavii* unde ortus erat^Lu- Corn .-.^ 

. , . cit, lib\6% 

dis Cafficis à Trojano Antenore inftitutis ann. 
habitu Tragico cecinerat . Soggiungendo 
poi trucidatis tot inftgnibus viris ad poflre- 
fnum TSLero virtutem ipfam exjcindere concu* 
pivit, interferii Rare a Sor ano , & Tbra- 
fea Toeto . 

Non deve ommetterfì con fvantaggio 
della Famiglia Vaiiera la dipendenza di 
quello Trafea , confidente in una unica 
Figlia nominata FANNIA Matrona di 
eccelfe virtù degne dellefprefnone di Pli- 
nio. Qua caflitas illi^ qua JanHitas , quan- 
ta gravitai , quanta conftantia ! Fannia 
dunque congionta in Matrimonio con Hel- 
vidio Prifco Senatore Romano , tanto ri- 
nomato da Tacito generò Helvidio fecon- 

B 3 do, 



22, Vita del Seremfs. 

do, da cui unito ad Antia figlia di Capito- 
invila ne, nacque Sifto primo , che fu il fettimo 
Tontif. Pontefice dopo S.Pietro , e fu Santo. Ec- 
Mugms.. co il Sangue Valerio principia ad introni- 
si»;^- zarfì nella nafcente Republica Chriftiana , 
clìL ma di ciò fi tratterà più opportunamente à 
fuo luogo , 

Ma per feguire la fèrie de' Confoli Vale- 
rj , fi ofTerva che da Marco Valerio Thra- 
calo, che fu Confole nelli tempi di Nero- 
ne, non fi vedono altri Valerj Confoli fi- 
no ad Aulo Volufio Valerio Afiatico, fot- 
to all'imperio di Vefpafiano , nel quale in- 
ternatio regnarono gli tre Imperatori Gal- 
ba, Ottone, e Vitellio . Da ciò appunto 
( fé oflervafi la Cronologia ) fi vede la con- 
tinuatione della dignità Gonfolare nelli Va- 
lerj, mentre il breve giro d'un anno baftò 
à quefti tre per morir coronati non per re- 
gnare . 

Nell'Impero dunque felice di Vefpafiano 
continuarono gli Valerj nel Confolato , e 
dignità Romane, tra quali celebre CAJO 
VALERIO FLACCO infigne Poeta , 
fu Decemviro fopra gli libri Sibillini , co- 
me 



SihefiroValkro. 25 

me fcrive Lelio Gregorio Giraldi . Quefto 
Valerio Fiacco della Famiglia Confolare yui&eg. 
e Dittatore, portatofi dalli Colli Euganei p^£ 
in Roma, fc riffe in verfo Heroico il Poe* fm. 
ma de gl'Argonauti, dedicato à Vefpafia- 
no . Morì giovine con grave pregiudicio 
dell'arte Poetica, & Oratoria. Quintiliano Quintili 
piangendo di quefto l'immatura morte dice de0rau 
muhum nuper in Fiacco amifimw . Aggiun- 
gendo il Scardevone . TSLunc ergo futurum Sc«rdt~ 
magmtm etiam Oratorem , nedum Voetam vone " 
tlluftrem Quintilianus haud falso conjecerat . 
Tortellio peritiamo eftimatore degl' inge- Torteti 
gni de gl'huomini così di lui fcrive, Clarif 
Jìmus die "Poeta Valerius Flaccus divino- 
carm'me rem omnem Argonautarum expli- 
cuit. Parimente Pietro Crinita , Et mi- 1"lf% 
rum videri debet quanto Jpiritu Flaccus in- Toet.iat. 
furgat , quantaque ingenti felicitate in feri- ' * 4 ' 
bendo Carmine praftet . Teftimonj di tanto 
credito baftarebbero a fingolarizare la virtù 
di quefto Poeta , quandf anco gli di lui 
otto libri fuperftiti fofTero. con ugual in- 
fortunio de gl'altri fuoi componimenti pe- 
liti .. 

B 4 Altri 



24 Vita del Seremfs. 

Altri cofpicui foggetti continuarono nei 
governo di Roma con ugual gloria , occu- 
ofiSr pando degni podi ne iFafìi. VALERIO 
' POPLICOLA fu Confole con Ner va Cot- 
to à Caligola. VALERIO MESS ALI- 
NO due volte Confole con Domitiano . 
VALERIO PAOLINO MESSALA 
fotto à Trajano. Molti altri fotto alli fuiTe- 
guenti Imperatori foftennero il Confolato 
sigonius. nelli tempi di Antonino Pio , di Settimio 
Jus . Severo , di Caracalla , di Valeriano , dì 
clima- ' Coftantino 3 di Giuftiniano , registrati da 
vm. gl'hiftorici , e chiamati con divertita di 
ramhis ' nomi 5 cioè Valer] , Meflala , Meflali- 
vS'ad. ni ' Maffìmi , Prifchi , e con altri 
cron. nomi . 

Tra quelle gloriofe memorie devefì pu- 
re ammirare come tanti Imperatori aifun- 
fero il nome Valerio , affettando da que- 
llo gloriofo fangue defcendere ? e con e(To 
in qualche modo congiungerfi ? ò pure per 
effere venerati nel nome Valerio j del che 
ne fa chiara fede il gran numero di Me- 
daglie con tal nome fregiate . Comparifco- 
no appunto in molte li nomi Dìocletìanus 

Vak- 



&m* 



SlfoeftroV altero. 25 

Valerhis $ Maximianus Vakrius . Vakrius 
C onft animus C/orus . Vakrìus Gallienus , 
quale con giuftitia vantò la Tua origine dal- 
li Valeri Flacci . Gal Ieri us Vakrius . Con\ ito**»* 
ftantimis Vakrius Magnus y e gli di lui figli 
con altri molti , che diedero pregio con la 
loro efrìgie à i Metalli . Verità comproba- 
ta da due Marmi antichi di Padova 5 rife- 
riti dal Cavalier Orfato al foglio 191. quali 
al giorno d'hoggi fuiTiftono. 

ETERNO IMPERAT. 
NOSTRO MAX. OPTI- 

MOQUE PRINCIPI 

AURELIO VALERIO 

DIOCLETIANO PIO 

FELICI INVICTO 

AUGUSTO 

POETUS HONORATUS VI 

CORRECTOR ITALLE 

NUMINI EJUS DICATISSIMUS . 

L'altro regiftrato dal Scardevone fogl.81. e 
dal Orfato £317. 

IMP. 



2 6 Vita del Serenìf^ 

IMP. CES. C VAL. 

DIOCLETIANUS P. F. 

AUG. ET IMP. CES. 

M. AUREL. VALERIUS: 

MAXIMIANUS P.F, 

AUG. ET FL. VALER. 

CQNSTANTIUS, ET GAL. 

VALER. MAXIMIANUS 

NOBIL OESARES. M. 

Ma raccogliendo le reali y e vere glorie- 
Ofelia Famiglia Valeria 5 fenza mendicare 
fuffragio dalle aliene , ò dubbie , rifulta: 
per giufto calcolo, il numero di cento Con- 
foli y otto Dittatori ,. grande moltitudi- 
SsT^ne di Tribuni , Prefetti, Pretori, Cenfo- 
ri , Prencipi del Senato , Maeftride'Ca- 
valieri , Conduttori d'efferati , che in nu- 
mero quaft infinito beneficarono la loro Pa- 
tria con gl'impieghi gloriofi dell'armi , col 
governo politico , e civile , non meno y 
che con le lettere . Autenticano la virtù , 
e autorità de gl'Heroi Valer j le tante leggi 
Valerie. da efli promulgate , & accettate 

dalla 



Sthejìro Vallerò, zy 

dalla Republica Romana nella fua Curia * 
come ftabili fondamenti d'un ben'Organi- 
zato Dominio . La legge "Valeria de prò- Tliniuf 
voc attorie , che fu fatta da Valerio Poplico- 77, Lhf 
la nell'anno di Roma 243. La legge Secon- BmUt- 
da Valeria nell'anno 504. data dal Figlio Uc - 
Poplicola, La terza di Marco Valerio Cor- TIutarc ° 
vo nell'anno 451. La legge Valeria IV. de *°™ pon - 
Majeflate con molte altre nominate de £ ìor 
Fattore , de Militum fuccejfione , de pecw- cì( ' m 
>nia y & Quaftoribus •> de perpetua Di&atu* appìan. 
ra Sulla , tutte riferite da gravinomi Au- %4kK - 
tori . 

Contribuifce molto alF eccellenza delle 
glorie Valerie un Geografo riflelTo , fopra 
Provincie , Città, Caftelli, Ville, e Fiu- 
mi col nome Valerio chiamati . Il FIU- 
ME VALERIO nella Corfica hoggi 
detto CIRADIO ; La VILLA VA- 
LERIA nell'Abruzzo , commendata daj^" 
Cicerone come fua familiare . La CITTA' . 
VALERIA 5 che nella Spagna Tarraco- 
nefe è chiamata in lingua Spagnuola Vale- 
va de Sufo , ò Guemada , in una antica in- 
tóttione e detta Colonia Julia Valeria ♦ b^fy 

La 






z8 Vita del Sereni fs. 

timus , La REGIONE VALERIA nel La- 

mli!s ! . e ' tio apprefiò al Lago Fuccino , la di cui 
Metropoli dicevafi Valeria Marfia . La 
2%. PROVINCIA VALERIA nella Pan- 
Tauks nonia inferiore , tra gli fiumi Drava , e Sa- 
Diac. va hoggidì chiamata Stiria , fono teftimo- 
n™ mi(t ~ nj loquaci 5 e forti argomenti della virtù 
Valeria , fegnalatafi nelle conquide , ò di- 
Me , ò pure nelle ediflcationi di quefti luo- 
ghi ^ li quali ad onta del tempo ? e della 
mutatione degl' idiomi 3 confervando anco- 
ra il nome Valerio oftentano gratitudine 
verfo gli loro benefattori . 

Sono pure pretiofilfime glorie di quella 
Famiglia , molto più {limabili delle già 
dette , gli Sacri Heroi Chriftiani , che col 
Martirio , ò con la forte confezione di Fe- 
de hanno {labilità la Cattolica Religione 
nel Mondo . S. VALERIO ROMA- 
NO primo Vefcovo di Cefarea Auguiìa . 
S. VALERIO difcepolo di S. Pietro , e 
da elfo mandato Vefcovo a Treviri 3 altri 
zacbone. XIII. SS. VALERJ nominati dal Za- 
chone, e regiftrati nel Martirologio , TRE 
SANTE VALERIE Martiri , le quali 

con 



SìlveftroV altero . 29 

con la profunone del loro fangue inarca- 
rono le palme delle Chriftiane vittorie : 
S. GELASIO Papa primo nato in Afri- 
ca , ove il Padre Valerio era Proconfole 5 ca- 
rene il Pontificato nell'anno diChri{k>492.. Vara*. 
nel qual tempo acquino alla Chiefa di £)io 
tutta la Francia , con la con verdone del 
Rè Clodoveo . Quelli in vero fono i ric- 
chi capitali , che rendono dovitiofi i Tefo- 
ri della gloria Valeria , raccolti nel corfo 
di tanti Secoli dalla lodevole , e virtuofa 
avidità di tanti Heroi , li quali dalla fonda- 
none di Roma , fino alla decadenza del 
Romano Impero contribuirono alla Patria 
attioni eccelfe , fenza rifparmio de' fudori , 
e del fangue . Animi fopragrandi , che fa- 
pendo mirare con occhio fermo la faccia 
delle più malagevoli imprefe , innamorati 
fempre dell'orrido afpetto delle difficoltà , 
orientarono veramente , che agere & pati 
fonìa Tfymanum erat. 



VI- 



?o 






VITA 

DEL SERENISSIMO 
PRENCIPE 

SILVESTRO 

VALIERO 

DOGE DI VENETIA. 
VAIATE SECOKD A. 

Paflaggio delli Valerj in 
Venetia . 

L'IlluftreProfàpia de gl'Henri Valerj, 
che fu à Roma lo fplendore più 
chiaro , e nel governo civile , e 
nelle Armi , conferve la (uà grandezza 
anco nella diminutione dell'Impero Roma- 
no* 









Silveftro Vallerò $i 

no, pafTando a trapiantarli in Venetia con 
il preti ofo capitale d'un'infigne virtù , che 
{ecc concepire alla nuova Patria fondate fpe- 
ranze di grandi beneficj . Veramente un 
Sangue alTuefatto à circolare con il treno 
di gloriofe prerogative , non poteva diver- 
fificare col variar della forte il fuo moto , à 
cui dava impulfo quella fteifa virtù, che al 
dire di Cicerone lucet in tenebris , jplen- 
detque per fé Jemper . 

Principiò il Romano Impero à notare 
fenfibile la fua decadenza dal paffaggio 
di Coftantino Magno à Bizantio, e po- 
fcia fempre più deteriorando in fé fteflb 
fvanì dalla vifta di Roma, non lafciando 
in elfa, che le reliquie delle infigni memo- 
rie . 

Li Valerj , con altri delle più cofpicue 
Famiglie , non avvezzi afoffrire la oppref- 
fione della Patria , refa inabile alla difefa 
contro alle invafioni de'Barbari Settentrio- 
nali , cercarono , col ritirarli alle rive del- 
f Adriatico, più ficuro ricovero, uniti à gì' 
altri Valerj , già prima da Roma nel pae- 
fe Euganeo paflàti . Scrive Pietro Giufti- 

nia- 



$z Vita del Sereni) s . 

"Petrus niano Viri Romana nobilitate , ac agno-- 
Mimmi. m - mat - tone J^[ arce lii 5 Cornelii , Valerti , 

ALmulei , Ouirini , Memiiy Longi , £*/- 
£/ , Vetturii , ^Emiliani , ^ Tifones , 
/? « Tifani , /z^ztf' #/// genere illuftres ad 
Adriacas infulas confluxerunt . Ciò feguì 
negl'anni di Teodollo , & Honorio , nel 
. qual tempo rimbombò nuovo ftrepito de' 
Barbari Settentrionali , gli quali invaghiti 
dell'Italia, con numeroio esercito marchia- 
vano ad infettarla . Memori ancora gli popo- 
li Euganei delle defola tionilafciate poco pri- 
ma da Alarico, e Radagaffo , che con Go- 
thi , G'epidi , e Trucilenghi fcorfero ho- 
frilmente l'Italia , penfando alla loro fi- 
curezza flabilirono l'erettione d'una Città 
Maritima con porto , in refugio delle Mo- 
gli, de' Figli, e delle cofe più care , (ce- 
gliendo l'itola di Rivalta , con l'altre adja- 
centi . 

Nell'anno dunque 421. della Nafcita di 
Chrifto -, e nel giorno 25, Marzo , fotto 
al Pontificato di Bonifacio primo , prefi 
gl'aufpicj dalla B. Vergine , furono porti gli 
fondamenti della nuova Patria , e defìinati 

tre 



Siheflro Vallerò . 5 $ 

tre Confoli per '{trattura delle Fabriche,qua- 
li furono Alberto Faletro , Tomafo Can- 
diano , e Zeno Datilo delti Dandoli , gli 
eguali nel giro di tre anni riduffero à per- 
fettione le nuove habitationi . Altra elettio- 
ne de'Confoli fu fatta nell'anno 424. per dar 
forma al nuovo Governo , e furono Lucia- 
no Chili de'Gavili , Lucio Maflimo de i 
Valerj, & Ugone Fofco de gl'Arelli . Que- 
fti prefo i affoluto governo deli' Ifole diede- 
ro principio al gloriofo Veneto Domi- 
nio . 

La fiamma della guerra 5 che portò At- 
tila dd. Settentrione , incenerì di nuovo l 
Italia , che poi riftorata dal buon Zeno^ 
ne Ifaurico , rinovò gli fuoi infortunj con 
la venuta di Totila , e d'Algilulfo , fof- 
frendo per molti anni calamitofe vicende , 
fino che portata da Carlo Magno all' Ita- 
lia la bell'Iride di pace 5 refpirò poi dalle 
paffete feiagure . 

In quefto tempo riceverono magnifico 
aumento l' Ifole Venete , sì nelle fabriche, 
che nel concorfo di molte Nobili Fami- 
glie , e communicatefi fra effe con Pon- 

C ti, 



34 Vita del Serenifs. 

ti, & atterrationi , prefero forma di vada 
Città , acquetando ricchezze , e dominio 
per via del Mare . 

Nel primo governo dell'Itale , che fu 
Confortare , fra folo nove Confoli > de' 
quali fi ha notitia , contafì un LUCIO 
MASSIMO DE'VALERJ . Pure nel 
fecondo governo , che fu de* Tribuni , li 
Valerj fo (tennero quella Dignità , conti- 
nuando tal governo fino l'anno 697. in cui 
creato Doge Paoluccio Anafefto , princi- 
piò la Veneta Maeftà ad eflere venera- 
ta nella perfona del Prencipe . 

Con l'ingrandimento della Republica , 
crefceva ancora la Famiglia Valeria nelle 
Dignità, habitando effa alternativamente 
nell'Ifole , e nella Terra ferma , dove pof- 
fedendo gli Cartelli d' Oriago , Gambara- 
re , Mira , e di S. Hilario n' effercita va- 
no l'affoluto dominio , fino che furono poi 
dalli fulmini delle guerre atterrati . Tanto 
cronica appunto leggefì nelle Croniche Venete An- 
tiche, replicando efle, che li Valer) ( det- 
ti poi Valiert dalla corruttione dell'idioma , 
come li Cornelj Corneri , e molti altri ) 

era- 



Veneta, 



Si kefir o Vali ero. j 5 

erano Tribuni , ricchi , potenti , e che 
dalli loro Cafìelli pacarono à Vene- 
tia . 

Certo è , che li Valerj di Roma , fu- 
rono ali edificatione di Venetia , come sì 
è moftrato , e che in quefta nuova Repu- 
blica confervarono fempre la loro gran- 
dezza , e decoro fino alli noftri giorni , 
fenza degradatione del loro antico fplen- 
dore * 

Famiglia in vero popolata d'Heroi , 
che dopo efler flati riveriti nelle proprie 
perfone , ritornarono ad eflere venerati 
ne'fuoi defcendenti . Non fi numerano 
qui le Virtù d ogn uno Angolarmente, ba- 
cando raccogliere à fafci le dignità fofte- 
nute dal gran numero de' Senatori , Con- 
figlieli , Generali , Avogadori , Preto- 
ri , Prefetti , Proveditori , Savj , Cen- 
fori , Cavalieri , Capi del Confìglio de* 
Dieci, Ambafciatori , Baili, e finalmen- 
te Procuratori , e Dogi . Si che con ve- 
rità può dirfi, gl'honori tutti , e dignità 
della Veneta Republica conferiti alla Fa- 
miglia Valiera, & in effa tante volte re- 

C 2 -pli- 



3 6 Vita del Serenifs. 

plicati , erano minori in numero allacopio- 
fà multitudine de gi'Heroi capaci , e meri- 
tevoli di (ottenerli . 

Non mancarono pure alla Republica Ec- 
clefiaftica molti Prelati Valieri , Abbati , 
Protonotarj Participanri , Vefcovi , e 
Cardinali 5 tra quali AGOSTINO CAR- 
DINALE , e Vefcovo di Verona è me- 
morabile ', sì per leffemplare pietà , che 
lo fece imitatore di San Carlo Borromeo , 
come per le (uè grandi virtù > efpreflein 
molti dottrinali 5 e fcientifici volumi da 
lui ferirti . Era tanta la ftima di quefto 
Heroe Porporato , che fé nel Concla- 
ve di Gregorio XIV. l'urna arricchiva- 
fì dWaltro voto era egli adorato nel Va- 
ticano . 

Non è gloria di merito volgare l'approf- 
fimarfi così da vicino al Soglio Papale 5 co- 
me non è poca lode il competere in una 
Arena > ove non difeendono, che Giganti 
al cimento . 

Di Agoftino fu degniflìmo Nepoté 
PIETRO CARDINALE prima Ve- 
fcovo di Famagoita 5 e più volte Lega- 
to 



Sifoeftro Vallerò. 37 

to Apoftolico à Prencipi in difficili con- 
gionture 5 meritò la Sacra Porpora, coni' 
Arcivefcovato di Candia , poi il Vefcova- 
to, e Contea di Ceneda, & in fine quello 
di Padova in premio di Tue virtuofe bene- 
merenze . 

Penultimo Ramo del grand' Arbore Va- 
llerò fu il SERENISS. BERTUCC r 
DOGE 5 nato il dì 8. di Giugno dell'anno 
1596. di Sii veltro Senatore , e di Bianca 
Priuli , da' quali Genitori forti quel fpiri- 
to 5 & indole , che appunto li Infognava- 
no per foftenere gli tanti , e gravitimi im- 
pieghi nel gloriola corfo di fua vita fempre 
occupato nelli publici affari . Fu Savio de 
gl'ordini , Prefetto à Bergamo , Savio di 
Terraferma > bora deputato alla Caffa Pu- 
blica , hora alla Scrittura j Proveditor nel- 
la Valtelina 5 Cenfore , Capo del Confi- 
glio de' Dieci > Ambafciator eftraordinario 
à Ferdinando Cardinale Infante di Spagna 
in Milano nell'anno 1635. in cui fu decora- 
to con la Itola d'oro . Fu Configliere j poi 
Savio del Configlio ; Generale à Palma i 
Proveditor fpedito al Gran Duca di Tofca- 

C 3 na 



38 Vita del Sereni] s. 

na per gl'affari di Cadrò j Ambafciator in 
Roma ad Innocentio X. Podeftà di Bre- 
fciaj Proveditorin Terraferma nell' angu- 
rie di Careftia . Di nuovo Ambafciator 
eftraordinario in Roma ad Aleflàndro VIL 
Finalmente nel giorno 15. Giugno dell'an- 
no 165 6. con pienezza de' voti fu creato Do- 
ge 5 nel di cui Principato hebbe la Repu- 
blica due gloriofe , & infigni vittorie na- 
vali nel Hellefponto , prodotta 1' una da 
Lorenzo Marcello 5 da Lazaro Mocenigo 
l'altra . Ricevè una grande Ambafciata de' 
Mofcoviti ) foccorfe il publico Erario con 
volontario generofo dono 9 nelle urgenze 
della guerra di Candia j ed in fomma fu 
uno de' più gran Prenci pi , che già mai fe- 
dererò fui Veneto Trono. 

Le Attioni gloriofe di quello Prencipe 
fono molto bene diftinte nelle Venete (li- 
ttorie , eia di lui vita fcritta dall'Abbate 
Orafi è un Teatro delle fue imprefe. 

Da quefto eccelfo Genitore , e dalla No- 
biliflìma Madre Benedetta Pifani , che 
nel fuo gentilitio Stemma vantava fregi 
gloriofi , non diflimili dalli Valieri , nac- 
que- 



Stive fìro Vallerò . 3 9 

quero MASSIMO , BIANCA , e SIL- 
VESTRO . 11 primo che portava in fron- 
te delineato un grand' afcendente fu da col- 
po invidiofo di Morte rapito ancor giovi- 
netto nel Collegio dementino di Roma . 
Forfè , che con Magnetica fìmpatia le ho- 
norate ceneri di Volufìo 5 e di Poplicola 
fuoi Proavi , fepolte già in quel augufto 
terreno con fpecial privilegio hanno attrat- 
to à fé quelle del Giovinetto Maflimo,pre- 
fumendone giuflo diritto dalla neceflaria ri- 
voltinone di tutte le cofe à proprj principj j 
ò quafi che l'urna gloriofa per tanti Secoli 
femipiena delle fpoglle de'primi Atavi 5 
non potette più à lungo fofFerire gli fuoi va- 
cui digiuni , rifervati dal Cielo à capi- 
re le offa di quell'ultimo Nepote . 

La Sorella Bianca d'indole Maeftofa, 
crefceva con l'acquifìo delle morali vir- 
tù, che poi la coftituirono una delle più 
ferie Matrone della Patria . Fu quefta 
unita in matrimonio con Alvife Mocenigo 
Procurator , e congionfe al luftro di quella 
grande Profapia gli fplendori della Va- 
llerà . 

C 4 Neil* 



4-0 Vita del Serenifs. 

Nell'anno dunque 1630. nel giorno 28. 
di Marzo , comparfe alla luce del Mondo 
SILVESTRO VALIERO mandato da 
Dio per deliziofa confolatione de'Genitori , 
per decoro della Patria , & utile de'Sud- 
diti 5 e finalmente per coronare le glorie 
de'fuoi Maggiori . Li vagiti della di lui 
infantia furono bene fpeffo giufte querele 
delle indifpofìtioni , che l'affliggevano , sì 
che fra le vicende del male, e della con- 
valefcenza paffato il primo luftro, otten- 
ne poi dal Cielo una confidente falute , 
che diede campo all'attentione del Padre 
di promoverlo alli primi rudimenti litte- 
rarj , anco in quella tenera età confcio , 
che "Matura tenaciffimì fumus eorum , qua 
W.Z rudibus annis percìpìmus . Le inftruttioni 
d'Eruditi Precettori , le tempestive infi- 
nuationi , & il vivo efsemplare del gran 
Padre , l'indole fua docile 5 la prontezza 
dell' intelletto neli'apprendere , furono ba- 
ttami fondamenti alla mole di fua creden- 
te virtù . Vago di nuove cognitioni , faci- 
le alli documenti , ferio fopra l'età , affiduo 
nell'applicatione > ed in fomma in ogni fua 



Ouintìì. 



attio- 






SihejìroV altero. 41 

attione maturo , ancorché non adulto . 
QuefH aperti inditi^ davano una certa fpe- 
ranza di dover il Figlio fortire una flima 
non dirimile da quella del Padre 5 di cui 
era deliziofo impiego lo ftillare nel tenero; 
animo dettami di malfime fublimi , corri- 
fpondenti all' alta Tua conditione . Ed in 
vero il primo latte d' un ottima educatione 
in un'animo nobile preoccupando ogni fi- 
to interno, s'oppone all'introduttione de' 
mali fughi del vitio . GÌ efercitii litterarii , 
e la coltura de' morigerati coflumi , confu- 
marono quafi il corfo de' quattro luftri , fi- 
no che ef pofto all' occhio del Mondo fece 
modella pompa di fue rare prerogative , 
provocando de' più adulti l'applaufo, e de" 
•coetanei l'emulatione , Conobbe eflò necef- 
faria la compagnia degl'Amici , reputan- 
do mifera povertà la privatione di quefti , 
col rifleflb forfè al documento di Seneca à 
Lucilio . Amtàtìa efi prec'wfiPftmum venus . 

j. . . V. jj. J r . r JM . \ . Seneca ad 

qtvtttarum 5 & nulhus retjme amico ejt jw Ludi. 
cunda poffejfw . Non faticò à formarfi gran 
numero d'amici 5 già attratti , e rapiti dal- 
le di lui belle conditioni > moftrando eflò 

finif- 



4 2 Vita del Sereni fs. 

finitimo intendimento nel prefcieglerli ò 
di confimile virtù per converfare,ò di mag- 
giore , per più erudirli. 

Il precetto del Padre , non che l'obligo 
di natura , chiamò il Giovine Cavaliere alli 
tanto dal mondo bramati fponfali , che con 
giufta proportione furono conci ufi nelF an- 
no 1648. con ELISABETTA QUE- 
RINI Figlia di Paolo Querini Stampalia 
Procurator di San Marco , Dama dotata 
di tante virtù 5 che fino allora fu fìimata la 
vera Idea della prudenza . L'efTere quefta 
al giorno d'hoggi ancor vivente in grado di 
Vedova Prencipefla 5 fopra il Soglio della 
più rafTegnata moderatione , proibifce alla 
penna di fcrivere gl'Elogj 5 che ad onta 
delle occulte finezze di Tua modeftia va de- 
cantando la fama . E' tirannia di quefta 
virtù voler comparire fola, & occultare tut- 
te le altre 5 ma ciò non ottante godono ef- 
fe il privilegio delle cofe facre , fempre ve- 
nerate , ancorché coperte col velo . Chi 
opra il lodevole dovrebbe però impara- 
re à fofferire gì' applaufi > non riavendo* il 
Jus di rifiutare le lodi. 

La 



Stheftro Valsero. 43 

La Nobilidìma dunque Famiglia Queri- 
ni detta già Galbaja ? e Su/pitia , come 
che diede al Campidoglio di Koma l'im- 
perator Sulpitio Gaìba 5 e replicò fui Tro- 
no d'Adria le corone della fua gloria nelle 
perfone di GIOVANNI , e MAURI- 
TIO SERENISS.DOGI, così diede la 
Spofa à Silveftro Valiero . Il bell'inneflo 
dunque di quefto Matrimonio , fece fpera- 
re copiofa propagatione al ftabilimento del- 
la Famiglia Valiera , che dall' univerfale 
era mirata con partialiflìma diilintione , & 
Amore . 

Quell'amore appunto , che con féftofl 
clamori fé rimbombare il Veneto Cielo d' 
applaufi nell'anno 1649. in cui fu premiato 
Silveftro Valiero della Dignità , e Porpo- 
ra Procuratoria in età d'anni 1 9. per il me- 
rito d'haver foccorfo il publico Erario nelle 
penuriofe contingenze della guerra di Can- 
dia . Accrebbe il nuovo carattere il pregio 
di fua virtù , poiché facendo un miflo di 
cortefe gravità , e di grave avvenenza » 
faceva vedere , che ogni di lui azione 
prendeva le giufte mifure dall' ottima fua 

com- 



44 Vita del Sereni) s . 

compofitione naturale , e da un decorofo 
contegno . Chiamava (opra di fé benedi- 
tioni popolari , le quali dal Cielo , fé non 
prevenute , erano almeno prontamente ef- 
iaudite , e conferita la grafia 5 come fpe- 
cialiffima fu quella del giorno 29.di Settem- 
bre 5 in cui ottenne la defìderata prole d'un 
figlio , nominato BERTUCCI : unica 
meta a cui erano dirette tutte le attentioni 
dell'Avo, e de Genitori . Ma colpo fata- 
le , nel giro di quattro Mefi , infegnò mo- 
rire à queir Infante ? che ancora non fape- 
va vivere . Potè folo lafflittione de'Geni- 
tori , e dell'Avo edere in parte temperata 
dalla fperanza di replicata prole , che pro- 
babile credevafi . Ma il Procuratore Silve- 
ftro vedendo recifa la relatione di Padre , 
vago di confervare in fé il bel titolo , adottò 
come proprj Figlj gli fudditi , amminiftran- 
do a quefti con paterna giuftitia la ragione 
ne'Magiftrati, e Tribunali più honorevoli, 
dove Dio ha deportate , come in ficuri 
Erarj, le leggi per l'edificatione , e confer- 
vatione del Mondo . Ecco il Valiero Giu- 
dice nel Foro Veneto , e nelli più gravi 

Ma- 



Siheftro Valter o .45 

Magiflrati , conferiti alla maturità del fuo 
ingegno , dalla concorde mente del Se- 
nato, anco negli anni giovenili , non fen- 
za fhipore, & invidia de più adulti. Fer- 
ma egli il folo piede della coftanza (opra 
la baie del Jus futtrn unìcuìque trìbuendi , 
inconcufìò alli dibattimenti deirofficiofità, 
infleflìbile all'indifcrete inftanze de gl'im- 
portuni , sbandifce dal fuo cuore , come 
peftiferi veleni le pafììoni d'affetto , e di 
fdegno annullando le partiali propenfio- 
ni , che ben fpeffo fogliono comparire 
fotto afpetto di convenienza . A giufto 
pefo da lui fi difpenfa la ragione , non 
permettendofi l'ingreffo a'rifpettofì riguar- 
di . Per verità la giuftitia, come Virtù 
gelofa , deve efcludere il confortio d'ogn 
altra virtù , quando fiede fui Trono . 
Queft e il fodo fondamento de'regolati Im- 
peri 5 l'honorato attributo de'Giudici , e 
la vera libertà de'Sudditi , concepita pu- 
re da Boetio in quel fuo detto, Obtem- BoetUu 
perare juftitia fumma lìbertas efi . %Mil 

Di tal tempra era il Giudice Valiero 
nelii Magiftrati, moftrandofì anco in que- 
llo 



46 Vita del ' Sereni] s. 

ito particolare degno figlio del fuo gran 
Padre , il quale per eflere diligente cul- 
tore della giuftitia , e d'ogn'altra virtù , 
appunto in queftanno 1656. per la mor- 
te di Francefco Cornaro 5 fu eletto Do- 
ge di Venetia con la copia de' voti cor- 
rifpondente à quella deTuoi meriti . Il 
nuovo fplendore del Sereniamo Genito- 
re > illuminò maggiormente la perfona 
del Figlio y che in quell'incontro fattofi 
miniftro della regnante munificenza Va- 
liera , convertì a fé l'occhio della ammi- 
ratione univerfale , e riportò continuate 
acclamationi da' poveri , à quali da ogni 
angolo della Città fece diftribuire grandi 
fomme di denaro in fufTragio della loro 
mendicità 3 Tanto contribuì alla gloria 
del Genitore la generofa mano del Fi- 
glio , che fece conoicere alla flefla libe- 
ralità di qual tempra fofle il fuo grand* 
animo y infegnandoli à feco trattare nelle 
venture occafioni . 

Ma tutto ciò , che Tattentione del 
Procurator Silveftro fofle applicata à far 
rifplendere nella Ducal Corte Paterna le 

Rea- 



SiheJìroV altero. 47 

Reali grandezze di Tua generolìtà , non 
patì però la valla mente diltrattione al- 
cuna degl'affari del Senato , promoven- 
do l'utile della Patria , e protegendo le pri- 
vate fortune de'fudditi . Malììme apprefe 
dal vivo eflemplare del Padre, di cui fat- 
toli imitatore , ne riportò in fé lleffo il ri- 
tratto 5 anco de' minori gefti , non che 
delle gravi attioni -. Duo Ma maxime mo- cicero j. 
vent , dice Cicerone , fimììitudo , ■& exem- de 0ra - 
plum . Non fdegnavano le eccelfe qualità 
Paterne perdere la loro Angolarità accumu- 
landoli al Figlio, perche elfendo tanto con- 
finali gl'animi non ne conofcevano nel paf- 
faggio la diftintione , avverandoli il detto 
d' Ariftotile In habentìbus fymbo/am qualità* •*&• 2 > 

r •!• n j* de zen. 

tem<> jacilior ejt tranfitus. 

Così apprefe il Giovine Procuratore le 
Angolari virtù dall'animato Liceo del Pren- 
ci pe Genitore , quale con mute lettioni d' 
efsempio gli porgeva corretti documenti 
morali . 

La pietà , ch'era al Figlio connaturale , 
ed il più frequente de'fuoi effercitii , fò in 
quell'anno 1658. impiegata ad affiftere al 

ca- 



48 Vita del Sereni fs. 

cafo eftremo del Doge , che afialito da fe- 
bre promoffa da interna infiammatione Ten- 
ti condurfi dal male all' ultimo termine . 
Spargeva il Figlio le dovute lacrime , tri^ 
bufando alla natura i fuor diritti , fenza pe- 
rò ommettere , ò confondere gl'uffici pieto- 
(i verfo il Padre languente , tra' quali fii 
non meno lodevole , che forte l'atto d'an- 
nonciargli la proflima morte , & ancorché 
contrattata quefta funtione dalla natura co- 
me rigida 5 e difcordante dall' amorofe fue 
vifcere > tuttavia uno- sforzo d'Heroica 
virtù fuperò la tenerezza d' un grande amo- 
re . Fattofi dunque egli fteflb Araldo di 
Morte gli diede l' avvifo funefto , che rice- 
vuto da quel Prencipe con raffegnatione * 
e fortezza uguale ai tuo cuore , infegnò al 
Figlio à morire da grande , e da pio . Chi 
ha faputo ben vivere tanti anni , (apra an^ 
cora morire un momento , poiché al dir d' 
un Poeta . 
lucati. Scire mori fors prima viris , & proxima cogi . 
Ubbidì il Prencipe Bertucci Valiero alla 
legge universale nel giorno 2 9-di Marzo dell' 
anno 1658. in età d'anni 62. giorno d'infeu- 
da 



Sihejìro Vallerò. 49 

ila memoria alla Patria , alla virtù , alla 
gloria , lafciando nei Veneto Trono il co- 
piofo efsemplare di fue virtù . 

Suppliti dal Procurator Figlio gl'uffici 
di pietà verfo il Padre , facendo anche fra 
le gramaglie rifplendere la fua Magnificen- 
za , applicò tutto lo fpirito alla teflitura d' 
un ingegnofo, e caritatevole inganno verfo 
l'Ava , Madre fuperftite del Sereniffimo 
Defonto . Quefta Matrona detta BIAN- 
CA PRIULI , che nella fua cadente 
età viveva ai refpiri del Prencipe Figlio , 
farebbe pur e(fa fpirata, fé dalla diligen- 
te vigilanza del Nepote Silveflro non le 
foffe Hata occultata di quello la Morte 
per il corfo di più anni . Influiva favo- 
re 5 e dava coperta all'inganno l'infelice 
decrepità dell'Ava , à cui facilmente di- 
pingevafi la fuffiftenza del Figlio, quan- 
do già non faceva altra comparfa 5 che 
nella memoria de gì' huomini , e nelle 
tele dipinte . Veramente é bella la ca- 
rità , che rafciuga le lagrime de gì' afflit- 
ti, ma è più rara finezza di carità l'impe- 
dire i motivi del pianto . 

D Tra 



5 o Vita del Seremfs. 

Tra gli pretiofi capitali dell'Eredità la- 
fciati dal Padre al Figlio fò un gran nu- 
mero di perfone da quello dipendenti , 
e protette , quali tutte ricevute dal Pro- 
curator Silvefìro nello fteffo grado 5 non 
fentirono il danno della perdita del Pa- 
dre , anzi nel Figlio ringiovenita la for- 
gente benefica 5 ne concepirono maggio- 
Eeeijo. ri fperanze > quafi che diceflero^ Mor- 
tuus e fi Valer e'jusj & quafi non mortuusy 
fimi km enìm fibi reliquit poft J>. 

Tanti Letterati , e tanti benemeriti 
Soldati , che furono degni oggetti dell' 
amore del Doge defonto , ritrovarono il 
nuovo Mecenate nel Procuratore viven- 
te . L'univerfìtà de' poveri non già orfa- 
na 5 ma di provido Padre proveduta (of- 
friva men fpinofa la fuamileria, confola- 
ta dalli quotidiani fovvenimenti del Va- 
liero , anzi che bene fpeflb feco, con tu- 
multuaria aggreflione, azzuffandone fem- 
pre vittoriofa ne riportava il bottino , 
reftando efso, benché foccombente, con- 
tento . Faceva penetrare la fua liberali- 
tà nelle povere Famiglie , che da mala 

for- 



Stheftro Valter o. 51 

forte fpogliate combattevano con la ne- 
ceflìtà,e con l'erubefcenza, donandogli con 
il dinaro anco l'obligo della gratitudine , 
occultandone il benefattore . Conflitui- 
vafi perpetuo menfuale livellano de' po- 
veri Monaflerj di Sacre Vergini , e di 
Apoflolici Regolari Mendicanti , a' qua- 
li dalla divina providenza pareva fofsero 
afsegnati per ' alimento gli annui frut- 
ti delle Campagne Valiere . Entrò pu- 
re la fua beneficenza rifoluta nella lace- 
ra mendicità de gf Hofpitali , infatiabili 
abiffi del bifogno y facendo guflare gli 
rifiorì di fua carità à quanti colà erano 
mandati dall'infortunio , ò imprigionati dal- 
fa miferia , 

Quefle prerogative , che adornavano 
il mafficcio di fua giuftitia , unite alla fi- 
nezza d'un ottimo intendimento , erano 
dal Senato friniate degne di continuato 
impiego , palefandofi il di lui credito, e 
flima ogni qual volta girando l'urna à no- 
me di Silveftro Valìero , reflava fempre 
carica d' affermativi fuffragj . Così depu- 
tato al Magiflrato contro alla Beflemmia 

D 2 fé- 



$z Vita del Serenifs. 

fece conofcere la Tua pietà , e giuftitia , 
corrifpondenti alla gravità dell'impiego , 
moftrando pur anche ugual zelo , e pa- 
ri attentione nel Magi (Irato fopra li Mo- 
nafterj con tanto profitto dell' economi- 
che amminiflrationi di quelli . 

L'infigne Bafilica , e Ducale Cappel- 
la di San Marco, refa celebre al Mon- 
do, non folo per la fontuofità delle par- 
ti , che la compongono materialmente , 
quanto per il culto religiofiffimo con cui 
la Veneta Republica in ella honora., & 
adora il vero Dio , fenti l'accrefcimento 
del fuo decoro dall' amminiitratione , e 
direttione del Procurator Valiero , che 
ne' fuoi Caffìerati la fece comparire ap- 
punto la Spofa adornatici ma de'Cantici , 
unendo alla magnificenza della ftruttura 
le più attillate formalità , che la refero 
degno oggetto alla compiacenza del Di- 
vino Spofo , e lucido esemplare all' altre 
Chiefe Chriftiane . 

Quelle applicationi del noftro Heroe 
Valiero erano bene fpeflò chiamate con 
nuove deputationi da uno in altro Ma- 
gi- 



Silvestro Vallerà . 5 $ 

giurato 5 maffime quando le urgenze ri- 
chiedevano maggior follecitudine , & at- 
tentione. La collante difefa, che in quel 
tempo opponevano le Armi Veneie all' 
oftinata oppugnatione de'Turchi (otto à 
Candia, diede tanta riputatione alli Ma- 
giitrati Militari , che la publica vigilarv 
•za à quelli deputava li migliori , e più 
intelligenti (oggetti capaci à portare la- 
mole di tanti affari . Il Valiero dunque 
con alternativa continuata veniva prepo- 
sto con carattere di Soprapro vedito- 
re all' Arfenale , hor all' Artiglierie 5 
hor'alle Fortezze : moftrando egli ot- 
tima cognitione dell' Arte Militare tan- 
to nelle confulte , come nelle efsecu* 
tioni . 

Le Fabriche de' Materiali de' Navi- 
gli , d'attrezì da guerra, di Bombarde, 
e d'altre fimili cofe, erano da eflb ben 
concepite , il tutto intendendo , & à 
tutto provedendo con tanta efquifitezza 
d'intendimento nella Teoria , quanta ne 
può vantare un Generale di lunga efpe- 
rienza nella Prattica. Le portentofe Mà- 

D 3 chi- 



54 Vita del Seremfs. 

chine di tante Navi furono parti di fua 
attentiffima diligenza , mentre le anguftie 
del tempo appena ballavano a difsegnar- 
le , non che à renderle perfettamente 
compite 

Nuove Inventioni d'oflfefa chiamavano 
nuove difefe alle mura 5 e fortificationi 
di Candia 5 e d'altre .Piazze minaccia- 
nte dal furor Ottomano , ai che prove- 
dendo il Valiero > conduflè da Eftranee 
Provincie periti Ingegneri, che con Ma- 
tematiche Architetture daflèro valide re- 
fiftenze aUaflèdiate Fortezze , ponendo- 
vi eflb tutta lattentione , e lo Studio 
per afficurare il poffeflò al Publico Do- 
minio , e confervare la vita , e foftanze 
de'fudditi .. 

Né diffimili vigilanze furono da lui 
praticate prefiedendo al Magistrato dell' 
Artiglierie , facendo fondere quantità di 
Bombarde , & altri metallici Strumenti 
di fmifurata grandezza ., fpediti in Candia 
ad apportare nuovi Spaventi al Nemico . 
- Accudiva alla miffione delle munitio- 
ni per 1 aflèdiata Città » tenendo anco 

m 



SiheftroVaTiero* 55 

in continuo eflercitio gli Bombardieri y 
per prevalerféne nelle occorrenze, cono- 
fcendo che Tkbs imbeìJis in Urbe y eft ™; L!v '' 
imbelli* in agris . Così il noflro* Heroe, 1.9,. 
abbenche non intervenifTe dove Mar- 
te più travagliava y non era per quello 
fciolto dalle cure militari > anzi applica- 
ta in quelli graviffiml Magiftrati l'incef- 
fante opera fua y era egli divenuto l'ani- 
ma fteffa della guerra; . 

Furono però' per qualche tempo di- 
vertiti quelli* impieghi y perche doven- 
do pattare nell'anno 1666. per il Vene- 
to Stato Margherita Terela d'Aullria 
Figlia di Filippo IV. Ré delle Spagne , 
de ftinata Spofa di Leopoldo Cefare, {la- 
bili il Veneto Senato la fpeditione di 
folenne Ambafciata per incontrare, e com- 
plimentare l'Imperiai Spofa . A quella 
fpeeiola funtione fu eletto il Procurator 
Sii ve Uro Vallerò, gli di cui caratteri re~ 
fero tanto più fegnalati gli ufficj verfo 
quella Maeftà . La celerità del viaggio 
dell'Imperatrice non permife', che pochi 
momenti di tempo all' alleilimento del 

D 4 fon- 



$6 Vita del 'Sère nifi. 

fontuofo apparato , che pure dalla rifo- 
luta profuuone deli' Oro fu in ogni fua 
parte compito . Partì dunque da Vene- 
tia l'Ambafciator Valiero nel giorno 3. 
di Ottobre con pompofiflìmo feguito, à 
vifta di tutta la Città concorfa ad am- 
mirare quefta partenza . La publica Mae- 
fìà impreflà nel Carattere d'Ambafciato- 
re unita alla gentilitia ftampata dalla na- 
tura nella perlona 5 formava un venera*" 
bile oggetto al quali infinito numero di 
fpèttatori . Il corteggio di tanti Giov ini 
Cavalieri Patritii 5 e di molti più di Ter- 
raferma , faceva vaga profpettiva , orien- 
tando nello ileffo tempo 5 e la gara, eia 
gala . 

InvioMì la gran comitiva alla Mira 9 
fino dove fu Sua Eccellenza accompagna- 
ta da moltiflimi Senatori con Toga Pa- 
tritia , follecitando il viaggio , fenza vo- 
ler nel paffaggio per Padova ricevere alcun 
publico complimento 5 marchiando fpedi- 
tamente ad Efte , ove col fontuofo , e 
proprio treno di pompoiifìime , e ricche 
Carrozze prefe il camino verfo Verona fer- 
vi- 



Sihefirc \ Vallerò. 57 

vito da due Compagnie di Corazze , ed 
una di Schiavoni . 

Fu incontrato l' Ambafciatore neh" avvi- 
cinarti alla Città da quattro de' primarj Ca- 
valieri di Verona , fpediti da quel Confi- 
glio , per riceverlo , e complimentarlo? | 
il che fu pure pratticato dalli Rettori y Cu- 
riali , & Officiali Militari , da' quali tut- 
ti corteggiato 5 & introdotto nella Città 
con lo sbarro delli Cartelli 5 & acclamatici 
ne del popolo > ricevè gli complimenti di 
tutta la Nobiltà . Simili formalità furono an- 
cor pratticate> nella continuatione del viag^ 
gio, dalla Città di Brefcia, inviati pure li 
quattro Ambafciatori , con maggior nu- 
mero di Militia , Cernide , e Bombar- 
dieri, fefteggiando l'arrivo di Sua Ecccon 
le più fine rimoftranzed'ofTequio alla public 
ca rapprefentanza, e di ilima alla di lui 
perfona. 

Nel giorno dunque undecime di Otto- 
bre , fi portò il Signor Ambafciatore ali 
la Canonica -,. confine di Milano 5 ove: 
fece complimentare da due Cavalieri il 
Signor Duca d'Alburqiieque > che pre«^ 

ce- 



5 8 Vita del Sereni fs: 

cedeva il camino dell' Imperatrice . 

Comparfa fuaMaeftà al Confine, fu dal 
di lei Maggiordomo Marchefe di Pavar le- 
vato rAmbafciatore dalla propria, e con- 
dotto alla Carrozza di Sua Maeftà, la qua- 
le ricevè ir complimento di Sua Ecc. fui 
Margine del confine ■> rifpondendo al bre- 
ve ufficio con brevi parole , ma ripiene 
di fentimenti diftinti per la Republica . 
Il Governatore di Milano D. Luigi 
Ponzleon compii 1 con dimoilrationi- di 
grande ftima con l'Àmbafciatore , pratican- 
do Io-4lefla 50.. Cavalieri: Milanefi del di 
fui feguito . 

Profèguita la Marchia fino a Pallaz- 
zuolo prefe Sua Maefià il ripofo la not- 
te , rinovando il camino per Brefcia nel 
giorno feguente y Tempre ieguita dal Si- 
gnor Ambafeiatore y che introdottala an- 
co in Brefcia , con l' incontro di tanta 
Nobiltà Patritia , e di Terraferma , fra 
fpalliere di bea ordinata numeroià Mili- 
tia , falve del Gattello , replicate: dalle 
Mura , & incefranti applaufi del popo- 
lo 5 gli fece concepire la finezza delle 

pu- 



SihejìroV altero . 59 

publiche 5 e proprie attentioni per il di 
lei degno ricevimento , mandando anco 
( per dare maggiori legni di ftima ) à 
chiedere il nome per la Ronda notturna 
à Sua Maeftà, che affegnò il proprio Au- 
gufto di Margherita Terefa . 

Al nuovo giorno il Marchefe di Po- 
var Maggiordomo -, con altri tre Cava- 
lieri Spagnoli in due Carrozze di Sua. 
Maeftà conduflèro l' Ambàfciatore air au- 
dienza 9 nella qual funtione rilplendé la 
grandezza dell' Ambafciator Valiero , che 
preceduto da dodeci Compagnie di Ca- 
vallaria , e dall'altra di fua guardia, tut- 
ta veftita di Scarlatto con guernitione d' 
Oro, corrifpondente alle livree dell'equi- 
paggio , fece vedere la numerofiffima fua 
Corte di nuovo veftita xii Velluto Cre- 
mefe, trinato di ricca fornitura d'Oro in 
numero di ioo. livree . Il Nobile cor- 
teggio poi de'Gavalieri vagamente veftì- 
ti , le pompofe Carrozze tirate tla Bel- 
liflimi Cavalli , accrefcevano di tanto la 
magnificenza di queftacomparfa, che mag- 
giore non potea formarfì dall'imaginativa . 

Veftì 



6o Vita del Sereni]}. 

Veftì quel giorno il Sig. Ambafciatore 
un abito di Punto in Aria negro , fodera- 
to di foprariccio d' Oro > col fornimento 
de* bottoni , fpada , & altro di graffi Dia- 
manti j il tutto confonante alla fua gran- 
dezza . 

Con tale apparato Sua Eccell. accompa- 
gnata da 70. Cavalieri Patritii , e da mag- 
gior numero di quelli delie Città di Terra- 
ferma , comparve alla prefenza dell'Impe- 
ratrice > quale moftrò una certa attentio- 
ne nell'oflervare , che da periti interpreti 
de'fuoi moti fu giudicata per una fpecie di 
ftupore .Certo è che l'Imperiai Corte di 
Sua Maeftà diede chiari inditii di meravi- 
glia 5 e la grandezza Spagnuola 5 abben- 
che avvezza à cofpicue Monarchiche fu- 
blimità , fingolarizò con aperto gradimen- 
to , quefta maeftofa comparfa > fenza diflì- 
mularne la ftima, 

Prefentò l' Ambafciatore le lettere cre- 
dentiali all'Imperatrice , poi copertoti con 
voce fonora difle, Che la Seremjftma T&- 
puhlica fentiva tutto il maggi&r giubilo nel- 
fhonore di ricevere .Sua Maeflà > che mol* 

* to 






Siheftro Vallerò . 6 1 

to le dispiaceva > che la qualità de tempi 5 
e le preferiti congiunture di guerra non per- 
mettefìero gt apparati ? e le dimoftrationi 
maggiori > dovute alla Maefià Sua . Che 
efibiva tutto quel più , che foffe poffibile p.er 
autenticare gli publici fentimenti 9 con altri 
ben' a^giuflati concetti di piena officio- 
iità. 

Afcoltò 1' Imperatrice , ftando Tempre 
in piedi 5 e rifpofe in lingua Spagnuola , 
che ftimava molto le dimoftrationi della T^e- 
publica •) e che ne havrebbe conservata par~ 
ticolar memoria . Così terminata la fon- 
tione , fupplì 1' Ambafciatore alle conve- 
nienze di complimento con il Duca 5 e 
Duchefla d' Alburqueque 9 e con le altre 
Dame Spagnuole > che ammirarono la fi- 
nezza ■> e maniere obliganti di Sua Ec- 
cellenza . 

Ufcì di Brefcia F Imperatrice , accom- 
pagnata dall' Ambafciatore con le flette 
formalità , & applaufi pratticati nell'ingref- 
fo . Prefe il ripofo la notte à Defenzano , 
rinovando il camino nel fufieguente gior- 
no verfo Ufcolengo , dove li Rettori di 

Ve* 



■ 



6z Vita del Sereni fs. 

Verona , con molti Cavalieri Patritii , e 
loro Dame attendevano quello arrivo \ ef- 
fendofi pure ivi portata in privata forma 
l' Arciducheflà di Mantova . Quivi il Signor 
Ambafciatore diede lunga vi/ita al Duca , e 
DuchefTà d'Alburqueque, corteggiata Sua 
Eccell. da molti Cavalieri Patritii , quali 
refero di molto qualificata quefta fontione . 
Continuato il viaggio , s'arrivò à Capri- 
no, ove il Signor Duca d'Alburqueque re- 
ttimi l'omciofìtà della vifita all' Ambafcia- 
tore , à cui fece intendere la facoltà che 
elfo Duca teneva , efpreffa dalla Regina 
Governante delle Spagne , e dall' Impe- 
ratore, di crearlo Cavaliere , (piegando 
nel punto fleffo le commiflìoni precife » 
Incontrò l'Ambafciatore l' honore , tut- 
to che teneffe egli l'effenza del Cavalie- 
rato , come Figlio di Doge , onde prima 
dell' udienza di congedo , che in quefte 
hore era concertata , introdotta Sua Ec- 
cellenza nel Palazzo dell' alloggio Impe- 
riale fu ricevuto dal Signor Duca, quale fe- 
ce la fontione di armarlo Cavaliere per 
nome , e fpeciali procure delli Ré , e Re- 
gina 



SilvejìroV altero. 6$ 

gina di Spagna , poi per 1' Imperatore , 
con le folite ceremonie , e più decorofe for- 
me . Indi pafsò Sua Eccell. all' udienza di 
Sua Maeità con le flette procedure tenute 
in Brefcia . Alzatati efla in piedi , e fatto 
fegno che fi coprifle afcoltò attenta l'officio 
di congedo , che dall' Ambafciatore fu ef- 
preffo in fimili fentimenti . Dispiacerle 
Sommamente de gf incommodi che bavera pa' 
tito la Maeftà Sua , che era pregata com- 
patire le preferiti congiunture della guerra di 
Candia , dalle quali divertita la publica 
maggior attentione , non haveffe ideati trat- 
tamenti più propr) della fua grande quali- 
tà 5 [cufandofi fé male bavere effo corrifpo- 
fio al fortunato incontro di fervirla . Die- 
de in rifpofta Sua Maeftà , Che bene ha- 
vea conosciuto li favori della "Qepublica 5 e 
che molto gli gradiva . Dopo ciò à richie- 
fra dell' Ambafciatore , levatofì il guanto 
permife il bacio dell' Imperiai defìra alli 
Cavalieri della di lui Corte . Gradì pure 
r Imperatrice il Regalo di Criftalli, e Con- 
fettioni prefentatole à nome della Republi- 
ca , quale anco le fu trafmefso fino à Ro- 

ve« 



64 Vita del Serenifs. 

veredo , à compiacenza della fleffa Impe- 
ratrice 5 per di cui commiffione pure il 
fuo Guardagioje portò all'Ambafciatore un 
giojello di Diamanti , riportandone il Pre- 
(entatore in ^enerofo dono da Sua EccelL 
una grofTa collana d'Oro. 

Da Coprino fu riprefo il viaggio verfo il 
confine del Tirolo 15. miglia dittante , do- 
ve, per la difficoltà, & afprezza delle flra- 
de , arrivò la gran comitiva al confine alle 
3. fiore della notte in una vafla Campa- 
gna , circondata da qualche numero di Mi- 
litia Alemanna . Quivi l'Imperatrice nel 
mezo della Corte dell' Ambafciatore , & 
al lume di Torcie fece fermare la fua Let- 
tiga , in cui forgendo efla ricevè l'ultima 
ufficiofità di Sua Eccell. che le augurò fe- 
lice continuatone del viaggio j al che cor- 
rifpondendo effa con proprietà , e fegni di 
ftima partì per Ala di Trento, luogo fei mi- 
glia ancora difco fio. Conveniva àS.Maeflà 
marchiare all'ofcuro, fé dalla accorta pre- 
videnza dell' Ambafciatore , nonfoffe fia- 
ta proveduta , con far cedere dalli proprii 
(lanieri quantità grande di Torcie di Cera 

agli 






Sihefiro Vallerò . 6 5 

agii Spagn uoli 5 rendendo adempiti tut- 
ti li numeri , anche con quella finezza 
di generofità pratticata neh 1 ' ultimo punto . 

Veramente il pafsaggio dell'Imperatri- 
ce fuccedè con tutto il publico maggior 
decoro , e fòmma gloria dell' Ambafciato- 
re 5 quale ottenne trattamenti vantaggio- 
fi 5 e di {ingoiare fìima con altre formalità 
più honorevoli . 

Pafsò il tutto con ottima condotta 9 e 
buon ordine ? sì ne gì' incontri 5 che nelle 
udienze 5 non potendofi defiderare mag- 
gior luftro di pompa per il numero $ qua- 
lità 5 e politia della Corte 5 & accompa- 
gnamento di Sua Eccellenza . Contribuì 
pure 1' abbondanza alli generofi difpendj 
tutto il raro , e lauto di Tua ubertà 3 non 
che il bifognevple, comparendo tutto fplen- 
dido 5 tutto grande , e corrifpondente al 
generofiflìmo cuore dell' Ambaiciatore 5 & 
alla Valiera Magnificenza . 

Nel giorno 1 8. di Ottobre viaggiò Sua 
Eccellenza di ritorno à Verona incontrato 
dalli quattro Ambafciatori di quel Confi- 
glio > e vifitato dalli Rettori , e Nobiltà, 

E il che 






yo Vita del Serenifs. 

il che pure fu praticato in Vicenza > e Pa- 
dova con incremento d' honori 5 ed ap- 
plaudi nelli giorni fuueguenti . Giunta Sua 
Eccellenza à Fufìna nella fera delli 22. di 
Ottobre fu incontrata da gran numero di 
Barche d' ogni forte con Senatori , Nobi* 
li 5 & altri 5 che impartenti d'attender l'in- 
greffo s avanzarono per accrefcerle l'onore 
dell'accompagnamento . 

Fu grande 1' applaufo nell'arrivo dell' 
Ambafciatore al fuo Palazzo in Venetia , 
dove quafì delirava la Plebe in fèftofi 
clamori ? e la Nobiltà s'affollava per por- 
tare le officiofìtà à Sua Eccellenza . 

Si portò nel Collegio nel giorno 23. il 
Signor Ambafciatore con copiofo numero 
di Patritii , precedendo la Corte tutta rie 
camente venuta , con gli Cavalieri di Ter- 
raferma . Accompagnato dunque da mol- 
ti Procuratori , e Senatori entrò nel Col- 
legio , ove efpofe d' haver adempito alla 
fontione ingiontali 5 narrando con elegan- 
te forma quanto era feguito nel giro di 
venti giorni di fua legatione j aggiungen- 
do , che deponeva a' piedi di Sua Serenità 

&il 



SìhejìroV altero . 6j 

& il Cavalierato , & il regalo del giojello 
havuto , che come cofe provenute dall' 
Ambafciata , voleva riconofcerle dalla fo- 
la mano munificentiilìma dell' EccellentiMl- 
mo Senato . Nello ftefTo giorno nel Prega- 
ci con pienezza de' voti gli fu confermato 
il regalo , in premio dell'impiego foflenuto 
con tanto applaufo , decoro , luftro , pru- 
denza , virtù j e difpendio > recando in 
dubbio ancora > fé fofle /tato inviato alla 
Maeft à dell' Imperatrice per tributarle f 
affèttuofa oiTervanza della Republica 5 ò 
per riportarne à prò della ftefTa tutti i gradi 
di confideratione ? e di frima^ 

Vidde il Senato in querF Ambafciata 
del Procurator Valiero la grandezza del 
di lui cuore y che come uno de' più magna- 
nimi fu allora pofto in fegnatura , per le 
venture occafìoni , di far rifplendere la 
Veneta Magnificenza nelle Corti de' Pren- 
cipi d'Europa . Non molto tardò l'incon- 
tro , portato dalla nuova creatione dei 
Sommo Pontefice Clemente IX. Rofpi- 
gliofi , a cui dettino la Republica folen- 
ne Ambafciata di quattro graviffimi Pro- 

E 2 cu- 



yo Vita del Seremfs. 

X infortunio di reftarne confunto 5 anco 
fra le vittorie . A riparare quefti danni 
era attenta Y opera del Valiero nel Ma- 
giftrato della provifione del Dinaro , 
quando dal Senato di nuovo fu deftina- 
to Ambafciatore al Pontefice Clemente X. 
Altieri con gli altri tre Procuratori decli- 
nati già neir antecedente Pontificato , mo- 
strando egli pontualità col follecito ap- 
preftamento del fontuofo equipaggio 5 e 
col ricevimento in fua Cafa del Nontio 
Apoflolico Airoldi , che in una fola vi- 
fita aflàggiò di qual fapore dovefife riufci- 
re in Roma la grand' Ambafciata , fé 
dalla pia mente del Papa non forfè poi 
ftata difpenfata. 

Difpiacque al grand' animo del Valie- 
ro non poter ubbidire alli ftimoli del fuo 
generofo cuore , anfiofo di rinovare in 
Roma l'antiche gentilitie magnificenze . 
Veramente il Grande è della natura del 
foco $ cerca fempre attaccar/! à nuova 
materia , per via più accrefcere il proprio 
fplendore . Tutti gl'incontri , abbenche 
difpendiofì , di fervire alla Patria , ò di 

far 



Siheftro Vallerò . 7 1 

far rifplendere la fua grandezza erano da 
lui con prontezza intraprefl , non ballan- 
do la Remora del dubbio à ritardarne 
per momenti le refolutionì , né economi- 
co riguardo a riftringerne le mifure. 

Tale moitroffi nell'anno 1674. in cui 
accoppiando in matrimonio la Nepote Pi- 
fana Bembo con Giovanni Delfino -, pa- 
reggiò alla fublimità de sì cofpicui Spon- 
fali la fua generofità 5 formando col pro- 
prio dinaro la ricca Dote alla Spofa , 
pratticando anco fontuofimmi trattamenti j 
da che ne riportò grand* applaufo , forfè 
non fenza invidia de* meno difcreti . Que- 
flo Matrimonio inclufe belle confeguenze 
di conneflioni , oltre all'innefto di due 
primarie Famiglie 5 da cui ne difcefe poi 
la numerofa prole , degno frutto degl'He- 
roi Genitori , vaghe fperanze della Pa- 
tria , Ideati heredi delle domeftiche por- 
pore Vaticane . Furono tanto più liete 
quefìe Nozze , quanto che accompagnate 
nella fletta fettimana da quelle del Fra- 
tello della fudetta Spofa Bertucci Bembo , 
à cui dal Zio Silveftro Valiero fu data in 

E 4 Mo- 



f% Vita del Seremfs. 

Moglie 5 con generofi fegni d'amore Ce* 
cilia Contarini , Dama , che oltre alle 
glorie di Tua Famiglia , e grandi titoli de' 
moi Maggiori > vanta Angolare virtù , & 
infigne pietà . In quello Matrimonio era- 
no pofte tutte le poffibili fperanze del 
Procurator Valiero > che à tuo tempo * 
vidde nella defcendenza de Figli Mafchi 
afficurata la fucceflione in quella cofpicua 
Famiglia * e ftabilita à fé fteiìa i Proni» 
poti» 

Fu chiamata in queft'anno Ifìeffo l'in- 
telligenza di Silveftro Valiero da nuova 
deputatione del Senato alla regolazione 
della Zecca y dove impiegofli con molta 
riputatione , & utile dell' Erario 5 uneiv- 
do zelo 9 e giufìitia a follievo publico f 
& à prefervatione delle ragioni private , 
Equilibrio m vero difficile 5 ò più torto 
imponibile à chi non pefa li vantaggi del 
Prencipe , col marco delle fortune de (ud- 
diti . Il diramare bipartito 1' amore tra il 
Prencipe ed il Privato , è un'amare uni- 
camente il Prencipe , che tale viene con- 
ftituito dalla buona fufiiftenza del Suddir 



Silveftro Valiero. 7 5 

to . Verità ben conofciuta dal Valiero 5 
che prefiedendo in qualunque Magiflrato 
patrocinava con calore il fuddito 5 rica- 
vandone da ciò il publico profitto > e de- 
coro . 

Spatiofo campo d' eiTercitare il fuo be- 
nefico genio li fu aperto da una nuova de* 
putatione del Senato , che Io elelTe Ri* 
formatore dello Studio di Padova > in cui 
fece rifplendere la virtuofa publica prò* 
penfione verfo la Republica Letteraria 
fermandone tra quelle una liretta allean- 
za . Ecco dunque al grande impiego il 
Valiero 5 che fatto Tutore delle Scienze * 
ne prende con dotta mano la direttione > 
raccogliendo le antiche leggi 7 e ftatuti 
dello Audio , aumentandoli in deftruttione 
de gì' abufi . Publica egli decreti 5 confer- 
va la fedele manutentione de' privilegi 3 
accrefce proventi , conduce dalle più eru- 
dite fcuole d'Europa li ProfeflTori , faci- 
lita l' accefso delli Scolari , honora con 
decoro!! titoli le dignità de' Sindici 5 pre- 
mia 5 accarezza tutta l' università > facen- 
dola oggetto di tutto il fuo amore . Ed 

in 



74 Vita del Sereni]}. 

in vero con giuflitia dovevafì à Silveftro 
Valiero l'impiego di Moderatore di quel 
Liceo , perche alla Sapienza y che in ef- 
(6 fublime regnava, dovea tributare vaf- 
fallaggio quella ch'era negl'altri . Gran- 
di pegni del Tuo amore , e mirabili effet- 
ti di Tua protettione fece egli godere all' 
Univerfità dello Studio ? nelle gravi agi- 
tationi 5 e come Remora delle contrarie- 
tà , conferve intatto di quello il Siftema .. 
Ma non ancora contento il Valiero d'ha- 
ver divertita la mala influenza de gì' A- 
ftri j feppe pure intereiTarli à portare allo 
fludio benigni gl'infhnìL 

Vantò 1' antichità le glorie d r un Me- 
cenate , ma forfè , che 1' anime Dotte 
de' Letterati di quel Secolo invidiano fi- 
no da' Sepolcri la conditione di quelli 
tempi , refa felice dalle più eccelfe pre- 
rogative di Silveftro Valiero > à cui fafr 
to Atlante per foflenere il Cielo cadente 
della virtù , potrebbe con giuflitia addat- 
•pììn. in tarfi il detto di Plinio à Traiano % Studia 
Traj. -Jptr/tum y cr Jangumem \ab te rectpmnt . 
Diflribuiva egli ad ogni fcienza , e ad 

ogni 






SihejìroVaìkro . 75 

ogni facoltà la Tua diligente attentione y sì 
che iìngclarìzate tutte nell' Università , 
non v'era pure un atto fcientifico , che 
non vantatfe eccellenza , e non riconofcef- 
fe il fuo eflere dal Valiero Moderatore , 
il quale à tutto provedendo fece anco qua- 
li riedificare f Horto de' Semplici in più 
decorofa , e moderna forma , fomentan- 
do con modi efficaci la virtù , & accura- 
ta diligenza dell'erudito Profeflbre Abba- 
te Felice Viali ad introdurvi gran nume- 
ro di peregrine piante , a maggior inftru- 
tione de' Studiofi Botanici 5 e profitto del- 
l' Arte Medica. 

A quefte gravi incombenze dello Stu- 
dio di Padova aggiungevafi la Publica Bi- 
blioteca di Venetia , quale pareggiando 
il valore d' ogni ricco Teforo per il nu- 
mero , e qualità di Volumi 5 meritava 
appunto efiere cuftodita , & adornata dal 
zelo ) e diligenza d' un tanto Direttore > 
che al primo ingrefTo del fuo miniftero > 
col folo concetto di fua giuftitia 5 (paven- 
tò à fegno tale la reità , non per anco 
fcoperta d'un' infedele miniftro^ che elet- 
tali 



j6 Vita del Serenifs. 

tafi volontaria la Morte intefe ò di sfug- 
gire la giufta cenfura , ò di liberare il 
Giudice dal pronuntiare la meritata feri» 
tenza . 

Quelle vigilanze del Valiero accrebbe- 
ro alla fua gloria nuovi gradi di merito 5 
e per il corfo d' anni 20. ne quali conti' 
nuò ad eflère alternativamente Riforma- 
tore gli meritarono poi in più eccelfa con» 
giontura Monumenti eterni di gratitudi- 
ne , eretti dall' Univerfìtà de' Letterati. 

Nell'anno 1667. nuova deputatione del 
Valiero ad altra Ambafciata eftraordina- 
ria à Roma 5 contrafegnò la ftima che 
faceva il Senato del noftro Heroe 5 che 
per la terza volta £1 . fcieko 9 con gì' altri 
tre gravilTimi Procuratori Alvife da Mo- 
llo , Nicolò Veniero , e Leonardo Pe- 
faro à portare le congratulationi publiche 
ad Innocentio XI. Odefcalchi creato Som- 
mo Pontefice, autenticando il Senato af- 
fai bene la pienezza del gaudio > con la 
fpeditione d' un tanto , e tale perfonag* 
gio , à cui poi riufcì penofa la zelante di* 
fpenfa del Santo Paftore . 

Da 



Silvejìro Valiero . jj 

Da quello modello rifiuto 5 non ri- 
portò il Valiero pure un giorno di quie- 
te 5 apprefentatafi fubito urgentiflìma oc- 
caflone d'impiegare l'opera Tua indefefla 
nel Magiftrato della Sanità , con carat- 
tere di Sopraproveditore , opponendo egli 
alla Pelle di Germania , anzi delli infet- 
ti confini di Goritia , e Gradifca , l'Ar- 
gine delle più (vegliate diligenze ad efclu- 
fione del Morbo Epidemico , che rifpet- 
tando la vigilanza, & il fervore del Ma- 
gistrato , à cui fopraftava il Valiero, la- 
fciò efente dall'imminente flagello il Ve- 
neto Stato , ed in confeguenza l'Italia . 
Fregio fopra ogn'altro honorevole ! Il fa- 
re che dalla fua vigilante cuftodia ricono- 
fcano la falute la Patria , e li fudditi è 
una benemerenza da compenfare con la 
corona Civica , come appunto la moftra 
il Morale in quelle parole TsLuìkm orna- %""$._ 
mentum Vrìncìpis fafligìo dìgnìus , puìcr'm^ menda 
queeft) quàmtlla corona OB CIVES J\E2J- 
VATOS . 

E cofa degna di ftupore, come il No- 
ftro Heroe , aggravato fempre da quefti 

im- 



y 8 Vita del Serenìfs. 

importali ridimi Public! Impieghi , affa- 
mene poi con pronta facilitala protetto- 
ne particolare di chiunque piangendo il 
detrimento de' proprj vantaggi da eflo ne 
implorava il foccorfo . Quante Communi- 
tà, ò Famiglie ingiuftamente anguftiate , 
ò da infortunio, ò da nemiche prepoten- 
ze 5 col mezo dei di lui patrocinio n vid- 
dero tutte refpirare . Tanti Collegii , & 
Accademie,, che feppero farfi di lui Clien- 
ti , goderono anche Angolari privilegi , 
concedigli, alla di lui contemplatione, dal- 
la Publica Munificenza . Fra quefte vid- 
defi favorita di tale protettione l'antichi^ 
(ima Accademia Delia di Padova , che 
refà inoperofa per molti anni da mali- 
gno Fenomeno , fentì reftituirfi dalla for- 
te tutela del Valiero all'antico fplendore, 
& all'ufo frequente de'Cavallerefchi efìer- 
citiì » Vanta quefta Accademia gli fuor 
principii , quafì dal punto fieno , in cui 
principiò l'honore Cavallerefco ad entrare 
nella mente humana ne' Secoli Trojani , 
panando poi con Antenore in Padova 
rifplendè chiariulma per tanto fpatio di 

tem- 



Siheftro Vallerò. 79 

tempo , fino che condotta alla prefènte 
età potè edere diflintamente guardata dal 
Veneto Publico gradimento , Segnalato an- 
co con generofì annui adeguamenti . Gì' 
effercitii di Cavallerizza , Scherma , Ar- 
chitettura Militare , & altre arti nobili 
erano eftrinfechi inditii dei generofo valo- 
re , che nutrivano ne' loro cuori gli aggre- 
gati à quefta Accademia , dalla quale 
Tempre ne fono fortiti Prodi Guerrieri , e 
famofì Generali. 

Rifletteva il Valiero a quefti Publici 
profitti , quando affumendo la protettio- 
ne degl'Accademici Delii , s'interefsò con 
tanto fervore , per rifvegliare i generofì 
fpiriti à nuove imprefe , fofìenendo con 
i fuoi aufpicii il genio Cavallerefco di quel- 
la Afiemblea , sbattuto fino allora dalla 
contrarietà del Fato . Vacilla tal volta la 
virtù 5 fé non è foftenuta da braccio for- 
te 5 e per farfì conofcere bene fpeffo ha 
bifogno della fortuna . Quanto è fàlfa la 
favola , che il Cielo mendicaffe una voi-* 
ta 1* appoggio d' Atlante , tanto però è 
vera l'allegoria che in efla contieni! . Ad 

onta 



80 Vita del Serenifs. 1 

onta dunque de'difaftri fu riaperta oppor- 
tunamente quella Scuola del valore 5 ac- 
ciò potefle fomminiftrare alla nuova guer- 
ra della Morea , in quefti tempi princi- 
piata , Soggetti abili all' impiego deli' ar- 
mi . Ecco come il noftro Heroe faceva 
rifultare l'utile publico dal privato bene , 
dirigendo tutte le linee del fuo operare 
alli due efsentiali punti , Prencipe , e Sud- 
diti . Era tanto affiduo nell' operare, che 
pareva viveffe per agire gì' altrui affari , 
rifervando in premio à fé ftefso il folo 
contento d' haver bene operato . Bella con- 
ftitutione del grand' animo , che dalla fre- 
quenza de gl'atti virtuofi afsuefatto, non 
potea ( forfè con pregiudicio del proprio 
arbitrio ) diverfamente operare , e fé 1 ar- 
gomentare da gì' effètti ha forza di per- 
vadere , bifogna concedere ad Ari fiorile , 
%4r '^' che Ta/is mufyutfque eft 9 qualia àtcit , 
qualia operatur . 

Quindi é che dalle continuate opere di 
pietà fcoperto il fondo del fuo cuore , 
tutto zelo verfo l'honore di Dio , fu op- 
poflo dal Senato come feudo della vera 

Reli- 



Si he/ir o ^ Valiero. 81 

Religione , alle falfe Dottrine dell' Ere- 
fia , deputato Savio Affittente nel Tri- 
bunale del Santo Officio , ove porgen- 
do il forte braccio alli Sacri Minittri con- 
tribuì molto alla confervatione della ve- 
ra fede , moftrandoil religiofiffimo culto- 
re della legge Euangelica già che 'Heli- Macrok 
giofi funt qui & facienda , ^f vitanda di- li ?>-3-S"- 
jcernunt . Veramente il faper bene dittin- 
guere in materia di Religione il quid 
faciendum 5 & il quid vitandum 5 non è 
che di quelli veri Sapienti , che ardono 
con l'amore , e gelano con il timore di 
Dio. 

In tal guifa effercitavafi l'attività del 
noftro Heroe Valiero , quando vacua- 
to il Veneto Trono dalla morte del Se- 
reniffimo Marc Antonio Giuftiniano vid- 
defi aperta la ftrada al merito per oc- 
cuparlo . Eccone à grande cimento la 
virtù del Valiero , ideato forfè dalle pri- 
me radunanze fortite dall' urna , & ac- 
clamato dal popolo per fucceffore nel 
Trono . Ma non ottante , che TSLatura sahjì.de 
mortalium avida imperii fit , e che 2{<f- W 5 » i» 



gm 






Sz Vita del Seremfs. 

Com.Ta.gtii cupido fit cunHis affé 'èlibus flagranti 'or , 
hb.i™"' refo elio lordo à quelle lulìnghe , op- 
pone il più forte atto di virtuofa mode- 
ratione al favore della fortuna , & offer- 
ta con generofa mano la piena de' pro- 
pini fuffragj 5 fervi d' eflempio à tutto 
il corpo dell' Alfemblea del Quarantauno 
per eualtare con unanime coniènfo Fran- 
cefco Morofini Procuratore . 

Hora sì ? che la virtù è polla a prez- 
zo alto , fé f efsercitio d' un folo atto 
virtuofo colta al Valiero il rifiuto del 
Trono . Eflemplare documento à gl'avi- 
di di gloria fia per Y età ventura la ri- 
membranza di quello eccelfo fatto . Con- 
cepire ad onta de'proprj titoli 1* altrui 
merito , confettarlo maggiore , e coro- 
narlo col fublime de'premj ? quella sì , 
che al Mondo è virtù tanto rara , quan- 
to il cedere di buona voglia alle piùfu- 
blimi grandezze . Verità affai bene ef- 
Ttt. Liy. preflà da Livio : T{ari funt qui maì'mt 
dtc.i.hb. ex p e fl are ^ q U % m ac cipere imperium : Ma- 
xime cum invidia regni etiam Inter dome- 
fticos infida omnia facit . 

Tentò 



Silvejìro Vallerò . 8 3 

Tentò la forte di nuovo condurre In 
Roma la virtù del noftro Heroe per 
farne vaga moftra in quella Reggia nel- 
l'anno 1689. portatane propria congion- 
tura dall' elettione dei nuovo Sommo 
Pontefice Aleflandro Vili. Ottoboni , 
à cui il Senato Veneto decretò più co- 
fpicua Ambafciata , deputando il Valiero 
con altri fette Soggetti primari della 
Patria à portare le publiche rimoftran- 
ze del giubilo , per l'eiTaltatione glorio* 
fa d'un Veneto Patritio al Pontificato „ 
Furono gli altri Ambafciatori eletti An* 
gelo Morofini Procurator , Antonio Gri- 
mani Procuratore , Francefco Cornaro 
Procuratore y Leonardo Donato Procu- 
ratore , Fedrigo Marcello Procuratore , 
Sebaftian Fofcarini Cavalier , e Giovanni 
Landò Senatore . Accettò il Valiero T 
impiego fpeciofo con prontezza , e con- 
tento , e fempre fimile à fé fteffo idea- 
va le più magnifiche grandezze per por- 
tare à gi' occhi di Roma Io flupore > 
quando la mente del pio Pontefice at- 
tenta alle urgenze della guerra di Mo- 

F z rea % 



84 Vita del Seremfs. 

rea , non volendo divertirne la publica 
applicatione difpensò dall' omciontà gì* 
Ambafciatori . Volle però il Papa fìn- 
golarizzare la fua ftima verfo il Valie- 
ro , deputandolo ad ifpofare la Nepote 
Cornelia Zeno , come Procuratore del 
Prencipe .Don Urbano Barberino, si che 
quefto Matrimonio includefle fra le fue 
fpeciofìtà 9 anco la grandezza di tanto 
Delegato . Interveniente la di cui ot- 
tima fama oltrapatfando li termini del 
Veneto Senato > in ogni Reggia ove 
apprezza vafi la virtù , rendeva venera- 
bile il fuo nome , fcorgendofì in elfo 
unita , con raro euempio 5 gran copia 
di ricchezze à maggior numero di vir- 
tù 5 grande fplendor di Sangue à tanta 
nobiltà di coftumi . 

Tra quefti grandi honori , e belle pre- 
rogative 5 baftanti quafi à felicitare il 
noftro Heroe 5 vi interpofe il dettino y 
di mortale infermità caufata da moflà d' 
humore bilìofo , unito al melancolico , 
che dando impulfo ad una affettione Ipo- 
condriaca , declinò in molte fluflìoni 

maflì- 



SiheftroV altero . 85 

marti me in un decubito nel petto , e 
mife quafi in difperato cafo la di lui vi- 
ta . La triftitia univerfale occupava non 
meno il volto , che il cuore di tutti , 
e la plebe tumultuante , e piangente vo- 
leva à viva forza ricavarne notitie di mi- 
glioramento dalli Domeftici . Confonde- 
vanfi le lacrime con l'orationi per la di 
lui falute , ed in ogni fronte fcorgevan- 
fi diftinti caratteri d'appaflionato amoro- 
fo interefle per la di lui ricupera , che 
in vero era pofta in grande contingen- 1 
za dalla perfidia del male . Da tanto in« 
cendio però 5 non furono incenerite le 
lue belle virtù 5 anzi che fra i languori 
del corpo rinvigorite cercarono nuovo 
motivo di fegnalarfi 5 anche in quel pun- 
to creduto eftremo . Suggerivagli la re- 
minifcenza haver effo lui da molti mefi 
fofpefa T inveftitura di certa Carica ad 
un Miniftro della Publica Biblioteca , 
per non lieve trafcuraggine 5 perciò di- 
mandò à Dio tanti momenti di vita , 
che baftaflèro a reftituire all'impiego lo 
foaventato Miniftro , à cui fubito rifta- 

F 3 bilito 



86 Vita del Serenifs. 

bilito l'impiego con legale inftrumento , 
quafì follevato dall'anguftia di grave pe- 
fo , dine che allora moriva contento . 
Credeva egli figillare il fuo vivere con 
quell'ultima opera di carità , quando le 
lacrime del Miniftro , cF orationi del- 
la fua povera Famiglia in quel punto 
da eflb beneficata giunfero avanti à 
Dio 9 e gì' impetrarono la falute . Cer- 
to é che ( non derogando alla virtù de* 
Fifici Medicamenti) doveafi riconofcere 
la di lui falute dall'efficacia dell' Oratio- 
ni uniyerfali. 
Marti*!. Et Domìnum mundi fleflere vota vaknt . 
Refpirò la Città tutta all' avvifo del 
notabile meglioramento 5 & afficurata 
della certezza del fatto confegnoffi ad 
una aperta efsultanza autenticata fino coi 
mbjjhr P^ ant0 5 Excelkntìa gaudii etiam luHum 
Jztiiopi- interdum gignere fo/et . Non é fempre il 
pianto figlio del dolore $ poiché 

Sape lacrymant fua gaudia vites . 
E nelle maggiori oppreffioni del cuore , 
che fono quelle dell'allegrezza fanno le 
lacrime la tondone della lingua , la di cui 

atti- 



lib. 8. 



calih-iQ. 



Sihejìro Vali ero. 87 

attività refa inoperofa dall' esuberanza 
del gaudio , foftituifce alle fue veci il 
pianto 5 come dice il Poeta : 

Interdum lacbryma pondera vocis habent . Ovìd. j. 
Reftituito il Valiero alla primiera fa- epm 
Iute , e comparfo ne' Magiftrati concam- 
biò all'amore univerfale altretanta atten- 
tione . Quella poteftà che veftiva ne' 
Tribunali , ricevendo maggior vigore dal 
fuo gran credito > rendevafì più venera- 
ta dalla ftima di fua virtù , già che al 
dire di Claudiano : 

— — etnitur fola virtute poteflas . ckuà. j. 

E come indivifa compagna > e pedifTe- * con ^ 
qua della fua equità •> né pure a con- 
dannati dalle di lui fentenze riufciva gra- 
vofa . Privilegio della fola virtù > à cui , 
non ottante che il vitio s'opponga , non 
può però da eflb riceverne ingiuria . Cal- 
cava il Foro col piede della gravità , e 
non del fafto , corrifpondendo con gran- 
de cortefia anco alle humiliationi dell' in- 
fima plebe , fenza dubbio di derogare 
alla fua alta conditione fecurus )am ma-™"'!%' 
gnìtuà'mìs fua . Le anime grandi devono fltf. 

F 4 ri- 



8 8 Vita del Seremfs. 

rifplendere con un lume fimile à quello 
del Sole , quale non avvilifce la nobil- 
tà de' Tuoi raggi ? quantunque gli dif- 
fonda fopra i parti più baffi della natu- 
ra . Formava in vero 1' Heroe Valiero 
nel fuo portamento un mifto di grave , 
e d' avvenente , che dell' ifteffo punto 
nodriva l'amore , e conferva va il rifpet- 
to , quafi che in effo fbfle impreffo quel 

s.Greg. documento 3 Servartela in corde humih- 
3 * tas ) & in opere gravitai ? ut non folvan* 
tur jura regiminis . 

Le paffioni 9 che ne' cuori humani 
hanno tanta forza erano con fupremo 
impero nel di lui interno frenate 5 co- 
noscendo 9 che non eft dignus adminiftra- 
tor T^eipublica , qui premitur jugo fuorum 
ajfeRuum . GÌ' affetti già mai hebbero 
forza d'offufeare la fuafapienza, la qua- 
le invigilando alla confervatione d'un ot- 
timo governo , poteva , con 1* antico fuo 

Trova- vanto gloriarci , Ver me legum conditores 
jufta decernunt . 

A quefte infìgni prerogative del Va- 
llerò devefi aggiungere la quinta defti- 

na,- 



Sihejiro Vallerò. 89 

natione all' Ambafciata di Roma , nella 
nuova creatione del Sommo Pontefice In- 
nocenzo XTI. Pignatelli alla qual legatio- 
ne fu efso eletto ■> con li altri tre cofpicui 
Procuratori Antonio Grimani Cavalier ? 
Francefco Corner , e Sebaftiano Fofca- 
rini Cavalier . Per tanti titoli dunque 
coftituivafì egli vera Idea del più am- 
pio Senatore all' occhio del Mondo , 
non che della fola Patria , quando da 
colpo di deplorabile fato rapito alla Re- 
publica il Sereniamo Doge Francefco 
Morofini Heroe preclariffimo sì per la 
conquifla del Regno della Morea 5 che 
per altre numerofe, e gloriofe imprefe, 
reftò privo il Mondo di tanto Heroe , 
e ripiena la Patria di meftitia . 



*§* 



V I- 



9° 






VITA 

DEL SERENISSIMO 
PRENCIPE 

SILVESTRO 

VALIERO 

DOGE DI VENETIA. 
P A UT E TEUZA. 

Dogado di Silveftro 
Valiero . 

RIefce difficile 1 elettione d'un Preti- 
cipe 5 non perche lafcieka deb- 
ba terminarli in uno 5 dove non 
comandino i vidi , ma perche fi preten- 
da > ch'in effo regnino le virtù tutte in 

gra- 






SiheJìroValiero. 91 

grado eminente . Sarebbe imponibile fo- 
ttituire un migliore all'ottimo , fé la vir- 
tù fofse così povera , che non navette 
di che arricchire due Prencipi j ò folle 
tanto angufto il fenderò della gloria , 
che due grandi perfonaggi , non vi po- 
tettero caminare del pari. 

Radunato dunque il Maggior Confi- 
glio per relettione del Doge , forti il 
merito de Senatori più gravi al concor- 
fo ; e non ottante , che la Republica 
fofse Madre di molti Heroi meritevoli , 
foli tre furono in quefto incontro al ci- 
mento . Silvettro Valiero Cavalier 5 e 
Procuratore -, Girolamo Bafadona Pro- 
curator , & Andrea Erizzo Senatore . 
Le rare conditioni > & infìgni virtù di 
quefti due competitori battano à quali- 
ficare la rimafta del primo , quale pre- 
fcielto dalla concordia univerfale de' voti 
del «Quarantauno , con incéfsanti accla- 
mationi del popolo refe celebre la fua 
elettione . 

Vidde Venetia , fenza difcordia pure 
d'unfoloj uniformarfì tutti gì' ordini del- 
la 



9 2r Vita del Seremfs. 

la Città nel festeggiare l'efsaltatione delno- 
ilro Prencipe, leguita nel giorno a^.di Fe- 
braro dell'anno 169^. Quali fofsero gli ap- 
plaufi della Città , e di tutto il Veneto Sta- 
to è fuperfluo riferire , già che rifuona il 
non per anco cefsato rimbombo . La Pa- 
tritia Nobiltà godeva d'haver portato al 
Soglio tanta Maeftà , riflettendo al luftro 
dell' infigne Famiglia , alli titoli , e virtù 
del di lui gran Padre , e fefteggiaval'af- 
funtione del Figlio, il di cui merito non cu- 
rando T accompagnamento delle glorie de 
gì' Avi , volle componere tutta la corte à 
(e ftefso, facendone in quella occasione un 
generofo rifiuto . Simili rifleflìoni formava 
l'ordine medio , gli di cui gioviali affetti 
non capendo neh" animo , Il fpiegavano 
nel volto 5 e venivano su la lingua , chia- 
mandolo gran Prencipe , Padre amorofo , 
Giudice giudo , e Promotore de' loro van- 
taggi . Li feftofì clamori poi della Plebe 
riempivano di lietiffima confufìone la Cit- 
tà tutta , benedicendo non meno il Pren- 
cipe eletto , che gl'Elettori , inoltrando la 
fua allegrezza con eccelli tali , che pareva 

non 



Siheftro Vallerò. 95 

non havefse'più che bramare rifoluta già 
di deporre tutte le proprie follecitudini nel 
cuore del Tuo Prencipe , licentiò ogn altro 
favore della fortuna . Confondeva con roz- 
za facondia gli fuoi^ fentimenti affettuofì 5 
e quafi frenetica per il giubilo fcorreva la 
Città gridando replicatamente quel ben sì 
laconico , ma tanto più efpreflò elogio -, 
Viva il Tadre deVoveri. 

Ma fra tante fèlle di gioja fu folenne la 
Coronatione nel giorno 27. di Febraro, in 
cui efpofto il Sereniamo Doge nella Piaz- 
za di San Marco , gettò profufamente al 
popolo gran Comma di Monete d'Oro , e 
d' Argento 5 imitando la munificenza de* 
Congiarj antichi di Roma 5 Parlò al Po- 
polo con cuore tutto dolcezza) prometten- 
do difenderlo da'nemici 5 procurargli la pa- 
ce, e provederlo con 1' abbondanza. Ed in 
vero 5 dalla di luì generofìtà fu precorCa la 
promefTa 5 perche fattali difpenfiera nel 
Ducale Palazzo , diftribuiva Congiarj di 
dinaro 3 ed altro con quella premurofa an- 
fietà , con cui altrove rifcuotonfì i tributi j 
continuando per molti giorni la Plebe nu- 
me» 



94 Vita del Serenìfs. 

merofa ad accorrervi , e riportarne portio- 
ne ballante à fatiare anco i ingordigia de* 
più indifcreti . Certo è che i Poveri veden- 
dofì foccorfi da tanti fuffidj pareva ringra- 
tiaffero la loro miferia , che gli rendeva di 
tanto beneficio capaci. Famiglie intiere no- 
drite, e veflite j Vedove d'alimenti prove- 
dute > Impotenti provifionati > Plebe tutta 
con ricchi doni beneficata 5 dinaro indiffe- 
rentemente à tutti fino dalle fineftre in 
gran copia gettato 5 erano giudi motivi di 
dire della liberalità del Doge Valiero , ciò 
tom.Tac. che di quella di Germanico fu detto : Ma* 
mnM.1. j us q U y ^ Principe expeHatur . 

Ma quefte fontioni furono maggiormen- 
te illuftrate dalla Coronatione della Sere- 
niffima DogarefTa Moglie , che compli- 
mentata dal Corpo porporato de 1 qua- 
ranta uno Elettori , dalli Configlieri , Col- 
legio , Procuratori, e Magi (Irati della Cita- 
ta , come pure da gf Ambafciatori delle 
Corone , Miniftri d' altri Prencipi > Pre- 
lati , & altri , refero celebri li giorni di 
quefte folennità , multiplicando i moti- 
vi al giubilo 5 e fomminiiìrando ricca 

mate- 



Siheftro Vallerò. 9 5 

materia à gì* Elogj , & applaufì . 

Fece quefta PrencipefTa , modella, ma 
però vaga pompa del vivaciflftmo Tuo fpiri- 
to , quando rifpondendo à gli ufficj con 
eloquenza , e proprietà di ben' aggiuntato 
difcorfo , accompagnato da venuita gravi- 
tà , formava un mirto maeftofo veramen- 
te degno del Trono 5 rifplendendo in eflà 
un raggio di fuperiorità con naturale di- 
ftintivo fra tutte le Dame del grand' ac- 
compagnamento . Imprime Dio nelle per- 
fone de'Prencipi qualche carattere parti- 
colare , per cui elevati à più proflima fo- 
miglianza di fé fteflò , reftano rimarcati 
per Tuoi Vicegerenti nel Mondo . Accre- 
fcevano la gloria del Prencipe Valiero le 
doti virtuofe , & eccelfe qualità della Pren- 
cipefTa Moglie , che emulando di quello le 
virtù, & à vicenda da effo imitata la di lui 
pietà , formavano una religiofa gara , che 
rifultava a maggior honore di Dio , & ad 
utiliffima edificatione del Mondo , verifi- 
candofì , che in bona uxore tanto major efi f^ r 'J^' 
laus , quanto in mala plus culpa. *%"** 

Quefte duplicate fontioni diedero im- 

pulfo 



96 Vita del 'Seremfs. 

pulfo alle penne erudite degl'Oratori , e 
Poeti dell' infigne Accademia de* Rico- 
vrati di celebrare con gli loro dotti com- 
ponimenti le glorie Valiere , con due de- 
gan tiffi mi volumi. 

A gi'applaufì di quefti Letterati , non 
furono inferiori quelli degli Profef fori dello 
Studio di Padova , quali vedendo corona- 
to del Ducal Corno il loro benefico Mece- 
nate , diedero forti teilimonianze di giubi- 
lo con l'erettione d'un fontuofo Marmo- 
reo Monumento nel Collegio nominato 
Veneto , nello Studio , obligando la lo- 
quacità di quei Marmi à perpetuare la me- 
moria dell' Heroe protettore , e la loro 
gratitudine . Furono deputati Direttori 
dell' Opera gli due Profeflori Antonio 
Vaira Jurifconfulto Primario , e Leale 
Leali Medico Filofofo > quali con accu- 
rata diligenza , e follecito amore , nel 
breve fpatio di pochi giorni riduffero à 
perfetione la fabrica rapprefentata nella 
feguente pagina . 



Al- 






SiheftroV altero 97 

Altro fingolar atteftato d' ofsequio ver- 
fo la Serenità Sua diede pure T erudito 
Profefsore , e Prefetto dell' Horto de' 
Semplici Abbate Felice Viali > che ri- 
cordevole quanto havefse conferito alla 
rinovatione di quel Luogo Publico la 
protettione del Sereniamo Valiero 5 an- 
che dopo la di lui falita al Trono > ne 
fece 5 per eterna memoria a pofterl , e 
gloria ineftinguibile del noftro Heroe , 
piantare nella parte interiore della Por- 
ta principale un elegante marmo con la 
lèguente Ifcritione . 

SILVESTRO VALERIO PRINCIPE 

IIIVIR. LITER. SC. JUBENTIBUS 

ALEXANDRO MOLINO PR^FECTO 

APOLLINEA INSULSE 

DECUS ADDITUM 

HORTUS DUPLO AUCTUS 

CLAUSTRISQUE FERREIS MUNITUS 

PERENNES EXCITATI FONTES 

LUCUS CONSITUS 

OMNIA 

VETERI SQUALORE DETERSO 

NITIDIORA 

G CV- 



98 Vita del Seremfs. 

CURANTE 

FELICE VIALI PUB. PROFESSORE 

LOCIQUE PRESIDE 

A CHRISTO NATO 

SECULI XVH.ANNO VIC . 

A CONDITA REPUBLICA 

SECULI XIII. ANNO LXXIIL 

Afcefe dunque il Doge Valiero al So- 
glio Veneto , calcato prima dal di lui 
Padre , afcendendovi per compagna la 
Sapienza ■> che vaga d' eflìgere dalle di 
lui virtù le proprie lodi , volle feco fe- 
dere fui trono per riceverle da Regina . 
Palefavaiì quefta fapienza sì nel parlare , 
che neir opere tutte del noftro Prenci- 
pe 5 à cui viddefì conferita la grafia , 
che anfiofamente dimandava a Dio Sa- 
lomone . Da mìhi Domine \edium tuarum 
ajftfìrkem japienùam ? ut mecum ftt •> <& 
mecum laboret . Fu appunto il fuo vive- 
re un laboriofo operare 5 perche Tempre 
attento alla confervatione della publica 
libertà , alla difefa della Patria , all'in- 
cremento della gloria , e decoro publi- 
co , all'oflervanza delle leggi, alla mo- 
de- 



Silveftro Vallerò. 99 

deratione de co fiumi , ali' amminiflratio- 
ne della giuftitia , alla falute , e com- 
modo de'fudditi 5 conducendo per ma- 
no come fida fcorta gl'affari, acciò non 
procedettero à pafTo lento 5 ò non s a£ 
frettaffero troppo veloci nel corfo . Tut- 
ti impieghi laboriofì , a quali > fenza la 
coadjutrice fapienza non potea fupplire 
la mente humana . Pofponeva gli prò- 
prj agl'altrui intereffi 5 prevalendo in ef- 
lo la maflìma 5 che Trinceps eligitur non xenofon. 
ut fé fé molliter curet , fed ut per ipfum **■* 
hi qui elegerunt bene beatèque agant . 

Le gravi cure fono le prime rendite 
del Principato , ne tanto ubbidifce chi 
ferve , che affai più non ferva chi co- 
manda . Soleva egli benefpeflb ripetere 
concetti molto confìmili al Pentimento di 
Cicerone : Moderatori ^eipublica beata eie %. d? 
Civium vita propoftta e fi $ ut e a opibus de ^ uk 
'firma y copiis locuples , gloria ampia , w'r- 
tute honefta fit . Nafce la felicità della 
Patria della Sapienza del Prencipe ? che 
non può non efsere 1' ottimo v quando com.Tac. 
fia dato dall' elettione . Optimum quetn- t.bihr. 

G z que 



ioo Vita del Seremfs. 

que eleBio inveriti . TSiam nafci y & ge- 
nerar* à Trincipibus fortuitum efi 5 nec 
ultra teftimatur : adoptandi judicium inte* 
grum ; & fi velis eligere conjenfu monftra- 
tur . U elettione fatta dall' arbitrio de' 
fufFragj, tutto che fia gran principio di 
libertà , ha però la dependenza dal pre- 
vio efame , occhiuto efploratore del me- 
- „. , rito . Qui eriim efi ordine , ve/ diwitate 
M>.2. pnrnus , de bei efje meritorum lauda pract- 
puus . Sentimento egualmente intefo, tut- 
to che fuccintamente efprefso da Plinio , 
Tiimus. quando difse : Imperaturum omnibus eligi 
debere ex omnibus , acciò cada nel me- 
glior l' elettione. 

E' maffima delle Republiche ? che si- 
li loro Principati non fuccedano per ra- 
gione di fangue gli Figli > e fé nel Va- 
liero pare habbia havuto luoco la fuc- 
ceffione , efsendo figlio del Doge Ber- 
tucci , fu per così dire finezza della for- 
tuna , che prevedendoli efclufa dal me- 
rito nel farlo Prencipe 5 lo fece figlio di 
Prencipe } sì che quella che non ha po- 
tuto haver mano nel condurlo fui Tro- 
no, 



SihejìroV alkro . 101 

no 9 bà voluto con lì Natali renderlo 
degno del Trono . Dal Colo merito dun- 
que figlio della virtù hebbe V origine l* 
efsaltatione del Doge Silveftro Valiero , 
quale con l'egregie attieni ha pò (lo à sì 
alto prezzo la gloria , che forfè in avve- 
nire difpererà farne l'acquifto , chiun- 
que non havrà virtù pari per imitarlo . 

Rimarcò il Cielo gli principi del Do- 
gado Valiero con la benedittione dell* 
armi Venete nella Dalmatia , comanda- 
te dal Prov editor Generale Girolamo 
Delfino , il di cui fangue già havea fe- 
gnate altre vittorie nell* Arcipelago fo- 
pra l' armata Navale . Volle quefto pro- 
de Guerriero folennizare l' incoronato- 
ne del Doge con infigne vittoria , pre- 
fa felicità d'aufpicj dal nuovo Princi- 
pato. 

Narenta , ò Citluch , che da Varro- 
ne é chiamata Narona , fu anticamente 
Colonia de' Romani , quando prefiede- 
va à molte Provincie , & al numero di 
Sg. Città . In quell'anno 1694. fu que- 
lla Narenta (fotto il qual nome corro- 

G 3 no 



io 2, Vita del Sereni fs. 

no il paefe , fiume > e Citluch 5 ) il 
principale oggetto al valore del General 
Delfino , à cui parve necefsario l'acqui- 
fto di tal paefe , sì per aggiungere alle 
ragioni , e titoli della Republica incre- 
menti di Stato 5 e di gloria, come per 
chiudere l'ufcita alle Fufte Corfare infi- 
diatrici della libertà de' Naviganti , e del- 
la ficurezza del commercio . Dilatò il di- 
legno della fua imprefa fopra il paefe in 
univerfale dell' Ercegovina , e fingolariz- 
zò con prudente condotta la prima mof- 
fa fopra Citluch 9 come principal mem- 
bro della Provincia . Qui la fua atten- 
tione , fuperate le grandi difficoltà , pro- 
curò come mezzi più efficaci X attratto- 
ne de' Sudditi dell'Impero Ottomano, e 
le contingenze favorevoli à tal' intento ; 
l'una per accrefcere con la diminutione 
delle nemiche le proprie forze , l'altra 
perche da efse nafcono le vittorie , quan- 
Tobb. do fi colgono opportune , VaJet dice Po- 
libio in rebus humanìs , & foìk't occafto y 
fcd maxime in bellis . Condotti dunque 
alla devotione della Republica con ne* 

gotiato 



Sihejìro Valsero . 105 

gotiato li Popoli di Blatto , e Studen- 
ze , e di molti altri luoghi pofti tra 
Citluch 5 e Monftar , dato prima beli' 
agio à quelli di Blatto j e Brochino di 
afportare le loro foftanze , confegnò il Ge- 
nerale Delfino 60. Miglia di paefe alle 
fiamme y ricoverando nella ditione Ve- 
neta cinquemila perfone . Public© dun- 
que la fua partenza da Spalato fotto co- 
lore di portarfi ad effigere le decime del- 
la Provincia * fimulando T unione delle 
Galere , e Navigli eflere deilinata con- 
tro alla Piratica , e fotto prefetto di ra£ 
fegna generale alleftì la Cavalleria , e £ 
Infanteria , facendola marchiare verfo Ci- 
tluch . 

Comparfo il Proveditor Generale Del- 
fino alla villa della Piazza di Citluch , 
con il grofio della militia , e terminate 
le Trinciere , non citante li replicati at- 
tacchi de Turchi , fempre refpinti con 
itrage , fcacciati fino dal borgo , alzò 
le batterie , con le quali aperta la brec- 
chia penfava di dare l'aflàlto, quando li 
Turchi animati dal ferociffimo coraggio 

G 4 d'.Al- 



104 VitadelSeremfs. 

d' Albazaghich Comandante , tentarono 
gl'ultimi efperimenti di difefa , che più 
à lungo farebbefi prorogata , fé da col- 
po di Mofchetto non folTe effo Coman- 
dante perito 5 con cui morendo pure 1' 
oftinatione , gì' Affediati offerirono la re- 
fa . Il Proveditor Generale faggiamente 
Tittaeus. confederando eas effe optimas vìBorìas , 
rei*t. à qua fine Sanguine fiunt 9 accettò l'offer- 
ta , coronando l'imprefa con un attod' 
infìgne clemenza , & accordò V ufcita al- 
la Militia , e bagaglio , liberando tutti 
li Schiavi Cfariftiani > e riportando à glo- 
ria ed utile della Patria le Infegne y Ar- 
mi 5 e Monitioni . 

Confecrata al vero culto la più infi- 
gne Mofchea , in eflà refe à Dio il Ge- 
nerale Delfino le dovute gratie per la 
vittoria ottenuta 3 compiacendo»* pure d' 
haver obligata alla refa una Piazza già 
mai da altre armi violata , e d' ha- 
ver abbaffata f alterigia d' un Marmo 3 
pofto fopra alla porta del Camello , in 
cui legge vafi il fregio d'una illibata vir- 
ginità . Prefago però ìt^Delfino de' nuo- 
vi 



Sihejìro Vatiero .105 

vi tentativi de Turchi per la ricupera 
della Piazza , e riflettendo , che Summa ^ji% 
dementia eji , expeclare y dum copia ho* 
ftium augentur . S' applicò fubito alla ri- 
ftauratione della Brecchia , ed alla rein- 
tegrazione delle fortificazioni disfatte 5 per 
renderla ineipugnabile . Dopo qualche 
Mefe li tré Bafsà di Boffina , Ercegò- 
vina , & Albania 5 minacciati dalla Por- 
.ta s'unirono al Serafchiero , e ne tenta- 
rono il riacquifto con quattro vigorofi 
aflalti > ma furono refpinti dal valore de* 
Veneti , che fortiti anco dalla Piazza , 
obligarono gli Turchi ad abbandonare 
le trinciere dopo fanguinofo combatti- 
mento , & à ripaflare il fiume Naren- 
ta . 

Reftò vendicata la morte di zoo. de' 
noftri con quella di 2300. Maomettani , 
e col paflaggio di 8000. Anime alla di- 
ti one Veneta , portato pure in conlè- 
guenza 1' acquifto del Cartello di Clo- 
buch da Tito Livio nominato Burnio 5 
famofo per li grandi conflitti fatti à fuoi 
piedi da'Romani , & Illirici. 

Le 



io6 Vita del Serenifs. 

Le replicate comminatorie ufcite dal 
Divano di Conftantinopoli , con la re- 
motione delli Bafsà predetti y moftraro- 
no quanto fenfibile foffe alla Porta la 
perdita di Citluch , così che fortituiti 
altri comandanti con ventimila combat- 
tenti fu circondata di nuovo la Piazza , 
e battuta dall' Artiglieria con la più fol- 
lecita rifòlutione » Il Proveditor Gene- 
rale Delfino ancora convalefcente da po- 
co prima pallata indifpofitione > fprez- 
zando ogn* altro indugio aliali nelle Trin- 
ciere i Nemici con tanto furore 5 che la 
fola ofcurità della notte potè fai vare a* 
fuggiti la vita 5 reflando li più collanti 
uccifì . Il lume del nuovo giorno palesò 
il gran numero de* morti nemici , che 
occupavano il campo y feminato anco di 
Tende , Monitioni , & attrezi milita- 
ri 5 tutti vergognofi argomenti della di- 
fordinata fuga . 

Quefte attentiffime application! del 
Generale Delfino contribuite à fervido 
della Patria , produflero l'acquilo , e 
confervatione di Citluch , nominato 

com- 



Sihejìro Vallerò. 107 

communemente Narenta . Imprefa in 
vero ad ogn' altro di minor cuore im- 
ponibile , poiché \es praclaras aggredì D j 0rj ^ 
arduum , pauctfque datum 5 non depen- v4lic - 
dendo da una loia virtù le vittorie , 
ma da tutte quelle che adornavano que- 
fto gloriofo Generale , il quale bilan- 
ciando il coraggio con la prudenza , 
difpofe con ordine , & efiequi con va- 
lore, & atterrando la forza con l'arte , 
prevenendo con accortezza le infidie , 
ed influendo con l'eflempio ne i fubal- 
terni uno fpirito fuperiore a i pericoli , 
&un difprezzo d e patimenti , refe celebre 
la vittoria , e memorabile il fuo va- 
lore. 

Arrivate in Venetia di tali imprefe 
le notitie , furono ricevute con lenti- 
menti di giubilo , e concepite per un 
ottimo augurio del nuovo Dogado, tan- 
to più , che quelle palme erano colte 
dal forte braccio del Proveditor Gene- 
rale Delfino per affinità erettamente con- 
gionto al noftro Prencipe Valiero , il 
quale vagheggiando la bella vittoria in 

ogni 



io8 Vita del Sere mfs. 

ogni fua parte , oltre all' influenza de' 
proprj aufpicj , vi confiderava qualche 
cofa di Tuo , per la conneffione con la 
Famiglia Delfina . Quefta fregiata dal 
Publico di nuovi honori per la confide- 
rabile conquifta , attendeva con anfìe- 
tà gì' incontri per nuove , e maggio- 
ri attioni, e per l'aumento delia propria 
. gloria . 

OvM.B. laudatque v'irtus . 

Credit 5 & immenfum gloria calcar habet. 
Alla profperità dell'armi Venete nel- 
la Dalmatia, fuccetfe quella del Levan- 
te 5 nulla diflìmile . Bella palma vitfo- 
riofa ) prodotta dal Veneto valore , fio- 
rì , e Fruttificò in grembo à grand' Ito- 
la dell'Arcipelago , e non ottante che 
da maligna influenza dopo il corfo di 
pochi Mefi fofle poi inaridita , fu però 
palma . Soccombe tal volta nelle guer- 
re la virtù , perche in effe v'ha troppa 
parte la Fortuna eh e cieca . Quelle due 
recenti vittorie diedero motivo al Do- 
ge Valiero d'imprimere nella nuova an- 
nua moneta le due Palme col motto 

Terra 



Silveflro Vallerò. 109 

Terra marique , e con l'epigrafe Boni eveti' 
tus portata dal roftro della gentilitia A- 
quila Vallerà . 

ANNO I. 




Felicitati li principi del Dogado Va- 
llerò da quefti Publici progrefli » accu- 
diva follecito il Prencipe agl'ulteriori pro- 
fìtti dell' Armi , & agi' afferi civili del 
Dogado . Occorfe appunto in queft' an- 
no i'elettione della AbbadefTa dell' infi- 
gne Monaftero di Santa Maria delle 
Vergini , luogo immediatamente {ogget- 
to al jufpatronato Ducale , in virtù di 
cui diede il Doge il pofleflò di quella 

di- 



no Vita del Sere ni fs. 

dignità à Donna Maria Diana Grima- 
ni j Dama in vero dotata di eccelfe vir- 
tù , che rifplendendo 5 come un Sole 
fra la fchiera di tante lucide ftelle , de- 
gnamente dovea precedere à queir An- 
gelico Choro di Sacre Heroine. 

Fu cofpicua quefta fontione 5 sì per 
le (olite Tue formalità , che per l' inter- 
vento della Sereniffima Dogareflfa , che 
pubicamente ivi comparfa con l'infegne , 
& habito Ducale circondata da grande , 
e nobile corona di Dame , fece rifplen- 
dere la propria perfonal Maeftà. 

Afliftè efla PrencipeiTa alla duplicata 
funtione , che fu di dare il poffeno all' 
Abbadeflà nel primo giorno, e di con- 
fecrarla nell'altro , in cui furono prati- 
cate tutte le folenni Ecclefìaftiche Ce- 
remonie , e formalità ad ufo di Cappel- 
la Regale verfo la Serenifllma Dogaref- 
fa , etfìftente nella Chiefa interiore , che 
furono fatte ai SerenifFimo nell'cderio- 
re : così che crefcendo la pompa y e de- 
coro di quelle fòntsoni , riportò dal po- 
polo tali y e tante beneditioni , quali , 

e quan- 



Siheftro Vali ero. 1 1 ì 

e quante appunto convengono alla vir- 
tude in trionfo . E' naturale de' popoli 
rifpettare l'afpetto de'Prencipi ? ma per 
ciò non è d'ogni Prencipe il rifcuotere 
da quelli continuati gì' applaufi . Inferi- 
re , è vero 5 la providenza Divina ne' 
cuori de' fudditi la riverenza , e ftima 
verfo à i Sovrani , ma di quefti la fola 
virtù v' inferifce l' amore , e la benevo- 
lenza . Così la pietà , che facit 'Prìnci-comTae. 
pes effe ad mftar Deorum 5 promoveva ' 2 "'"" , ' 
alli noftri Prencipì quefti honori , & ap- 
plaufi , che giornalmente moltiplicavan- 
fi à rifleflo della loro continuata pietà . 

Vedeva 1' ottimo Doge con religiofa 
meditatione , che le profperità della Pa- 
tria havevano la fola forgente da Dio y 
e che la forza dell'armi non é che uno 
ftromento della fuprema providenza , in- 
efficace à produrre buon' effetto , quan- 
do da efsa non fia maneggiato 5 onde 
procurò renderla attenta , e propenfa fo- 
pra la gran mole della Republica , im- 
pegnata nella gravofa guerra della Mo- 
Jea . Impetrò dal Papa Innocentio XII. 

un 






1 1 x Vita delSerenifs. 

un Ottavario con Indulgenza plenaria in 
forma di Giubileo per la Città di Ve- 
netia ■> intendendo confegnare la Patria 
alla protettione della Beata Vergine " 9 à 
cui per T intiero corfo di Tua vita riave- 
va con particolar devotione tributati quo- 
tidiani gì' ofTequj . Continuò egli ftefifo 
ad intervenire ogni giorno nella Duca! 
Chiefa di San Marco con Y unione del 
Collegio , concorrendovi pure tutto il 
popolo con effemplariflìrna pietà . Strin- 
geva il cuore d' ogn' uno la compunta- 
ne 5 risvegliata dall' efiempio del Prenci- 
pe ? e dalle frequenti Sacre fbntioni , e 
Sermoni Apoftolici , e fi fece tanto for- 
te ? quanto che non potè non palefarfi 
apertamente con l' univerfale profluvio di 
lacrime . L'oratione accompagriata dai 
pianto fa una dolce violenza per ottene- . 
re ogni gratia da Dio 5 onde fu detto : 
ìnEfai. ' Or atto Deum lentt 5 fed lachryma cogit . 

Confolato il Doge d'ha ver confegna- 
ta la Patria , e fé fteffo all'alto , & au- 
torevole patrocinio della Beata Vergine 
con le folennità celebrate ', afpettava qual- 
che 



Siheftro Valico , j r 5 

che cofa di grande in prò della Repu- 
blica dalla impetratione della benefica 
Protettrice , fapendo , che non potea ri- 
tardarne gl'effetti , né riufcirci vano un 
sì devoto ricorfo . Ma ecco > che con 
celefte ifpiratione la Madre delle gratie 
fuggerifce al Santo Zelo del Prencipe di 
promovere la rifforma , anzi la totale 
abolitione di eerte inveterate ufficiosità 
di Broglio , e la prattica perniciofà de* 
negotiati occulti per la diftributiva delle 
cariche , acciò reftaflfe del tutto restitui- 
ta la libertà de' votanti y e fofie il folo 
merito l'oggetto del loro favore. Gran- 
de impremone fece negl'animi del Mag- 
gior Configlio il faggio ricordo dato dal 
Prencipe 5 à cui adherendo 1' univerfale 
di quel congreffo , e prefa la parte con 
pluralità di voti , fi Stabilirono fodi de- 
creti per f eftirpatione del pregiudiciale 
abufo , e furono incaricati li Cenfori , 
& altri Magiftrati fupremi à farne fre- 
quenti inquifitioni contro agi' inobbedien- 
ti . Quanto utile fii {tata alla Publica li- 
bertà quella legge > facilmente fi dedu- 

H ce 



ii4 Vita del Seremfs. 

ce dall' univerfale approvatone , e dal 
riportato notabile beneficio , non che dal- 
la continuata coftanza de' rifoluti decre- 
ti . Imprefa 5 per le confeguenze relè- 
vantiffime , tanto memoranda , quanto 
che efsa fola baftarebbe à qualificare tut- 
ta la vita d' un ottimo Capo di Repu- 
blica . 

Veramente degno Capo di sì nobile 
corpo moftroffi il noftro Sereniifimo Do- 
ge , che iftillando nell'altre membra det- 
tami d'un chriftiano politico governo 9 
ordinò Tempre 1' opera fua all' utile , e 
confervatione Publica . Proprietà ad efso 
connaturale 5 perche tratta dal gentilitio 
Sangue , e dall' eflèmpio di tanti Heroi 
Valieri , maffime del di lui gran Pa- 
dre , non poteva lafciarlo altrimente ope- 
rare , fé non col moftrarlo degenerante 
dalla fua profapìa . Da ciò fu prefo il 
motivo d' imprimere nella nuova mone- 
ta del fecondo anno l' imitatione delle 
attioni paterne , fimboleggiata nel volo 
dell'Aquile gentilitie col motto Exempb 
monftrante viam, 

AN- 






Siheftr o Valter o* 11$ 



ANNO II 







Vedovata in queir.' anno la Ducal 
Chiefa di San Marco del fuo Pallore y 
e Spofo 5 foftituì il Doge Valiero , con 
maturo configlio all' ecclefìaftica Dignità 
di Primicerio Luigi Ruzini da efso elet- 
to , ò più tolto rapito alle (peranze del 
Senato , a cui farebbe riulcita troppo 
gravofa tal perdita , fé il publico inte- 
refse non procedefse da sì lì retto con- 
certo con l'interefse della Chiefa di Dio . 

La promotione di quello Prelato (qua- 
li % le 



n6 Vita del 'Seremfs. 

le oltre alli titoli gentilitii , e rariflime 
individuali prerogative 5 vanta una tan- 
to proflima connèffione d' affinità col no- 
stro Doge ) fà non meno decorofa , che 
profìcua all'ordine Ecclelìaltico , che ar- 
ricchito di tanto foggetto , fece rifulta- 
re nelle lodi del Prelato promofso , gj* 
encomj del Prencipe Promotore , che 
compiace vafi fentir commendata la fua 
faggia elettione . Il fapere adattare con 
giufta proportione gli Soggetti alle Ca- 
riche y non è che d'un fino intendimen- 
to 5 che pofsa difcernere tutta 1* effigen- 
za dell'impiego , e tutta 1' attività dell* 
eletto . Non baftava al ; Prencipe Elet- 
tore una mediocre virtù nell'eletto , per- 
che fentiva efclamare un Santo Dottore , 
$ t'm r ìd Talis eììgatur Vaftor 5 cu'jus compararono 
Oceamm. € eeteri greges dkantur . / 

Così provedeva il Doge con incelan- 
te applicatione all'urgenze del fuo mini- 
ftero , quando graviflima indifpofìtione 
ritardò il pafso al Tuo operare , e diede 
nuovo efsercitio alla fua virtù . Efsaltofìi 
ilei di lui fangue la bile , folito humor 

con- 






Silvejìro Vallerò. 117 

contumace , precipitò nel petto 5 rifcal- 
dando la parte con evidente pericolo d* 
infiammatione . Crefceva la febbre all' 
aumento della fluffione , e perche tar- 
diora funt remedia quàm mala 5 fi prin- 
cipiò à difperare di Tua falute 5 refa va- 
na 1' applicatione de* più validi medica- 
menti dall' oftinatione del male. Lame- 
iHtia del Senato 5 cómmunicatafi ad ogni 
ordine di perfone accrefceva il timore » 
che radicatoli nella plebe la condufTe 
quafi all'ultima difperatione . Vedeva il 
Prencipe fteffo il Tuo grave pericolo 5 
ma con fortezza Heroica fprezzando il 
vano foccorfo delle domeniche lacrime , 
rimproverava negl'alianti i fingulti . Me- 
ditava , con obbediente fommiflìone a' 
fupremi decreti , il vicino paflàggio al 
Cielo y anzi che non ammettendo le 
fuggerite fperanze , promofle dall' inno- 
cenza d' un fempliciflimo Religiofo , che 
gli prometteva con ardita fiducia la fa- 
Iute , rifpofe che la fua fperanza confi- 
fteva nella pronta raflegnatione à Divi- 
ni voleri > e che dimandando à Dio dì 

H 3 vive- 






il 8 Vita dei Serenifs. 

vivere ancora , era un dimezzare la vi- 
ta eterna . Sentimento degno di quella 
grand' anima j che raccolta alla fola con- 
templatione delle cofe celefti naufeavafì 
d'ogni altra cofa mondana . Già dalla 
forza del male , quafi in tutto fuperata 
la natura, 

Omnia erant vita tenui pendentia filo . 
Quando mono dal folito fervore di Ca- 
rità , comandò che fonerò date a* pove- 
ri molte migliaja di Ducati , quali nel 
giro di pochi momenti furono diftribui- 
ti . La di lui mente tempre gravida di 
fimili virtuofì concetti , non abortiva al- 
le percoue del male 5 bensì languiva il 
corpo , che deftituto di forze appena 
potè proferire quel Fiat efeemojyna, che 
forfè ftìmò egli l'ultimo fuo accento , 
quando , direi quafi col Poeta : 

Mmìaiis JamScrobe^jam ìeHo^am'PolinHore parato 

lib - 10 - Convaluit. ' 

Penetrata la medicina dell' elemofìna 
nelle digiune vifcere della povertà , ne 
produce meravigliofo l' effètto nella per- 
fona del Prencipe , Portentofo medica- 
mento, 



Silvejìro Valsero . 119 

mento , che fabricato da un Prencipe 
infermo , e prefo dal povero fano , pro- 
duce un veloce meglioramento à chi lo 
porge . Così diverfamente da* mondani 
operano i rimedj Celeiti j anzi Divini 5 
perche Deus cbaritas efi 5 perciò non èfam.4. 
da ftupire fé ne fortifcono portentofi gì* 
effetti . Dall' improvifo meglioramento 
però non furono ramingate j ma bensì 
moltiplicate le lacrime della Città tut- 
ta f che con la loro copia dimoftrarono 
eflfere la paffìone dell' allegrezza più vio- 
lente del dolore 5 attendando Tertullia- 
no che In profundo gaudio lacryma erum* Temii 
punì , non potendoli introdurre il gau- 
dio fucceffivamente nel cuore 5 perche 
ISLihil tam diffìcile y quàm dijferre gaudia\ Quinta. 

Pareva che Venetia vi velie con li re- ec ' 1 
fpiri , e languiflè con gl'affanni del Do- 
ge 5 prendendo li moti dell' efsultanza , 
e della meftitia y dalla di lui falute , ò 
infermità . Effetto d' un grand' amore , 
che itudia fempre d'affomigliare l'aman- 
te alla cofa amata. 

Redimito alla primiera falute il no- 

H 4 to> 



120 Vita del 'Seremfs. 

ftro Prencipe corrifpofe all' amore popo- 
lare con un'amore da grande , che è à 
dire , benevolenza congionta col benefì- 
cio . Il follievo del povero era à lui gra- 
ve pefo , come dice il Poeta : 

iuc«n. *N.onfibì , [ed Domino gravis e fi qua fer- 

lib -2> vìt egeftas .' 

E pure abborriva di fgravarfene 3 anzi 
che ricercati con ftudiata perquifitione 
gl'incontri, godeva impiegarfi per elfo . 
Soleva bene fpeffo ripetere , che Dio 
non gli rmveva concena pofterità de' Fi- 
gli , acciò più fciolto potefìe attendere 
alli poveri , come à Figli proprj j a 
quali per verità communicò l'amore , e 
le foftanze , non che 1' impiego della, 
protettione . Era tanto la fua attenta- 
ne , e sì fcrupulofa , che reputava à 
grave colpa una femplice omiffione in 
quefto propofìto , addottrinato forfè dal 

Sente, h fornimento di Seneca : Qui fuccurrere perh 

Troverà t UY9 p teft , cum non facurrit •y occidit , 
Soccorfì folleciti , ed opportuni ufeiva* 
no dalla fua benefica mano , che già 
mai confultò le refolutioni con la dimò- 
ra . 



Siheftro Vallerò, izi 

ra . Ha fembianza di negativa una ri- 
tardata concezione 5 ne porta vanto di 
generofo quell'atto , à cui prima fu Re- 
mora il dubbio . Tarde velie nolenti* eft , Seneca. 
Accrefceva li numeri di tanta generofì- 
tà la di lui moderatione , quale non po- 
tendo {offrire il ringratiamento de' pove- 
ri , ftudiò artificiofa argutia per deviar* 
lo . Stabilì di fare una elemofìna uni- 
versale nelli giorni , ne' quali. egli ufeiva 
alle publiche fontioni 9 per trattenere , 
in luogo ritirato del Ducale Palazzo il 
gran numero de* poveri nel tempo di Tua 
abfenza , e liberare f orecchio di fua 
modeftia dallo flrepitofo fuono delle po- 
polari anguftiofe acclamationi f . Ingegna- 
lo itratagema ! Isfuggire il merito d'un 
dono reale , e fotto il manto della Ca- 
rità nafeondere il Trionfo della mode- 
ftia . Il beneficare la plebe 5 e non ef- 
figgere la dovuta pennone de gl'applau- 
fì , è una virtù tanto rara , quanto che 
creduta imponìbile dai Satirico . 

un erit qui velie reedet *P#fia 



* Os populi meruiffe 



? 



Satyr-u 



Ma, 



12,2, Vita del Sereni fa 

Ma , fé per le virtù y che riguardavano 
il fuddito y meritò il Doge Valiéro tante 
Iodi , molto maggiori ne dovea riporta- 
re per quelle che miravano il folo og- 
getto del Publico bene ,■ Tempre da efc 
fa promoflb , & in ogni efcogitabile mo- 
do procurato . E perche il più impor- 
tante publico affare corrente era la guer- 
ra della Morea y foftenuta dalia Repu- 
blica con tanto difpendio y & uguale co- 
raggio 5 accennò anco nell' impresone 
della Moneta annua la fuffiftenza dell* 
armi Venete guittamente- impugnate , e 
la. confidenza nel Cielo > efprefla nel 
luca*, biotto TSLtc Numina de[unt j proferendo- 
Io» egli con più ragione in favor della 
Patria > di quello fece Giulio Cefare in 
oppreflìone di Roma *• 



AN- 



SihejìroVaìkro. iz$ 

ANNO III. 




Preconizato dal Sommo Pontefice 
Monfìgnor Ruzini al Vefcovato di Ber- 
gamo in quefto tempo 5 viddefi il Do- 
ge neceflìtato à far nuova elettione di 
Primicerio di San Marco * Colpo pre- 
veduto 5 quando per opera fua panato 
all'ordine ecclefiaftìco > vaticinò la futu- 
ra eflàltatione del Prelato , fapendo che 
Degradar} deftderat qui Thefaurum publicè^*'®** 
portat in via* 

Pensò il Prencipe Valiero rifarcire con 
r elettione d' altro Soggetto •> e dopo pò* 
chi giorni di ponderatone } fece cade- 
re 



124 Vita del Serenifs* 

re con foggia fcielta , la nomina fopra 
f. Gio: Frattcefco Barbarigo -, quale ag- 
gregatofi all'Ecclefiaftica Gierarchia > die- 
de fìcure fperanze di più eminenti di- 
gnità . Refìò dunque prò veduta la Du- 
cal Chiefa di San Marco d' un tanto 
Paftore 5 la di cui pietà conferve il lu- 
ftro à quel Santuario , e fuggerì nuo- 
vi motivi alli difegni della Curia Ro- 
mana . 

Ma fi come compiaceva!! il Noftr» 
Doge di veder appoggiate le dignità , 
è minifterj a perlone di gran virtù, e 
talento y così godeva il Mondo veder 
lui foft enere il Principato con tanta glo- 
ria 5 e publica utilità . Ammiravanlo 
con flupore le Nationi eftere , che chia- 
mate dalla fama aflìcurarono la loro fti- 
ma col teftimonio del proprio occhio * 
non ottante che abbagliate dallo fplen- 
dore di tanta virtù ; 

Vennero in Venetia fino dalle gelate 
Provincie della Mofcovià molte pedone 
d'alta conditione, che fra le cofe intigni 
vedute in Italia numerarono l'eccelfe 

pre- 






SihejìroV altero. 125 

prerogative del noftro Prencipe . Prece* 
dettero quefti Mofcoviti la venuta del 
Grande Czar di Mofcovia , che era già 
concertata in Vienna col Cavalier Car» 
lo Ruzini Ambafciatore Veneto appret- 
ta la Maeftà di Celare . Era condotto 
quel gran Prencipe dalla propria inclina?: 
tione à vifitare le provincie principali df 
Europa , intendendo di coronare l'intra- 
prefa de* Tuoi lunghi viaggi con la gran- 
dezza di Venetia y ma nel punto fteflfo 
della moda da Vienna per quella par- 
te , fopragiunti avvifì molefti di turbo* 
lenze inteftine 5 i' obligarono al ritorno 
nel fuo Impero . Quefta non attefa 
emergenza folpefe le publiche rimoftran- 
ze 5 preparate al degno ricevimento di 
tanto Prencipe , non folo nell' apprefta- 
mento delle Magnificenze Regali folite 
à pratticarfi dal Publico in fimili incon- 
tri , quanto in quelle ancora , che fi 
credè obligata la generalità del noftro 
Doge , per dare r intiera armonia alla 
publica munificenza . 

Difperata quella Reggia comparfa 5 

non 



iz6 Vita del Serenifs. 

non mancò poco dopo occafione di ri- 
cevere 1' Ambafciata eftraordinaria della 
Corona d* Inghilterra r fpedita dal nuo- 
vo Rè Guglielmo d' Oranges Terzo di 
quefto nome , elevato al Trono di quei 
Regni . Softenne la figura della Reggia 
Ambafciata il Conte di Manchefter con 
tutti li numeri di fplendidezza magni- 
fica , e puotè col grande de' foggetti 
qualificati ,, condotti feco da quella re- 
mota parte > ammirar la maeftofa eloquen- 
za dei noflro* Prencipe > con 1' occafio- 
ne dell' ufficio fatto nel Collegio j do- 
ve occorrendo publici ingreffi , ò de 
Miniftri de Prencipi 5 ò di nuovi Pro- 
curatori , era fortuna di chi poteva in- 
tervenirvi , per venerare tanti oracoli , 
quante parole fpiegava la virtù del Va- 
llerò > mirabilmente adattate alle efpofi- 
tioni y alle perfone , alle materie 9 po- 
tendo verificarti della finezza del di lui 
grand' ingegno , e proprietà di parole 
acero de quello fu fcritto da Cicerone : Ut homi- 
oralorib. ni ^ us ^ecus eft ingenium > fic ingenti lumen- 
eft eìoquentm * 

Era 



Sihejìro Vallerò, izj 

Era appunto in efifo Y eloquenza un 
lume, che palefando l'interno di Tue vir- 
tù , faceva anco (piccare in grado fu- 
blime la fua pietà , principale fonda- 
mento d' ogni fuo difcorfo . Balenò lo 
(plendore di quella fua virtù fotto l'oc- 
chio del Mondo , nell'impronto della 
moneta del quarto anno y in cui era 
quella fimboleggiata dal corpo dell' im- 
prefa con un braccio armato 5 impu- 
gnante l' invincibile veflìllo della Croce 
con il motto Ex pietate fortkudo . Do- 
cumento ben allufivo alle contingenae 
della guerra corrente ♦ 



A N- 



iz8 Vita del Seremfs. 

ANNO IV. 




Ma in premio di quefta pietà > più 
ben' impreffa nel cuore del Doge , che 
nella fua moneta , fò conceflà dal Cie- 
lo la Vittoria all' armi Venete nella Mo- 
rea . Invafero il Regno ventimila Tur- 
chi condotti dal Serafchiero , e rifoluti 
di tentarne la ricupera s accamparono 
nelle pianure d' Argos , marchiando in 
buona ordinanza , più torto per often- 
tarne difciplina , che per timore d'ede- 
re dal numero inferiore de' nofìri attac- 
cati . La barbara fprezzatura Ottoma- 
na , confidando Tempre nella moltitudi- 
ne 5 



SiheflroV alkro . 129 

ne , non può concepire il valore de'po- 
chi , fé non glielo perfuade 1' evidenza 
del proprio fangue profufo . Palesò il 
fatto ciò , che la di loro alterigia fetaipre 
è (olita di negare, mentre azzuffatiti af- 
fieme , e difputato con la fpada il Cam- 
po , piegarono gli Turchi 5 cedendo al 
valore de Veneti ^ condotti , & animati 
dal Generale Signor de Stenau , che 
non lafciò d'infeguirli nella fuga , facen- 
doli conofcere 

Quid ca de calentìbus arm'ts^ SiUusM* 

Quantum ira liceat , motufque quid audeat 
enfis . 
La fconfitta de' Turchi afficurò il pof- 
feffo della Morea , & accrebbe la glo- 
ria publica fotto à gl'aufpicj del Doge 
Valiero , che sì come conofceva edere 
la forza dell' armi puro ftromento delle 
mondane vittorie , così effere unica , & 
effettiva caufa la fola fede nel Dio de 
gì' efferati , della quale fii detto : Eff™**- 
hac efl viBoria 5 qua vi eh mundum fides 
noflra . Alla pietà dunque del Doge de- 
vefì gran parte di quefte vittorie , che 

I de- 



i$ò Vita del Serenìfs. 

decretate prima nel Cielo , di là furo- 
no attratte dal di lui zelo , fede , e re- 
ligione . 

Fu chiamata la di lui atteri tione alla 
terza elettione di Primicerio della Chie- 
(a Ducale di San Marco , preconizzato 
dal Sommo Pontefice Innocentio XII. 
al Vefcovato di Verona Monfignor Gio: 
Francefco Barbarigo , di cui riconofciu- 
te dai Papa V efsemplari virtù 9 furono 
collocate in più alto grado » & à più 
importante miniftero applicate . Lodò 
pure il Santo Pontefice il buon gufto , 
e fino intendimento del Doge Valiero , 
che con efquifita fcielta , e nel giro di 
pochi anni havea fomminiftrato alla Chie- 
la Romana li due Ottimi Vefcovi Ru- 
zini , e Barbarigo introdotti dalla di lui 
primiera promotione nell' Ordine eccle- 
iiaftico . 

Softituì dunque il Doge all'impiego , 
e dignità di Primicerio Pietro Barbari- 
go , foggetto di virtù , & afpettativa 
non inferiore alti Precettori . Invigilava 
con indefeflà applicatione il zelo del Do- 
ge 



Sihejìro Vallerò . 1 j 1 

gè al decoro , luftro , e coltura della 
Ducal Chiefa dell' Euangelifta S. Mar- 
co 5 procurando farla rifplendere , con 
la pontualità delle Sacre tondoni , à mag- 
gior gloria di Dio , e del Santo Pro- 
tettore ? facendo pure in queftanno im- 
primere nella Moneta nuova il Zelante 
fuo defìderio , rapprefentato nella vigi- 
lanza del Veneto Leone alla cuftodia 
del Tempio con t epigrafe Excubat Aris* 

ANNO V, 




Era in vero una delle maggiori foi* 
lecitudini del noftro Prencipe 1 ottima di- 
rettone della prediletta fua Chiefa. Qui? 

I 2 VÌ 



i $ z Vita delSeremfs. 

vi in Sacro 5 e folitario ritiro raccoglie- 
vafi , ( quando fciolto dalle publiche af- 
femblee , refpirava qualche hora di quie- 
te ) à trattare li gravi interefìi della Pa- 
tria con Dio . Quindi dal fervore di fue 
orationi , accompagnate da fommef- 
fà umiltà ) riportavano gli publici van- 
taggi , e decretavanfi nella confulta di 
quefto Sacro Gabinetto le felicità della 
Republica . A niuna grande operatione 
davafi principio 5 che prima ventilata 
nella Santa conferenza , non foflfe da Dio 
protetta $ infegnando un grande Orato- 
Eemoftbe-XQ , che Omrits feri? diHi , & faHi pr'm- 
cipium à Diis immortalibus maxime ducen- 
dum . 

Non poteano fortire che un ottimo 
fine le di lui intraprefe , perche have- 
vano il loro principio da Dio , da cui 
in quefto mentre , quafi per figlilo del- 
la guerra fu conceda a' Veneti la Nava- 
le Vittoria nell'acque di Metellino . Qui- 
vi incontrata Y Armata Turca dal Pro- 
veditor Generale Delfino , fi principiò 
un fiero combattimento , in cui quefto 

gran 



Silvejìro Vallerò. 155 

gran Generale diede Y ultime prove di 
mirabil valore , & ad onta del vento 
che cefsò di dare moto alle Venete Na- 
vi , combattè con tanto coraggio, quan- 
to ricercava f impegno ftrettiffimo in cui 
l' havea pofto Y idea rifoluta di vincere , 
ò di morire . TI numero di gran lunga 
fuperiore di Navi , e gente non baffo 
alli Turchi , non folo per riportarne la 
palma , ma ne pure per difènderà* , re- 
cando (confitta del tutto la Turca , e 
gloriofa la Veneta Armata 5 nella qua- 
le con prodigiofo valore fegnaloffi il Ca- 
pitano Ordinario delle Navi Fabio Bon- 
vicini , guerriero di tanta virtù , che in 
tanti incontri dalle di lui mani ancora 
tlullum rapuit Fortuna Triumphum. 
AH* avvifo di quefti profperi fucceffi 
eflultò il cuore del noftro Prencipe in 
concerto delle communi allegrezze . Li 
Publici progredì , la riputatione dell* ar- 
mi , la fpiritofa condotta dei Generale 
Delfino , che nel fanguinofo conflitto 
compì tutti li numeri del valore, erano 
li forti motivi di tanto giubilo , che ac- 

I 3 ere- 



134 Vita del Sererìtfs. 

crefciuto anco dall'apertura de' nuovi ne- 
gotiati , 11 rendeva più ragionevole con 
cu tu- j a fp eranza <iella pace . Duke nomen pa- 
cis : res vero ipfa 5 cùm jucunda 5 tùm 
fafutaris . 

A quefta con faggia mente applaude- 
va il Doge Valiero , confiderando con 
paterni, e politici rifleflì all'utile de' po- 
poli , ed alla gloria publica già {labilità 
con l' acquiflo della Morea , bramando 
pure far apparire nel Veneto Cielo la 
bell'Iride di pace 5 da cui ne riportafle 
r univerfale la copia de* beni , che da 
cker.pro quella ricca forgente ne derivano . TZi- 
leg^gr. fai e j} tam p p u J are quàm pax j qua non 

modo hi 5 quibus fenfum natura dedit •> fed 
ettam teHa 5 atque agri tatari videntur . 
Concordavano quelle premure del Pren- 
cipe con la mente del Senato , da cui 
fò eletto , e fpedito nel rigor dell'inver- 
no -al Congregò di Carlovitz , eftefo nel- 
le aperte campagne d' Ungheria , per 
Ambafciatore Plenipotentiario il Cava- 
lier Carlo Ruzini , che dopo terminata 
la magnifica Ambafciata al Ré Cattoli- 
co, 



Siheflro Vali ero . 135 

co 5 attualmente ritrovavafi pur anco in 
Vienna col carattere d' Ambafciatore alla 
Maeità di Cefàre . A quefto gran Mini- 
ftro 5 ( che in tanti gravi , e fpeciou" im- 
pieghi havea dato faggj di prudenza , e d' 
attività impareggiabili 5 e Angolarmente 
nella conclusone della Lega oflfenlìva con- 
tro i Turchi , tra Cefare , la Sereniflìma 
Republica, & il Czar di Mofcovia , e che 
anco poi nell'anno 1702.ru fpedito Amba- 
fciatore Eftraordinario alla Maeftà ài Fi- 
lippo V. Ré delle Spagne effiftente in Mi- 
lano ) furono appoggiate le commiffioni 
per la pace , la quale per molti mefi agita- 
ta da varie difficoltà in fine fuperate , fu 
conciufa , e riabilito alla Republica il pa- 
cifico dominio del Regno della Morea , e 
di tant' altre conquide nella Dalmatia , & 
altrove . 

Grande imprefa è Y acquiftare con la 
fpada li Regni , ma non è minore quella 
a obligare con la perfuafiva il Nemico à 
fottofcriverne le perdite . Potè il valore di 
forte braccio foggettare gì' ampli paefi 3 e 
render celebre la propria , e publica fama j 

I 4 ma 



136 Vita del Serenifs, 

ma il capitolarne con trattati di pace il le- 
gittimo pofleffò , non é opera meno im- 
portante , e gloriofa per il Prencipe , qual 
la confeguifce , che per il Miniftro , che 
la maneggia . Così conclufa la pace , e dal 
Sereniamo Doge Valiero poi ratificata , 
fi dilatò il Veneto Dominio (opra più fla- 
ti reciti dal va fio continente dell'Impero 
Ottomano . Ecco finita la guerra , e non 
ottante fofTe ciò confederato per una Re- 
mora alle future vittorie , fu però volon- 
jit. ih. t [ Qr [ accettato sii la maffima di Tito Livio 
Qwn viHoriam in manibus habeas pacem 
non abnuere 5 utfciant omnes te , <& fuf ri- 
pere juftè bella ? & finire . 

Contrafegnò il Doge nelf annuale im* 
preffione delle monete il publico conten- 
to , à fine di trafmettere à i fecoli venturi 
la memoria della bella pace figurata pro- 
priamente nell'imprefa , e moralizzata nel 
motto ViHrix cau^a Deo placuit. 



A N- 



Silvejìro VaJiero . 157 

ANNO VI. 



tfi2Gg>s 



& 



>'W 




<® ®,%> 



Il Doge tutto follecito bramava far 
aflàggiare alli popoli gli faporiti frutti 
della pace > principalmente alli Soldati 
benemeriti , li quali favoriva come ho- 
norande reliquie della guerra , in cui ha- 
vendo elfi elpofle le loro vite al cimen- 
to , & alli difagi , erano {limati degni 
della publica Munificenza . Fattofi egli 
forte Protettore di quelli , à mifura del* 
le loro conditioni promovevagli ò à ge- 
nerofe ricompenfe, ò à rimarcabili honori , 
fapendo bene 9 Ed impendi laborem , oc Ta. ih. 
periculum , unde emohmentum 9 oc honos l * 4 ' 

W 



138 Vita del 'Serenifs. 

fperetur . Era inftinto di Natura nel no- 
itro Doge il beneficare ', ed in quefta na- 
turale fua inclinazione s'univa ancora la 
maflima di Vegetio , efpretfà in quelle 
Veget.B. parole Spes & pramìa faciunt milite s me- 
ì-cap.26. i' mes y riflettendo egli oltre al decoro , e 
grandezza publica , alle probabili future 
occorrenze. 

A tali proficue 5 e benigne attioni ap- 
plicava il Doge Valiero , quando il Cie- 
lo ) volendo ricompenfare il fuo merito 
fece feguire la promotione di Monfignor 
Marco Delfino al Cardinalato . Quefti 
terminata già la gloriofa Legatione d' 
Avignone , fofteneva in Francia il Ca- 
rattere di Nuntio Apoflolico appretto 
quella Maeilà ChriftianiiTima . Efluitò 
il Doge all' arrivo di tale notitia lun- 
gamente afpettata > parendo fofie ragio- 
nevole il luo contento per li replicati 
motivi di vedere accrefciuto il numero 
de' Cardinali ne' Figli della Republica , 
ed ineftate le porpore Vaticane à i La- 
ticlavi della Famiglia Delfina , per af- 
finità a fé fteffo tanto congionta 5 e fi- 
nal- 



Sìhejìro V altero . 159 

nalmente premiate le virtù individuali di 
così degno Soggetto , con 1' Eminente 
Dignità , già goduta dal Cardinale Gio- 
vanni Delfino fuo Zio. 

Ricevè il Doge quefta benefica difpo- 
fitione del Cielo , per una delle grazie 
più fingolari ottenute dalla divina cle- 
menza j intendendo eflfo di voler mag- 
giormente corrifpondere con la fervida 
continuatione dell'opere pie , e con tut- 
to lo ftudio al Publico intere(fè . Ed iti 
vero circa quefto era mirabile la di lui 
diligenza , intervenendo con aflìduità 
nell'Eccelfo Configlio de' Dieci , ad on- 
ta delle Tue habituali indifpofitioni , già 
mai difpenfandofì 9 che nel folo cafo d* 
infermità . Gli premevano troppo li di* 
ritti della Giuflitia > a' quali dava il fuo 
voto anco nelle fentenze penali, abben- 
che vi foffe la repugnante fua miferi- 
cordiofa inclinatione , veramente degna di 
Prencipe , come fcrifle il Poeta ; 
Sit piger ad poenas Tr'mceps , ad pratma Ovid. m> 
veìox. ***** 

Con pari diligenza pure compariva nel 

Mag- 



140 Vita del Serenìfs. 

Maggior Configlio alla di {tributi va del- 
le cariche j nel Senato alla decifione de 
gl'importantiflimi affari j e nel Collegio , 
oltre al maneggio delle cofe politiche , 
à far rifplendere con la propria la publica 
Maeftà in Trono , à cui accollandoli 
gli Ambafciatori delle Corone 5 Mini- 
flri d' altri Prencipi > ò altri qualificati 
Perfonaggi in occafione di foienni ingref- 
fi , ò per negotiati , vi ritrovavano il fi- 
molacro della virtù 5 l'Oracolo dell'elo- 
quenza , e tutto il Prencipe. 

Celebre appunto fu in quell'anno 1699, 
l'ingreflò nel Collegio del nuovo Can- 
cellier Grande Pietro Bufinello ? ( elet- 
to à quella dignità dal Maggior Confi- 
glio 5 à riflefib de' fuoi copiofi meriti , 
& alla rimembranza de' benemeriti fuoi 
Proavi , ) qual funtione fu decorata dal- 
l' augufla prefenza della Regina Vedova 
di Polonia , che fu Moglie del Ré Gio- 
vanni III. la quale ritrovandoli di paf- 
faggio in Venetia , con la libertà della 
mafchera portofiì al Collegio , per udi- 
re nell'accoglimento del Cancellier Gran- 
de, 



Sihejìro Vallerò .141 

de , la facondia del Prencipe 5 per cui 
già fino nella Polonia ne fu impegnata 
la di lei ftima dalla fama. 

Certa cofa è , che le doti del noftro 
Prencipe erano tante , e tali , che fareb- 
be arduo impegno d' una penna volerle 
di {tintamente deferi vere . Ciò non oftan- 
te fi tenta hora delineare qualche tratto 
di quefte virtù -> le quali così bene ap- 
parirono , e nel corpo > e nell'animo. 

Era il Doge Silveftro Valiero di fta- 
tura Eroica 5 di portamento maeftofo , 
di foaviffimo volto y e nella fronte alta , 
e diftefa portava caratteri diftintivi , che 
infpiravano rifpetto , e veneratione . Ha- 
vea la carnagione bianchiflima , capello 
lungo , e biondo , labro vermiglio , oc- 
chio vivace , e penetrante 3 una bocca 
tempre inclinata al rifo , ed un aria de- 
gna di lui , che obligava ogni cuore ad 
amarlo . Parlava con maravigliofa gra- 
da , e voce fonora 5 accompagnata dal- 
la ferenità del volto , vero principio del- 
la Maeftà . In fomma da sì dolce , & 
amabile fisionomia 5 non fi potea dubi- 
tare, 



142. Vita del Seremfs. 

tare , ch'egli non navette un anima mol- 
to più bella del corpo . 

Ma quefti fifionomi delineamenti era- 
no certe imagini delli finiti proffili dell' 
animo , che lo dimoftravano il ricetto 
di tutte le morali virtù . Forte , tem- 
perato , giufto , e prudente : Magnani- 
mo nelle brame de' grandi honori , Ma- 
gnifico nelle fpefe , liberale ne i doni . 
Temperava 1* ardore con la manfuetudi- 
ne , rendevafi facile con l'affabilità : fem- 
pre ingenuo, fempre verace . Era d'un 
intelletto sì pronto , che precorreva I al- 
trui informationi , & il lucido della fua 
cognitìone già mai s' offufeava . Delica- 
tiflimo nel punto d' honore , religiofifli- 
mo in mantener la parola . Tutto zelo 
verfo Dio, tutto amore per la Patria , 
tutto carità verfo il povero . Eccone del 
grande Originale formato l'abbozzo , fot- 
to à cui quantunque forfè male efpref- 
(o , fi può fcrivere il detto dell' Eccle- 
fiaftico : DìkBus Deo , & hominem , 
cujus memoria in benediBione eft . 

Non però conftitutione fimile à quel- 
la 



Siheftro Vallerò . 143 

la dell'animo forti il fuo temperamento 
dalla natura , prevalendo in effo l'hu- 
more biliofo 5 unito alla melancolia , la 
quale ancorché ferva negl'huomini gran- 
di à palefare la loro prudenza , onde fu 
chiamata da Ariftotele AffeRìo Heroka , 
tutta volta combinandoci frequentemen- 
te con la bile 5 che eflaltavafì nel di lui 
fangue > lo rendeva foggetto ad una af- 
fettione ipocondriaca , & à molte fluf- 
fioni , folite à fuccedere dove nelle ve- 
ne fi moltiplicano fughi biliofi , e me* 
lancolici . Pativa il noftro Prencipe va- 
rj incommodi per la divertita delle par- 
ti , dove fi {lagnavano li feri feparati 
dal fangue , formando ò la Chiragra 9 
ò la Podagra 5 ò Toffe moietta > altre 
volte eccitavano l'Afma, ò promoveva- 
no Pleuritidi alla febre congionte . Tali 
erano le habituationi del fuo male , che 
dopo molte invafìoni , e viciflitudini d* 
infermità , rifolte con la prattica de' più 
adattati rimedj , fìì affalito nel Mefe dì 
Giugno 1 700. in età d' anni 70. da fluf- 
fione catarrale nel petto , con toflè vehe- 

mente, 



144 Vita del Sereni fs. 

mente , e poca febbre , accompagnata 
da moto di Podagra . Difendevafr però 
da quefte aggreflìoni la natura con il foc- 
corfo de' medicamenti , e incaminavafi 
alla falute 5 quindi già creduta ftabile , 
fu da Medici liberato dal letto per il 
giorno terzo di Luglio con gaudio uni' 
verfale . 

Era appunto doppiamente bramata con 
impatienza la falute del Doge > doven- 
doli allora fare due folenni ingrefii nel 
Collegio 5 l'uno del Signor Conte Ber- 
ca Ambafciatore Cefareo , l' altro di Ga- 
briele Georgio freggiato di nuovo della 
porpora Procuratoria , li quali attende- 
vano la ricupera del Serenimmo Doge > 
per rendere più cofpicue le loro funtio- 
ni ; quando al levar del Sole nel gior- 
no 3. di Luglio 5 entrati li Serventi nel- 
la di lui ftanza , e ritrovatolo molto lie- 
to , perche dovea abbandonare in quel 
punto il lungo decubito , ecco verificar- 
ti il penfiero d'Euripide. 
Euripi. jpj- a j' tes q uanc i q ue p ar€ns ? quandoque 

noverca. 

Air 



Sihejìro Vallerò. 145 

All'aprirti delle fineftre , quafì che 
fofTero fpalancate alla Morte , un colpo 
di forte Apopleffia , lo refe il più com- 
paflìonevole oggetto , & il più ragione- 
vole motivo d' un disperato pianto. 

La follecita carità de' Congionti 5 li 
confufì confulti de' Medici , la moltipli- 
cità inefficace de Medicamenti > la ne- 
ceflària crudeltà de' Chirurghi , la difpe« 
ratione univerfale di tutta la Città , 1' 
horrore 5 e la confufione formavano una 
Sindrome sì funefta 9 che le lacrime non 
potevano non difobbedire alla più forte 
coftanza , con l'impadronirfi degl'occhi, 
perche 

— frangit fortta corda dolor . Ttbutku 

Continuò f agonia del Doge fino alla **• 
mattina delli 4. in cui offervoflì qualche 
refpiro 5 articolando alcune parole con 
lucido intendimento > rilvegliato fempre 
dalla grande oppreffione lo fpirito con 
applicargli all'odorato eftratti di fpargiri- 
ca ellaboratione . Dimandò , ad onta 
del graviamo male > li Sacramenti , che 
gli furono miniflrati da Monfignor Ba« 

K doa- 



146 Vita del 'Seremfs. 

doaro Patriarca di Venetia , e con inef- 
fabile devotione da elfo ricevuti , affi- 
ttendolo il Prelato con Sante Orationi , 
ed ultimi ufficj 5 effercitando tutti li nu- 
meri di Zelantililmo Pattare. 

Caddero cól tramontare dei Sole le 
concepite fperanze , oppretfa Tempre più 
la natura , indebolito lo fpirito , e refo 
fordo ai pietofi oltraggi pratticati in fi- 
mili mali , ò perche già vicino ad ufci- 
re dai corpo non informava più la par- 
te tormentata, ò pure perche Dolor poft- 
quam vexaverìt •> tandem indurai , non da- 
va altro fegno di vita , che il folo Sin- 
gulto . Cefsò pure quefto nel mezzo gior- 
no delli 5. diLuglio, in cui affittito dal 
predetto Monfignor Patriarca , da Mon- 
fignor Ruzini Vefcovo di Bergamo ? e 
da molti Religiofi , che col pianto , & 
orationi accompagnavano il di lui tran- 
fito , foirò T anima honorata , rendendo- 
la al fuo Creatore . 

Ecco il fine del noftro gloriofo Pren- 

cìpe, prescritto da Dio ne' fuoi decreti . 

Sopbocìes.Et nullus dolor jequitur mortuos y perche 

libe- 



Siheftro V altero , 1 47 

libera da ogni ancorché incurabile male 
la morte . Bensì la debile Immanità fi 
sforza di fcufare l' indifcreta pietà delle 
Tue lacrime , rimproverate dalla ragio- 
ne 5 come indegni- accompagnamenti de- 
gT Heroi alla gloria , e pure non s avve- 
de che Fiere obìtum e fi addi vulnera viti- Tìftorius.. 
neribus $ perche 
Tfygidum jus e fi & inevitabile mortis. JJrL^* 

Ciò non ottante ? devefi permettere 
la libertà al pianto di Venetia come le- 
gittimo sfogo dell' acerbo dolore 3 che 
pur troppo per difetto dell' humana incon- 
nanza Lacrymce nobis priùs deerunt ^c&r. 
qnàm cau\a dolendi . 

Fu ancora ofFervabile la morte di que- 
fto Principe y la quale ( contro al con- 
fueto coftume di tenerla celata per qual- 
che giorno ) fi fece à tutti palefe , & aper- 
te le porte delli domeftici appartamenti , 
il popolo con incensante concorfo volle 
prefentemente piangerlo , fenza fconcer- 
to 5 ò tumulto alcuno , efprimendo fino 
con baci dati al Cadavere 5 l'ecceda dell' 
amore 5 e del dolore .. 

K 2 De- 



148 Vita del Serenifs. 

Determinato dal Governo il giorno 
alli publici Funerali , furono celebrati 
con la folita magnificenza della Fami- 
glia Valiera 5 condotta la ftatua 5 e pro- 
cetfìonalmente accompagnata dai Sena- 
to , Ambafciatori , Patriarca > & ordi- 
ni tutti della Città , Ecclefiaftici , e Se- 
colari alla Chiefa de SS. Giovanni , e 
Paolo , ove fu pofta fopra fontuofiffimo 
Catafalco , e con li più folenni Sacri 
ceremoniali accompagnati dalle lacrime 
d'un elegante Oratore fi terminò la lu- 
gubre fonzione . 

La Fama fuperftke alli Funerali del 
Doge Valiero publicò al Mondo , le fi- 
no allora occulte difpofitioni Teftamen- 
tarie , regiftrate dalla di lui mano nell' 
anno 1696. dalle quali fi. raccoglie > che 
nelle perfone de' poveri , e ne 5 luoghi pii , 
viene chiamato Dio per fuccefiore > ^èt, 
herede . Spiccano in quefto Teflamento 
il Zelo 5 la pietà , la Fede , e la Ca- 
rità in honore di Dio , ed in utile de 
poveri : la giuftitia alli Confanguinei , 
& Affini 5 e la generofità agli Amici . 

Chie- 



SiheftroV T altero . 149 

Chiefe dotate di poderi , e Stabili j al 
tre con ricchi legati beneficate j Hofpi 
tali foccorfi di grolle fomme j Mona Ile 
rj di Monache , e Regolari Mendican 
ti fatti legatarj , e fovvenuti con annui 
afifegnamenti $ la Fraterna de' poveri ver 
gognofi arricchita di confiderabili capitali 
in Zecca 5 oltre alla gran copia d'habi 
ti , & altri beneficj . Difpenfati tutti gli 
affittuali poveri fuoi debitori dal paga 
mento de'decorfi debiti . Atfègnati du 
cati fedecimila per monacare povere Ver 
ginelle . Comparti di grofia fomma di 
dinaro à tutti li poveri della Città . Fon 
dati ricchi capitali per molte Manfiona 
rie dentro , e fuori della Dominante 
Confegnata, inhonore , e freggio della 
B. Vergine delRofario, partialifllma fua 
Avvocata, una pretiofiffima collana di can- 
didissime > e graffe perle 5 con apparati 
di dovitiofo drappo d' Oro à quefta , & 
ad altre Chiefe > con altri fienili legati , 
fono tutti forti argomenti del Zelo del- 
l' honor di Dio , e della ardente cari- 
tà verfo gli poveri , amati in vita come 

K 3 Figli, 



i 5 o Vita delSerenifs. 

Figli ■> e come tali in morte fatti heredi . 
Vetìms. Quantus amor fuerit mumra tanta ferente 
Male, dopo l'amore dovuto a Dio , 
& al profumo, (che fono gli due prin- 
Mattbai pipali precetti in quìbus universa Jex pen* 
gap.x%. j et ) devefi tutto l' amore alla Patria $ 
eccolo contrafegnato dal noflxo Doge 
Valiero con il ricco legato di Ducati 
cinquantamila alla Repnbliea , e d' altra 
riguardevole fomma alla publica Biblio- 
teca 5 in corrilpondenza di che , gli fu- 
rono decretati dal Senato folenni anni- 
verfarj funerali nella Ducale di S. Mar- 
co con l'intervento dei Corpo del Col- 
legio 9 e nella publica Biblioteca con 
fìngolar privilegio la erettione della di 
lui Marmorea Effigie , quafì in fimola- 
cro .tutelare de' Genii Literarii , come di- 
jnoftra la feguente figura . 



Con 



ijjz Vita del Serenìfs. 

Congli predetti rilevanti doni fegnalò 
il Doge Valiero il fuo amore verfo la 
Patria > confcio del detto di Cicerone . 
ac.'$.fc'N- e( l ue entm nobìs folùm divite s effe cupi* 
Qfi mus ^ féd Uberis , propìnqui* , & amicis 9 
maximèque Tfyipub/ica . Singulomm eritm 
facultates •> & copia diviiice font Civita- 
tis . Maflima che dovrebbe imprimerà* 
nel cuore d ogni ottimo Cittadino, parti- 
colarmente 5 quel Maximèque IfyipubUca 5 
come vedefi ftampata in quello del no- 
itro Prencipe Valiero ? che fupplì pie- 
namente in vita , & in morte a quefto 
debito ,-. fenza derogare Trop'mquis > ^f 
Amicis , lafciando alli primi gli diritti 
fopra li vaiti ftabili , aggiuntevi anco 
generofe recognitioni di gioje , e fupel- 
lettili pretiofe , alli fecondi fplendidi le- 
gati di vitalizj 5 e d'argenti lavorati , ag- 
giuntando una conveniente proportione 
ne i Tuoi doni alla conditione de Lega- 
tarii. 

Stupì Venetia vedendo ufcire un Te- 
ftamento sì dovitiofo da una Famiglia 5 
che Tempre havea fervito alla Pàtria in 

difpen- 



Siìvejìro Vallerò . 153 

difpendiofifììmi impieghi , e profufe le 
proprie foftanze in foccorfo delle publi- 
che , e private urgenze > e pure fenza 
computare gliftabili, vedefì > il fomma- 
rio delle difpofìtioni Teftamentarie afcen- 
dere à più centinaja di migliaja di Du- 
cati . 

Ma molto più dovitiofo apparifce il Te- 
foro di Tue virtù tramandato alla memo- 
ria de' pofteri col gloriofo efsempio lafcia- 
to al Mondo dalla grandanima , la qua- 
le come fuperiore ad ogni impero terre- 
no , pafsò al Regno fortunato del Cie- 
lo , contenta di deporre le fpoglie della 
fua humanità in un* angufto Sepolcro , 
preparato già à sé ftefTo , alle offa del 
Padre, & alla gran Moglie , su la di cui 
lapida fu poi incifa f Epigrafe VALE- 
RIORUM PRINCIPUM CINE- 
RES. 



IL F I K E. 



IN- 



INDICE 

Delle cofe più no- 
tabili . 

Origine della Famiglia Valter a in- 
cognita perche antichijjima pag. 2 
Hiftorici la riferiscono fino d Sa- 
bini . ivi. 
Volufio Valefio CavaJier Sabino da alcu- 
ni Autori vien pofto per capo di quefia 
nobile fiirpe. ivi., 
Valefio detto dipoi Valerio . 3 
Tajfa à Tfyma * dove ottiene tutte le prime 
dignità della nuova patria ? vi è di gran- 
d auttorità > e morendo è fepolto dentro le 
mura . 4 
Marco Volufio Valerio , efuoi honor evali im- 
pieghi* 5 

Tu- 



INDICE. 

'Publio Valerio Voplicola Confole Romana 
ajfieme con Bruto 5 e Collatino , cacciati 
gli Tarquinj di T(pma, mette la patria 
in libertà . 5 

Scoprì r Ara Sacra . 6 

Trionfa de Ve'jenti y e Tarquinj. 7 

Valeria da altri detta Clelia figlia di Vo- 
plicola 5 e fue prodezze . 7 

Sua Statua eretta in l{pma . 8 

Morte di Voplicola pianta dalle Matrone 
Romane per un anno intiero . ivi. 

Vublio Valerio > e Marco Valerio fratelli 5 
e loro dignità, 9 

Madre , e Moglie di C ortolano impetrano 
con lagrime il perdono à T$oma > mentre 
era da ejfo grettamente afìediata 5 per 
le perfuafwni di Valeria forella di Vopli- 
cola. io 

Tempio eretto alla fortuna Muliebre per tal 
fatto 5 e Valeria inftituitane prima Sa- 
cerdote fta. ivi* 

V. Valerio Voplicola III. due volte Confo- 
le, ivi, 

Lucio Valerio Voplicola 3 e fuoi fatti « 
ivi . 

T.Va- 



INDICE. 

P. Valerio IV. e fue dignità. 1 1 

Lucio Valerio Totito auttore de Valerj 
Flacci. ivi 

T. Manio Valerio auttore de* Maflìmi 

12 

Loro prerogative 5 e fatti illuftri . ivi 

Marco Valerio MaJJtmo perche detto Cor 
vo . ivi 

Fatto Confole di 23. anni viffe fino a Ili 100 
ivi . 

Valerio Corvo vittorioso contro i Cartagine- 
fi in Sicilia per la prefa di Mejjtna è det 
to Meffala . 1 3 

Marco Valerio Totito quando detto Fiacco y 
Lucio Valerio 5 e fue dignità . ivi' 

T. Valerio legato in Sicilia. ivi. 

Valerio sinuate Scrittore degf Annali Ro- 
mani . 1 4 

Altri Valer) celeberrimi appo gV Auttori. 
ivi . 

Valerio Melala Corvino celebre Oratore 3 
e famofo guerriero . ivi . 

Sue efpeditioni fotto Ottaviano Augufto. ivi. 

Meffala Confole alla venuta del Redentore . 
16 

Va- 



INDICE. 

Valerio Melala IL e Lucio Valerio Mela- 
la Barbato fao figlio Confoli. 17 

Home Valerio celebre ne' marmi Euganei., 
ivi. 

Famiglie Valerie Romane fino (otto f Impe- 
ro d* Augufko h abitarono nel paefe Euga- 
neo . 18 

Volufio Valerio Toeta infigne . ivi. 

Frammenti del fuo poema nella Biblioteca 
Vaticana . 1 9 

Trajea Veto Valerio nato in V adova celebre 
Senatore Romano rejfe f impero ne* primi 
5. anni di Nerone . 2.0 

Fatto uccidere da Nerone con Barea S ora- 
no . 21 

Fannia matrona dì rare virtù figlia di Tra-. 
fea . ivi. 

Dalla di lei defaenden%a nafce Sifto primo 
Pontefice Santo. ivi. 

Cajo Valerio Fiacco infigne Toeta > e fuè 
dignità . .22 

Molti Valer j Confali fatto diverfi Imperato- 
ri . 24 

Alcuni Imperatori fi gloriano cf affumer il co* 
gnome de* Valer). 25 

Un- 



INDICE. 

tZumero de Confali y e Dittatori Valer) .. 
26 

Leggi Valerie y e fuoi Autori . 2 7 

Città 5 Camelli y Ville 5 e fiumi chiamati 
col nome Valerio . 27 

Santi 5 e Sante della famiglia . 2 8 

S.GelaJio Vapa Trimo figlio di Valerio Tro- 
con] ole . 29 

Taf] aggio delli Valer) in. Veneti a.. 30 

Caufa di tal paffaggio . 3 1 

Famiglie nobili Temane y ora Vatritie in 
Veneti a .. 32 

Principio della Città di Venetia. ivi. 

Lucio Maffimo de Valer) uno de primi Con- 
fali della nuova Città.. 33 

Valer) Tadroni di molte Caftella in Terra- 
ferma . 34 

Valer j detti dipoi Valieri per la cornicio- 
ne delf Idioma . ivi. 

Soggetti Ecclefiaflici della famiglia. 36 

Cardinali V alteri , ivi. 

Sereniamo Bertucci Vadre del Trencipe Sti- 
ve firo , e fata nafaita. 37 

Minifleri da ejfa esercitati. ivi. 

Majftmoy Bianca , e Stive firo di effe 'figli. 39 

Anna 






INDICE. 

Anno della nafcita di Siheftro Veliero , 

Suoi ftud'j ne II * Adolescenza . hi. 

Suo matrimonio con Elisabetta Querini . 

Famiglia Querini detta già Galbaja 5 e 
Sulpitia da Sulpitio Galba Imperatore . 

Ciò: e Maurilio Querini Dogi di Venetia „ 
ivi . 

Siheftro Valiero è fatto Procuratore d'an- 
ni 19. ivi. 

Ottiene un figlio , che nel giro di mefi 
quattro fé ne muore . 44 

Efferata diverfi Magiftrati. 45 

Il di lui Tadre Bertucci vien eletto Do- 
gè. 46 

Sua morte . 48 

Bianca Triuli madre del Doge Bertucci fu- 
perftite al figlio. 49 

Le vien celata per molti anni la morte 
del figlio affine non ne veniffe meno dal 
dolore > mentre fi trovava in età decre-** 
pita . ivi. 

Copiofe Umofwe fatte dal Trocurator Va- 
liero 



INDI OE. 

Itero dopo la morte del "Padre . 5 1 
Magiftrati militari esercitati dal Valle- 
rò . 53 
Ingegneri , e machine di nuova bruttura pre- 
vedute da ejfo nella guerra di Candia. 54 
Invigila fopra gli Bombardieri . 5 5 
II Trocurator Valiero è defiinato Ambascia- 
tore per ti ricevimento di Margherita Te- 
resa cf Auftria Spofa dell Imperator Leo- 
poldo . 55 
Suo pompofo viaggio verfo i confini à tal ef- 
fetto . 56 
Sua Ambasciata , Splendido accompagna- 
mento 5 e generofità . 60 
1{ifpofta dell'Imperatrice . 61 
Il Valiero vien creato Cavaliere dal Duca 
d' Alburqueque per ordine del 7(è di Spa- 
gna , e dell'Imperatore. 61 
Udienza di congedo . 63 
Partenza dell Imperatrice da Confini , e fi- 
ne<%%a di fplendides^a ufata dallAmba- 
feiatore . 64 
Giunto in Venetia con fomma gloria T Amba- 
sci ator e fi porta in Collegio per render con- 
to della (uà Ambasciata . 66 

De- 



INDICE. 

Depone a* piedi di Sua Serenità UCavalie- 
ratO)& il regalo del giojello havuto indet- 
ta Ambasciata . 67 

Li vien nello ftejjo giorno confermato e Timo , 
e t altro in Prega di. ivi. 

Sua nuova deputatone per T Ambasciata al 
nuovo Sommo Pontefice Clemente IX. 6% 

Et indi fimilmente à Clemente X. ivi 

Pifana Bembo TZepote di Sua Serenità da- 
ta in Matrimonio à Giovanni Delfino . 

Bertucci Bembo fratello di detta Spofa pren- 
de in moglie Cecilia Contarmi . 72 

// Procurator Valiero vien eletto Pjformator 
dello Studio di V adova . 7$ 

Da calore alla rinovatione del? Morto de 
Semplici . 75 

Sue vigilante fopra la Libraria Public a di 
Venetia, 76 

Altra deputatone al Pontefice Innocentio XI. 
Odefcalcbi. ivi. 

Vien fatto Sopraproveditore alla Sanità 
nella Pefte di Germania. 77 

Academia Delia di Padova poft a fotto il pa- 
trocinio del Valiero. 78 

L Vien 



INDICE. 

V'ten deputato Savio Ajfiftente al SantoOf- 
fido. ; 8i 

Morte del Doge Marc Antonio Giufl intani > 
Acclamationi per il Valter o > e fua rinun- 
tia difttffragi à favor di Francesco Mo- 
ro fini . 82 

TZuova Deputatione ad A/ejfandro VILLO t- 
toboni . 8$ 

V'ten eletto da Sua Santità per procuratore 
di Don Urbano Barberino per fpofare 
Cornelia Zeno iSLepote del Tapa . 84 

S'inferma mortalmente , e recupera lafalu- 
te per le publiche orationi d'ognuno. $6 

Effaltatione del V altero al Principato . 9 1 

Sua liberalità 3 ed acclamationi del Topo- 
Io. 92 

Coronatone della Serenijftma Dogarefta.yq. 

fj Univerfità de' Trofejfori dello ftudio di 
T adova l'erigge un monumento marmoreo 
nel Collegio Veneto per fegno di gratitu- 
dine . 96 

Altra Ljcri^ione collocata nel borio de' ^empii- 
ci dopo la rinqvatione di quel luogo fato il 
Patrocinio del V altero. 97 

Vittorie dell Armi Venete nella Dalmazia 

fitto 



INDICE, 

fotto il di lui Dogato. 101 

Contento di Sua Serenità di tali acquici 
per la fretta parentela , eh' bave a cai Gè' 
neral Delfino. 107 

Vittorie nel Levante ? e moneta del anno pri» 
mo con parole alluftve à quelle. 109 

Intervento di Sua Serenità y e Sereniffima 
Dogare (fa nella Cbiefa del Monaftero del- 
le Vergini affine di dare Hpoffeffo alla nuo- 
va Abbadejfa di quello > D. Maria Diana 
Grimani. no 

Ottiene Sua Serenità dal Sommo? onte fice^ 
un Ottavario per la Città di Venezia con 
indulgenza plenaria in forma di Giubileo 
per implorare continuate benedittioni dal 
Cielo per f interceffione della B. V. "Ma- 
ria . 112 

V Abolizione de Brogli per ricordo del Vren- 
cipe . 113 

Moneta dell' anno fecondo > fuo motto , e mo- 
tivo . 114 

Luigi Rubini eletto dal Sereniamo "Primi- 
cerio di S. Marco . 115 

Grave infermità di Sua Serenità . 117 

Fa difiribuire à poveri gran fomma di dinar 

L 2. ro y 



INDICE. 

ro y & è reftituita alla primiera falute . 

» 
Ilo 

Sue molte , e continue limo/me , & in jpecie 
ne giorni che usciva in f untimi •> & a che 
fine. 121 

Moneta dell' anno ter^p^fuo motto y e moti- 
vo . 123 

Tajfato Monfignor Ify^ini al Vescovato di 
Bergamo vien eletto Primicerio di S.Mar- 
co /. Gio: Francesco Barbarigo . 12 4 

Venuta de Moscoviti à Veneti a. 125 

Venuta dell' Ambafciator d'Inghilterra* 126 

Moneta dell'Anno quarto yfuo motto , e moti- 
vo di effo. 127. e 128 

Vittorie nella Morea y ^confitta del Sera- 
fchiero per la perdita della battaglia d' 

ArgOS . A\tkU»l: I2 9 

Monfignor Gio: Francesco Barbarigo vien 
eletto al Vescovato di Verona y e perciò 
vien deftmato da Sua Serenità Primice- 
rio di S. Marco V tetro Barbarigo» 130 

Impresone della Moneta del? Anno quinto 
fuo motto y e motivo di ejfo^^ ìr ^ 131 

Ti età y e devotione /ingoiare del Doge. 132 

Battaglia Navale nelf acque di M$telUm 
J<fl con 



DICE. 

con la Vittoria &* Veneti fotto la condotta 
del Prove ditor General Delfino . ivi . 

Prodezze del Capitan Ordinario Fabio Bon- 
vicini in quella battaglia . 133 

Applicatone del Doge a trattati di pace . 
134 

Il Cavalier Carlo Rubini è deftinato dal 
Senato Ambafciator Plenipotentiario del- 
la TfypubUca al Congrego di Carlovit% in 
Ungheria. ivi. 

Vièn concluda la pace , e ratificata dal Se- 
reniffimo. 136 

Moneta dell' Anno fefto , efuo motto allufivo 
alla pace concluda . 137 

Applica il Doge à far remunerare i beneme- 
riti della pacata guerra . ivi. 

Promotione alla Porpora del Cardinal Mar- 
co Delfino parente flretto di Sua Sereni- 
tà . 138 

Ingreffo del Cancellier Grande Pietro Bufi- 
nello decorato dalla prefen^a della "Regi- 
na Vedova di Poloni a > che volle interve- 
nirvi per udire la facondia del Doge . 1 40 

Statura 5 e delineamenti corporali del Sere- 
nijjtmo V altèro. * '- ' A ' 141 

r De- 



INDIO E. 

Delineamenti del di lui grand' animo > e mot* 
tiplici virtù morali . 142 

Suo temperamento > ed ajfettioni alle quali 
era f oggetto. 143 

Sua ultima infermità y e fperan%a che dava 
di fa Iute. ivi. 

Vien forprefo da accidente Apoplettica nel dì 
3. di Luglio del 1 700. 145 

Sua morte indi à tre giorni dopo ricevuti li 
SS. Sacramenti . 146 

E compianto generalmente da ogni ordine dì 
persone. 147 

Suoi funerali folenni con le f olite formalità . 
148 

Suo maravigliofo te ft amento ripieno di legati 
pii , e ricompen[e àfuoi benemeriti con ah 
tre prudenti difpqfitioni dimoftranti la d't 
lui fomma pietà , e carità verfo il projfi- 
mo . ivi. 

Suo legato di cinquanta mila ducati alla 2fc- 
publica . 150 

Altro legato alla Tublica Ter aria di Vene- 
tia per il che dal Senato li fono decretati 
folenni anniverfarii funerali nella Ducal 
di S. Marco con l'intervento del corpo del 

Col- 






I N D I CE. 

Collegio 9 e l ' erettione della di lui effigie 

in libraria. 150 

Inscrizione della Sepoltura deVrencip Va- 

Iteri. 153 



8 



Ut ; .v> 



IL FINE, 









Errori. 



CorrHtoni . 



V*g$ lin. li. nell'anno fufieguente 



xo 3. afièdiate 

17 21. & altri così che : 

1 9 2 5- Saturrino 

21 io. Cefficis 

24 11. Valeriano 
45 5. folo 

47 12. accumulando*! 

51 16. dalfa 

58 3. Pavar 

64 7. Coprino 

76 12. 1667. 

84 io. Delegato . Interveniente 

#4 12. Senato 

84 ^ 22. di mortale infiimità 

50 lin. ult. pretenda 

5>3 1. bramare 

91 8. efpreflb 

£4 14. eipcElatur 

9S 9. con naturale 

25 i^. la di lui 
99 3. conducendo 
99 23. della Capienza 

102 24. maxime in hellis 

108 io. laudatque virtù s . 

12,6 £ # co i g ra nde de fogetti 

138 23. ineftate 

*44 5- quindi 

J 49 12. f edecimila 



Nell'anno di Roma 248. feti- 
za imitarlo neiranno^fulTe- 
guente 249. 

AiTediante 

Scaltri : così che 

Saturnino 

Cefiicis 

Volufiano 

faldo 

accomunando/! 

dalla 

Povar 

Caprino 

^77. 

Delegato Interveniente 

Stato 

una mortale infermità 

pretende 

bramare, 

efpreffìvo 

expeEìatuv ? 

connaturale 

la di lei 

conduceva 

dalla fapienza 

maxime in beìlkis 

ìaudataque virtus 

col grande numero de iogetti 

inneftate 

quando 

dieciottomila 



UNIVERSITY OF ILLINOIS-URBANA 



3 0112 062523631